OPG, follia strutturale in Toscana: AAA socialmente pericolosi cercano casa

Grandi contenitori per nuove funzioni e vecchi pazienti da ricoverare in economia


L'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino è destinato alla chiusura, la "barbarie" volge al termine?
 La Villa Medicea Ambrogiana, prediletta da Cosimo III e destinata da Leopoldo II alla cura delle malattie mentali si affaccia sulla riva sinistra dell'Arno con le sue suggestive torrette ed ha davanti un futuro non ancora definito.
Il bene demaniale potrebbe entrare nella disponibilità del Comune di Montelupo solo se vi fosse una copertura finanziaria sul recupero architettonico, ipotesi esclusa dal sindaco Paolo Masetti.
Ricettività tra pranzi gourmet, finalità culturali e centro congressi a gestione pubblico privata? Tutto da valutare anche perché il Municipio di Montelupo non ha idea di quali siano le condizioni strutturali visto che sino ad ora è lo Stato, attraverso il Ministero della Giustizia, ad essersi occupato della manutenzione.

Filippo Saporito ad Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto a Messina, Castiglione delle Stiviere a Mantova, Villa Ambrogiana di Montelupo Fiorentino, Sant'Eframo a Napoli ed a Reggio nell'Emilia. Sono 6 gli OPG in Italia e sono sinonimo di casa di reclusione visto che da metà degli anni settanta hanno sostituito i manicomi criminali.
Il Presidente Giorgio Napolitano ne ha sottolineato con rammarico il percorso di dismissione viste le continue proroghe concesse dopo che la chiusura definitiva era stata decretata il 17 gennaio 2012 dalla Commissione giustizia del Senato: 31 marzo 2013, 1 aprile 2014, 30 aprile 2014, 31 marzo 2015.

Chi sono gli inquilini? Sono pazienti infermi di mente ed hanno bisogno di cure "per fare fronte alla pericolosità sociale" come sostenuto più volte dalla Corte Costituzionale che seguendo il principio della rieducazione non vede nell'OPG il parcheggio eterno, ma una opportunità.
La Toscana ha risposto alla rivoluzione proponendo uno smistamento che avrebbe visto alcuni pazienti diretti al "Gozzini" o Solliccianino di Firenze.

Rita Bernardini, segretario dei Radicali Italiani, ha dichiarato in merito “Abbiamo saputo che la Regione Toscana ha deciso di fare un ‘mini Opg’, smantellando l'unico carcere a custodia attenuata che funzioni in termini di reinserimento futuro dei detenuti: via, dunque, i detenuti di Solliccianino, questa la scelta irresponsabile della Regione per contrastare la quale sono al lavoro i compagni dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze" e le proteste hanno poi costretto la Regione al dietrofront ed a trovare una soluzione alternativa per la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza che dovrebbe trovare posto nell’ex Ospedale psichiatrico di Volterra.

Tempi? “La disponibilità riguardo la realizzazione di un REMS sul nostro territorio è stata accolta - ha reso noto il sindaco di Volterra, Marco Buselli - la nuova sede sarà collocata nel complesso ospedaliero di Volterra". Da Montelupo però si parla di stand-by con il sindaco Paolo Masetti in attesa di notizie da parte della Regione Toscana.

"In piena campagna elettorale - ricordano i rappresentanti dell'associazione Andrea Tamburi - Enrico Rossi, dichiarò che le varie strutture alternative all’OPG sarebbero state pronte entro il mese di luglio: ad oggi sono ancora 90 i detenuti internati nella Villa Ambrogiana di Montelupo. Per scongiurare l’ipotesi di un perenne protrarsi del trasferimento dei detenuti internati, chiediamo tempi certi sulla costruzione o ristrutturazione delle strutture alternative destinate a soppiantare gli OPG. Per questo, sabato 27 giugno dalle ore 11.00, si terrà in via Cavour a Firenze un presidio per chiedere tempi certi sulla questione dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, tutt’ora in funzione nonostante la scadenza che imponeva la sua chiusura sia ampiamente superata".

La storica residenza sull'Arno che ha sostituito i manicomi criminali ed oggi è senza un domani, apre ad una riflessione sui grandi contenitori ospedalieri che nei secoli sono stati stravolti contrapponendosi alle nuove strutture in cemento armato.
L'Azienda Sanitaria di Firenze, dopo i 60 milioni spesi per la ristrutturazione, esclama con vanto "A Firenze l'Ospedale sembra un museo" parlando di Santa Maria Nuova che in effetti come tale si presenta, se non fosse per le ambulanze parcheggiate sul piazzale.
Fondato nel 1288 da Folco Portinari, il padre della Beatrice amata da Dante, è ancora oggi una scelta funzionale? La struttura, centralissima, può essere raggiunta solo attraverso strette vie di comunicazione che penetrano l'area Unesco partendo dai viali e vedono le ambulanze inserite in un dedalo tragicomico di situazioni in cui spesso, svuotare un cassonetto dei rifiuti, equivale a rallentare un intervento.
Soldi. I costi di gestione? Sul sistema sanitario la manutenzione di un affresco vale quanto la cornice di un poster? 
Apparire o sopravvivere: il Bilancio è unico, quello che si perde da una parte, manca anche dall'altra, ad esempio per il braccino corto nell'acquisto dei farmaci o delle apparecchiature.

Dal Museo al segno della croce per le strutture decentrate. “Il fatto che per qualsiasi piccola emergenza sanitaria ci si debba spostare in elicottero perché non c’è un ospedale di base viene chiamato razionalizzazione, noi lo chiamiamo inefficienza e privazione dei diritti. La controriforma sanitaria di Rossi prevede meno presidi sanitari territoriali, definitivo accentramento della programmazione socio-sanitaria, meno medici e infermieri. All’Elba la riforma peggiorerà ancora il servizio mentre c’è bisogno di un ospedale di base, capace di gestire le emergenze, attrezzato per la diagnostica e la specialistica. I cittadini elbani devono avere gli stessi diritti e servizi dei cittadini che vivono nelle città, in particolare nella gestione dell’emergenza-urgenza e con servizi specialistici di buon livello per essere seguiti in modo adeguato sull’isola” lo dichiara Tommaso Fattori, neo consigliere regionale ed ex candidato presidente.

Contenitori e contenuto. Nel piano di ridimensionamento della Sanità regionale che riduce il sistema direzionale e vede accorpare interi padiglioni ed aggregare i presidi in base all'area geografica, davanti alle proteste di chi resterebbe senza Ospedale con la prospettiva di affidarsi all'elisoccorso ammesso di averne bisogno quando non c'è troppo vento, vede alcune scelte logistiche presentarsi come anacronistiche se non addirittura dispersive.

I pazzi non sono criminali, ma il crimine si annida nella follia.

Antonio Lenoci