Ospedale di Empoli: improvvisa morte fetale

Da lunedì riprende l'attività del blocco operatorio del Serristori, dove era stata sospesa nei giorni scorsi dopo la fuoriuscita accidentale di polvere dal dispositivo antincendio. Assistenza domiciliare: ad Aulla servizio al collasso


Una donna di 37 anni, empolese, già madre di una bambina di due anni e mezzo e alla trentaseiesima settimana di gravidanza, è arrivata all’Ospedale di Empoli nel pomeriggio (ore 18.30) di venerdì accusando dolori addominali e in particolare al fianco destro. È stata trasferita al Pronto Soccorso Ostetrico dove le è stato effettuato il tracciato cardiotocogramma e l’ecografia e non sono risultate anomalie. Nel corso della visita la donna, seguita nella gravidanza privatamente, ha riferito di soffrire da tre giorni di gastroenterite. La specialista ginecologa non ha tuttavia riscontrato elementi di emergenza urgenza e la donna è stata rinviata al domicilio. Alle 24.30 la donna accusa forti dolori addominali e si reca nuovamente al Pronto Soccorso dove viene attivata la consulenza ginecologica e nel ripetere gli esami, già svolti nel pomeriggio, viene riscontrata morte fetale intrauterina con emorragia addominale in atto. I sanitari dispongono di eseguire un cesareo in emergenza con il quale riescono a salvare l’utero della donna. La Signora è al momento ricoverata nel reparto di ostetricia del San Giuseppe ed è in buone condizioni di salute. É stato disposto riscontro diagnostico che verrà effettuato nella mattinata di domani ed è stato attivato il percorso del rischio clinico aziendale.

Riprende da lunedì prossimo l'attività operatoria nel presidio Serristori di Incisa e Figline Valdarno. Lo ha comunicato oggi la direzione sanitaria. Gli interventi erano stati sospesi nei giorni scorsi a seguito della fuoriuscita improvvisa di polvere (non dannosa) da un estintore che si trovava posizionato nel corridoio delle sale chirurgiche: in quel momento non erano presenti né pazienti, né operatori sanitari. Gli ambienti sono stati ripristinati per lo svolgimento degli interventi chirurgici.

E tornato nuovamente a funzionare anche il servizio di dialisi. I pazienti sono già stati avvertiti dalla direzione sanitaria e domani potranno svolgere regolarmente la terapia. L'impianto si era guastato nella giornata di giovedì ma i pazienti hanno comunque potuto svolgere il trattamento dialitico nel Presidio di Santa Maria Annunziata.

“La domiciliare infermieristica al collasso nella zona di Aulla: ci sono solo 5 unità di personale invece dei 9 necessari a coprire un’area estesa, con una popolazione sempre più anziana che ha bisogno di aiuto. Ora basta: se non si arriva a una soluzione che non sia fatta di chiacchiere stiamo valutando con i legali se denunciare l’azienda per interruzione di pubblico servizio”. Va dritto al cuore del problema il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori: servizio sotto organico da mesi e la direzione infermieristica che continua a fare ‘orecchie da mercante’ nonostante un bando emesso in estate per reclutare dipendenti nel più breve tempo possibile. “Mentre l’azienda sanitaria continua a rimanere sorda alle necessità reali dei pazienti, si possono sprecare tante parole, si possono scrivere chilometri di regolamenti ma è l’infermiere che resta solo, in trincea in prima linea – prosegue il segretario Fpl -. E’ soltanto l’ennesima criticità che registriamo alla Casa della salute di Aulla e stavolta riguarda l’Assistenza domiciliare. La carenza di organico, solo 5 infermieri dei 9 necessari, quindi quasi la metà, sta minando il corretto supporto assistenziale che dovrebbe essere prestato e garantito a tutti quei pazienti che necessitano quotidianamente di interventi di carattere sanitario e socioassistenziale a domicilio. Stiamo parlando di professionisti che per mestiere devono occuparsi di pazienti cronici, gravemente malati o allettati: serve impegno fisico, professionalità e capacità di svolgere un supporto piscologico. Senza contare poi che il servizio che fa capo ad Aulla deve coprire un territorio impervio della Lunigiana, con grandi distanze fra una frazione e l’altra, da Comano a Serricciolo fino a Montedivalli, una miriade di frazioni. L’infermiere dell’Adi si trova a dover affrontare da solo qualsiasi situazione o patologia con pazienti di tutte le età ed è in grado di evitare l’allontanamento della persona dal proprio ambiente di vita, di sostenerlo in relazione alle difficoltà insite nella sua condizione”. Un servizio segno anche della civiltà di un paese che viene messo seriamente a rischio. “Non si può svolgere un servizio così complesso in modo corretto e completo per le varie esigenze di pazienti e famiglie se non ci sono i numeri” dice ancora Salvadori che poi va all’attacco della direzione infermieristica aziendale, fra Asl e Casa della salute: “Gli infermieri fanno il massimo, sopperendo alle mancanze, ma la direzione infermieristica aziendale continua a non trovare una soluzione nonostante sia stata sollecitata da mesi. Avevamo chiesto di fare uscire un bando urgente in estate per reclutare infermieri in tempi brevissimi ma ancora non sono stati fatti nuovi inserimenti. E si continua a lavorare in condizioni al limite del collasso mettendo in pericolo lavoratori e pazienti: serve una soluzione concreta, subito. Altrimenti valuteremo se denunciare l’azienda sanitaria per interruzione di pubblico servizio”.

Redazione Nove da Firenze