Rubrica — Europe Direct

Rossi: “Toscana esempio di comunicazione e partecipazione cittadini"

Il presidente della Giunta Regionale a Bruxelles per un convegno sulle Politiche di coesione


Censire le migliori pratiche di partecipazione delle regioni e dei territori degli Stati dell’Unione Europea così da definire un modello da istituzionalizzare che la Commissione potrebbe adottare come sua pratica di coinvolgimento dal basso e rendersi così più vicina ai cittadini. La proposta è stata lanciata oggi dal presidente Enrico Rossi intervenuto a Bruxelles alla conferenza organizzata dalla Commissione europea sul coinvolgimento dei cittadini nella governance della politica di coesione.

“Mi sono impegnato visitando molti progetti che in Toscana sono stati finanziati dall’Europa – ha detto Rossi – ci sono oltre cento progetti che attestano la presenza dell’Europa nella nostra regione. Grazie a una campagna di comunicazione che è andata ben oltre le aspettative per la risposta che ha ricevuto, i toscani hanno visto e saputo cosa significano i fondi europei per lo sviluppo della regione”.

Riguardo proprio al coinvolgimento dei cittadini, il presidente della Regione ha quindi affrontato il tema della partecipazione. “Processi partecipativi come le giurie dei cittadini, la stessa legge per la partecipazione, i debat public, così come la valutazione della sanità, sono pratiche che in Toscana applichiamo da tempo e rappresentano un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e cittadini – ha detto Rossi - Siamo profondamente convinti che coinvolgere gli stakeholders nella elaborazioni delle strategie sia importante e questo garantisca conoscenza dei problemi, ricerca delle sintesi fra posizioni diverse La Toscana ha fatto di queste pratiche un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e cittadini. Ma esistono atri esempi in Europa. E allora perché non censirli tutti e adottare un prototipo di partecipazione generale per le politiche europee”.

Rossi ha inserito la proposta in una riflessione più ampia sulla crisi della democrazia “che si è verificata – ha osservato - perché i cittadini spesso si sentono rifiutati nella loro volontà di partecipazione o nella possibilità di contribuire alla vita pubblica. La democrazia è rimasta identica a se stessa nel tempo mentre il mondo fuori cambiava molto e diventava via via sempre più complesso. Il potere decisionale finale non può che restare nelle mani degli eletti, ma è il mandato degli eletti a dover cambiare nella società odierna. Oggi non solo gli eletti devono essere portatori delle istanze generali ma farsi garanti dell’ascolto. Abbiamo bisogno in tutta Europa di una nuova classe politica in grado di esercitare l’ascolto della società per difendere la democrazia allargandola”.

Redazione Nove da Firenze