Padule di Fucecchio: la rabbia e lo sciopero dei volontari

Protesta contro la prospettiva di un imminente smembramento della Riserva naturale


Il Padule di Fucecchio, storicamente uno dei "paradisi terrestri" della Toscana per gli animali anche rari, è alle prese con un problema importante. Sta cambiando la gestione e il Consiglio Direttivo dell'associazione Amici del Padule di Fucecchio ha diramato una nota di protesta.

"Vista la prospettiva di un imminente dello smembramento della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio e dell'assegnazione dei suoi beni a due comuni ed al Consorzio di Bonifica - si legge nella nota - , le volontarie e i volontari del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio, membri dell'associazione Amici del Padule di Fucecchio, come segno di protesta rispetto ad una decisione avversata con una grande manifestazione popolare il 12 maggio scorso e non concordata con le associazioni ambientaliste, nonostante impegni presi in questo senso da parte della Regione Toscana, hanno deciso di sospendere le attività nel servizio di apertura al pubblico delle strutture (Centro Visite di Castelmartini e Osservatorio Faunistico delle Morette), fino a che non perverranno segnali positivi. 

Ricordiamo - prosegue il Consiglio direttivo degli Amici del Padule - che tale servizio è stato da noi garantito, con il supporto fondamentale del personale del Centro, ININTERROTTAMENTE dalla primavera 2014, nonostante le prospettive incerte e per lo più in mancanza di alcun riconoscimento da parte delle istituzioni locali.

Le nostre attività di manutenzione hanno impedito il deterioramento irreversibile delle strutture (edifici, passerelle, arginature, opere idrauliche etc.) in assenza di fondi dedicati, a fronte di una totale latitanza dell'Ente Gestore, la Regione Toscana.

Vogliamo ribadire che siamo impegnati, sottraendo tempo alla nostra vita familiare e alle nostre attività ordinarie, per un progetto in cui abbiamo creduto e crediamo: la tutela di un'area naturale preziosa attraverso consolidate e riconosciute conoscenze e competenze specifiche; l'importanza cruciale della conservazione della biodiversità in relazione al mantenimento di fondamentali equilibri ecosistemici; l'inestimabile valore della bellezza; la divulgazione di un messaggio di conoscenza e di rispetto.

Questi sono i valori - prosegue la nota -, condivisi con i professionisti che collaborano con il Centro (esperti e guide), che ci hanno indotto a dispiegare un lavoro così ingente e continuativo nel tempo, e non certo una generica vocazione a dare informazioni turistiche o a verniciare i corrimano. Pertanto ci teniamo a sottolineare che non saremo disposti a continuare a prestare il nostro lavoro se verrà a mancare il basilare presupposto della "buona gestione" - unitaria e tecnicamente corretta - della riserva naturale.

Concludiamo domandandoci come l'amministrazione comunale di Ponte Buggianese possa candidarsi alla gestione di un bene pubblico quale la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, quando non è stata fino ad oggi in grado di utilizzare e valorizzare la Dogana del Capannone, struttura restaurata con ingenti somme di denaro pubblico, la quale, salvo sporadici eventi, risulta sempre chiusa e priva di indicazioni per i visitatori. Qualsiasi turista e visitatore, condotto dai numerosi cartelli stradali, si trovi infine di fronte al portone di quel bellissimo edificio lo troverà sempre chiuso, nè vi troverà orari di apertura o contatti per informazioni.

Naturalmente - concludono gli Amici del Padule - auspichiamo un ripensamento in extremis della Regione Toscana".

Redazione Nove da Firenze