Ora l'Arno fa meno paura

Ieri il ricordo dell'alluvione 1966. Nel webinar il Presidente di ANBI Toscana Marco Bottino ha parlato anche dell’importante lavoro svolto dal CB2, insieme agli altri Consorzi di Bonifica, per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico lungo l’asta del fiume


54 anni fa, l’alluvione. L’acqua all’improvviso si è impadronita di Firenze e ha devastato un’ampia fetta del territorio toscano, infierendo con particolare violenza contro il Casentino e il Valdarno.

Ieri i drammatici eventi di allora sono stati ricordati in un maxi summit webinar (causa COVID 19) a cui hanno partecipato importanti ospiti, tra i quali il sottosegretario Roberto Morassut (Ministero Ambiente); Angelo Borrelli, capo della protezione civile nazionale; il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani; l’assessore all’ambiente Monia Monni; i Segretari dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale Massimo Lucchesi e dell’Appennino Centrale Erasmo D’Angelis, il sindaco di Firenze Dario Nardella: interventi di taglio diverso per un confronto a 360 gradi sul tema della sicurezza idrogeologica.

Nell’occasione si è parlato del prezioso ruolo svolto dai Consorzi di Bonifica nella difesa idrogeologica con un focus particolare sui tre Consorzi, l’Alto, il Medio e il Basso Valdarno, che operano lungo l’asta dell’Arno.

Il Presidente di ANBI Toscana Marco Bottino, nel suo intervento, ha riepilogato la peculiarità svolta da ogni ente, a cominciare dal Consorzio 2 Alto Valdarno, che nel suo territorio ospita l’origine del fiume.

Una costante manutenzione realizzata con cadenza annuale lungo tutto il corso, “gentile” nel tratto iniziale per non alternare il delicato e prezioso equilibrio ambientale; un piano tagli, che ha portato, a cavallo tra il 2019 e il 2020, a migliorare la funzionalità idraulica lungo l’intera asta, dal Casentino al Valdarno, con un investimento complessivo superiore ai 2,2 milioni di euro; un intervento di manutenzione straordinaria nel tratto urbano di San Giovanni Valdarno dove, con un’operazione da oltre 1 milione di euro, si sta tamponando una grave erosione in riva destra: sono gli ingredienti della terapia messa a punto dal Consorzio 2 Alto Valdarno per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico nel suo comprensorio.

“Oggi, grazie anche alla cura del Consorzio oltre ai numerosi interventi strutturali messi a punto dalla Regione Toscana nel corso degli anni, il fiume fa meno paura ed è tornato ad essere amato e vissuto dai cittadini, come dimostrano le numerose e partecipate iniziative con cui il CB2, insieme a tanti partner, è riuscito a riportare i cittadini sulle sue sponde, da Pratovecchio Stia, dove nasce ed è poco più di un torrente, fino a Rignano sull’Arno dove acquista le dimensioni e l’aspetto che tutti conoscono”, ha commentato Serena Stefani, Presidente dell’ente.

Redazione Nove da Firenze