Parcheggio interrato al Cestello: la patata bollente dell'Oltrarno

Domani 19 dicembre consiglio di Quartiere straordinario alle Leopoldine di piazza Tasso. L'Associazione Progetto Firenze: "Diciamo no, di parcheggi pubblici e privati ce ne sono in abbondanza e in buona parte sottoutilizzati. La città dovrà saper attrarre rispetto per l’ambiente e non automobili o torpedoni turistici"


Domani, giovedì 19 dicembre alle ore 20,30, è stato convocato il consiglio del Quartiere 1 di Firenze, presso la sala delle Leopoldine in piazza Tasso. Un consiglio straordinario aperto alla cittadinanza, richiesto da numerosi residenti del quartiere e dal Comitato Oltrarno Futuro per definire la vicenda dell’ipotesi del parcheggio interrato in piazza del Cestello.

L’Associazione Progetto Firenze parteciperà, chiedendo di intervenire per far si che il dibattito si allarghi a tutto il centro storico. L’ipotesi di un nuovo parcheggio interrato in area Unesco, non impatta solo sulla vita dei fiorentini dell’Oltrarno. "Non siamo di fronte - commenta l'Associazione - a un circoscritto problema di mobilità urbana per facilitare il reperimento di posti auto in una zona particolare di Firenze. Abbiamo capito da tempo che un qualsiasi intervento urbanistico produce riflessi ovunque, introducendo nuovi livelli di stress urbano in tutti i distretti cittadini. Le ragioni che spingono la città turistificata a chiedere di continuo interventi tesi a privilegiare le istanze un certo tipo di prassi commerciale rispetto a quelle dei residenti e dei negozi di vicinato, sono altrettanto chiare. Definire con maggior cura il brand di Firenze e non la sua vivibilità è la ragion d’essere degli interessi economici che ruotano attorno al policentrismo di Firenze e che essi siano dislocati sulla riva destra o sinistra dell’Arno non ne cambia l’effetto finale sull’intera città".

Progetto Firenze è contraria a questo parcheggio "in nome di una città diversa da quella che viene prospettata dall’Amministrazione comunale. Il futuro della città dovrà, invece, saper attrarre rispetto per l’ambiente e non automobili o torpedoni turistici, dovrà affrontare elementi di sviluppo che si basino sulla ricerca scientifica dei modelli di ecologia urbana e non su ipotesi commerciali estranee al suo tessuto più vero, magari nascoste dietro la vulgata amministrativa di presunti miglioramenti per la qualità della vita dei residenti.

A Firenze di parcheggi pubblici e privati ce ne sono in abbondanza e in buona parte sottoutilizzati, rispettiamo allora il tessuto più intimo di un rione ancora popolare che altrimenti vedrebbe perduta la sua identità ed evitiamo che un rinato Vasco Pratolini intitoli la sua più importante opera “I parcheggi di San Frediano”. Non è un problema solo di quel quartiere, ma di tutta la città", conclude l'Associazione Progetto Firenze.

Redazione Nove da Firenze