Frecciarossa bloccato per ore sotto Monte Morello nella galleria più lunga

La TAV ha spostato persino gl spartiacque (prof. Giulano Rodolfi)

Perché non si è usato il tunnel di soccorso? Se lo chiede chi denuncia da decenni le condizioni di rischio nella gallerie TAV fra Firenze e Bologna. E gira i suoi interrogativi al prefetto Laura Lega


Prima che il loro treno in panne venisse rimorchiato indietro a Firenze, centinaia di passeggeri hanno dovuto attendere ore al buio e al caldo, magari rifugiandosi sul marciapiede. Lo hanno attestato in queste ore le cronache del Corriere Fiorentino e di Repubblica. Ma quella di Vaglia, dove è avvenuto il blocco (e non è la prima volta), è l’unica galleria parzialmente fornita di cunicolo per l’emergenza, osservano quelli di Idra, i ‘guardiani della tratta appenninica TAV’. Che si domandano, e girano il quesito al prefetto di Firenze: quali sono i motivi per cui non si è provveduto a utilizzare il tunnel parallelo di soccorso esistente per liberare le centinaia di passeggeri imprigionati nel Frecciarossa?

Una domanda che ne trascina con sé altre.

“Qual è il modello di utilizzazione del tunnel di soccorso in questione? Con quali strumenti e modalità dovrebbe attuarsi il ‘pronto intervento’ di mezzi di trasporto in grado di allontanare i passeggeri dal luogo del guasto o, nel peggiore dei casi, dell’incidente?

Possiamo realisticamente parlare di criteri di sicurezza efficaci, quando si verifica che passeggeri bloccati così a lungo, e in condizioni così penose e pericolose, si trovano costretti a trasferirsi autonomamente sui marciapiedi laterali? A maggior ragione, in tempi di emergenza sanitaria come quella che attraversiamo?

Infine, come dovrebbe effettuarsi il trasferimento dei passeggeri dal treno verso il tunnel laterale di soccorso quando, come forse nel caso in questione, il convoglio proceda sul binario opposto al lato lungo il quale corre il tunnel?”.

Ma la domanda delle domande, osservano da Idra, è quella rimasta senza risposte sinora.Sono trascorsi quasi due anni dal colloquio accordato dal prefetto Laura Lega a una sua delegazione l’11 ottobre 2018. In quell’occasione il prefetto informò l’associazione ecologista toscana di aver trasmesso agli organismi competenti la nota con cui si documentavano, con tanto di carte governative, i deficit di scurezza su 60 km di linea sotterranea fra i capoluoghi di Emilia e Toscana, e di attenderne con impazienza un riscontro. “Ma se tale riscontro Le è pervenuto, scrive oggi Idra al prefetto, a noi – e dunque alla cittadinanza, che abbiamo il compito statutario di informare - non è stato comunicato. Si tratta forse di dati difficilmente sopportabili?”.

E conclude: La cittadinanza non può non sentirsi allarmata, gentile Prefetto, dall’episodio registrato nella Galleria di Vaglia. E ancor più lo è, legittimamente, se considera le condizioni ben più critiche che si produrrebbero in caso di guasto o di incidente nella restante tratta sotterranea veloce monotubo a doppio binario fra Firenze e Bologna, priva di galleria di sicurezza. Qui, com’è noto, l’unica ‘risorsa’ è rappresentata da finestre di fuga collocate – sette su quattordici – a distanze che superano l’una dall’altra i quattro chilometri dettati dal Decreto Ministeriale del 28 ottobre 2005 “Sicurezza nelle gallerie ferroviarie”, e presentano pendenze (fino al 13,93%) e lunghezze fino ad oltre un chilometro e mezzo, in piena montagna appenninica. Eppure il Parere della Commissione Sicurezza delle Gallerie ferroviarie del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti descrive la Firenze-Bologna come il tratto di rete strategicamente più importante dell’intero sistema ferroviario dell’Alta Velocità italiano. E vi transitano da novembre 2018 anche convogli merci nelle ore notturne.

C’è un commento anche all’azione del Governo nazionale, impegnato nell’elaborazione del piano di interventi per il Next Generation EU: “Quanto è green continuare a dilapidare risorse pubbliche in linee improbabili come la Torino-Lione, o in sottoattraversamenti ipercritici, come quello doppio progettato sotto la città d’arte Firenze, e ignorare invece l’abc della sicurezza sulle infrastrutture esistenti?”.

Si attendono repliche…

Redazione Nove da Firenze