Ospitalità agrituristica in spazi aperti: una nuova legge per la Toscana

Si propone di definire meglio di quanto oggi avviene i limiti, le tipologie e le modalità entro i quali l’agricampeggio debba essere svolto in Toscana


 Sono detti Agricampeggi. Gianni Anselmi, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Agricoltura, ha depositato oggi un testo di proposta di legge che si pone l’obiettivo di disciplinare un settore sprovvisto di apposite norme. Insieme ad Anselmi, hanno sottoscritto la proposta il capogruppo Pd Leonardo Marras, la vice Monia Monni ed i consiglieri Pd Simone Bezzini, Ilaria Bugetti, Lucia De Robertis, Francesco Gazzetti, Antonio Mazzeo, Titta Meucci, Marco Niccolai, Stefano Scaramelli ed Enrico Sostegni.

«Lo scopo della proposta – spiega Gianni Anselmi – è rimuovere una situazione di perdurante incertezza cui è da tempo consegnato il settore del turismo all’aria aperta nelle aziende agricole, fornendo agli operatori che integrano il reddito agricolo con forme di ospitalità “preallestita” di facile rimozione (glamping, case mobili), ma anche agli organi istituzionalmente addetti al controllo riferimenti oggettivi entro i quali agire.
Il progetto di legge, preceduto da adeguati approfondimenti di carattere tecnico in materia agricola e urbanistica nonché dall’ascolto delle rappresentanze degli operatori e dei comuni, si propone di definire meglio di quanto oggi avviene i limiti, le tipologie e le modalità entro i quali l’agricampeggio debba essere svolto in Toscana avendo cura degli aspetti urbanistico-paesaggistici e ambientali anche attraverso un coinvolgimento attivo dei Comuni nella scelta degli ambiti rurali destinabili a tale attività.
Vista l’imminenza della stagione estiva cercheremo di assicurare un celere iter nelle commissioni consiliari competenti, auspicando un largo consenso nel Consiglio regionale.
Con il Testo Unico del turismo recentemente approvato – prosegue Anselmi – abbiamo fornito al settore del turismo all’aria aperta nuove importanti opportunità in termini di dotazioni e flessibilità gestionale e tipologica, come ad esempio l’introduzione del “camping village”. Allo stesso modo e in coerenza con la nostra legge sull’agriturismo, fra le più avanzate in Italia, riteniamo utile dotare le imprese toscane di una normativa sugli agricampeggi che non ne snaturi i connotati rispetto alle forme di ricettività open air più strutturata, assoggettata a ben diversi regimi urbanistici e fiscali, ma che adegui l’offerta turistica della regione alla crescente domanda di esperienze in contesti rurali. L’obiettivo di questa proposta di legge – conclude – è migliorare le nostre regole».

Redazione Nove da Firenze