Nuove Assunzioni nel Presidio Ospedaliero di Prato

Presentato il nuovo distretto di Dicomano. Direttori generali: via libera alla nomina di Antonio D’Urso alla guida dell’Asl Toscana Sud-Est


Sono 48 le nuove assunzioni, tra personale di comparto e dirigenti medici, previste dall’Azienda Ausl entro l’anno nel presidio ospedaliero Santo Stefano per garantire una continuità assistenziale a fronte della fase di pensionamento con l’entrata in vigore della quota 100. Contestualmente il personale sanitario che svolge compiti amministrativi sarà ricollocato.

“Queste ulteriori nuove assunzioni sono tutte finalizzate a potenziare l’assistenza sanitaria nel presidio ospedaliero pratese - è il commento dell'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi – e dimostrano che non intendiamo ridurre il personale, ma garantire i servizi e il turn over, pur nell'ambito dei ristretti limiti di legge. In aggiunta l’Azienda Sanitaria ricollocherà anche il personale sanitario che svolge ruoli amministrativi, così da disporre di ulteriori risorse per le cure e l’assistenza ai pazienti”.

22 saranno i nuovi assunti relativamente al personale di comparto che sostituiranno il personale in uscita nei diversi incarichi assegnati. Di questi, 14 sono infermieri, 4 Oss, 2 ostetriche, 1 fisioterapista, 1 assistente sociale.

E’ stato inoltre avviato il percorso contrattuale di ricollocazione del personale sanitario attualmente assegnato a funzioni amministrative. Nell’ottica di una corretta allocazione delle risorse umane, si procederà alla valutazione per il proficuo lavoro finalizzata alla rassegnazione a funzioni sanitarie. Gli operatori che al termine delle procedure saranno stabilmente assegnati a funzioni amministrative verranno totalmente sostituiti con un apposito piano occupazionale.

In vista della sostituzione di personale in uscita relativamente alla dirigenza medica, l’Azienda prevede 26 nuove assunzioni per non gravare sui carichi di lavoro e garantire qualità delle prestazioni. I 26 neo assunti dirigenti medici saranno destinati a diversi dipartimenti specialistici dell’ospedale Santo Stefano. Per quanto riguarda le specialistiche mediche saranno assunti: 1 dirigente medico in nefrologia, 2 in neurologia, 2 in geriatria. Nel dipartimento chirurgico saranno effettuate 3 nuove assunzioni in chirurgia ed 1 in ortopedia, mentre nel dipartimento emergenza urgenza, 5 in anestesia e 5 in pronto soccorso. E ancora nel dipartimento materno infantile 1 nuovo assunto in pediatria ed 1 in ginecologia. Infine nel dipartimento di diagnostica per immagini 2 nuovi specialisti in radiodiagnostica e 3 nuovi specialisti ambulatoriali, con contratto da sumaista, per quanto riguarda il dipartimento di salute mentale.

L’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi e il sindaco Stefano Passiatore, insieme al direttore generale Paolo Morello Marchese, hanno presentato nell’ambito di una seduta pubblica, il nuovo distretto socio sanitario di Dicomano. Il nuovo edificio sarà realizzato in piazza Buonamici, proprio nel cuore cittadino e pur essendo all’interno dell’abitato di Dicomano facilmente raggiungibile anche dalle zone più periferiche per le ottime caratteristiche di ubicazione e accessibilità.

Il presidente e il direttore della SDS del Mugello, Roberto Izzo e Michele Mezzacappa hanno evidenziato che la struttura si inserisce nell’ambito del nuovo sistema organizzativo delle cure primarie. Sarà un Distretto funzionale alle esigenze della popolazione residente (circa 6.000 cittadini), in grado di assicurare la multi professionalità e l’integrazione dei servizi.

Per l’assessore regionale al diritto alla salute la collocazione di questo nuovo distretto è strategica sia da un punto di vista urbanistico che logistico. “La struttura, facilmente raggiungibile, si inserisce nell’ambito del nuovo sistema organizzativo delle cure primarie della Usl Toscana Centro. Sarà un distretto sanitario polivalente e funzionale, - ha detto Saccardi - in grado di rispondere alle molteplici esigenze della popolazione di questa parte di Mugello, nonché di assicurare ed integrare i servizi di prevenzione, cura e riabilitazione. Nel nuovo edificio saranno presenti tutti i servizi e le attività di cui i cittadini hanno maggiormente bisogno. La realizzazione e il rinnovamento dei distretti rientrano a pieno titolo nelle politiche sanitarie regionali della Toscana”.

Il sindaco Stefano Passiatore ha aggiunto: “Sono particolarmente soddisfatto del lavoro fatto di concerto all’Azienda e alla Regione in questi ultimi anni per risolvere una difficoltà storica del nostro distretto che ha spazi insufficienti per erogare tutti i servizi di cui i cittadini hanno bisogno. Non più solo idee perché da oggi abbiamo in mano un progetto, un luogo dove costruirlo e le risorse per farlo. Sarà una struttura moderna, al passo coi tempi, nella quale troverà spazio anche un'unità raccolta sangue che potrà vedere in futuro la collaborazione delle associazioni locali.”

E’ stato illustrato dall’ingegnere Luca Meucci, dell’area tecnica aziendale. Il nuovo edificio, con una superficie complessiva di 440 mq, si svilupperà su tre piani con parcheggio. Al piano terreno sono previsti i servizi di accoglienza e accettazione, il Cup gli uffici amministrativi oltre agli ambulatori per i prelievi e medicazioni, infermieristici e spazi per realizzare, con un uso temporaneo, un “unità di raccolta sangue” per i donatori; al primo piano trovano posto gli ambulatori specialistici, mentre al secondo piano saranno collocati i servizi consultoriali per le donne e i loro bambini e una palestra per i corsi di preparazione alla nascita, riabilitazione e attività fisica adattata (AFA) per anziani e persone con patologie croniche. Nel sottotetto saranno collocati spazi tecnici per le centrali tecnologiche. I locali sono progettati in modo da avere massima flessibilità nell’organizzazione dello spazio e facilità di trasformazione futura. L’edificio è realizzato con i principi di compatibilità ambientale e nel massimo rispetto dei criteri ambientali minimi previsti dal DM 11 ottobre 2017 e ha quindi caratteristiche secondo i più alti standard di sostenibilità, inclusi quelli dei materiali, ottimizzati sulla base del criterio di costi-benefici. L’importo stanziato per la realizzazione ammonta ad € 1.200.000,00 già disponibili sul Piano Investimenti aziendale, di cui circa 800.000,00 € per lavori ed € 400.000,00 per spese accessorie e oneri fiscali.

La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha espresso parere favorevole alla proposta di nomina di Antonio DUrso nel ruolo di direttore generale dell’azienda sanitaria Toscana Sud-Est. Il parere è stato espresso a maggioranza con i voti favorevoli di Pd e Art.1-Mdp, il voto contrario di Lega, Movimento 5 stelle e Gruppo misto-Tpt, l’astensione di Sì-Toscana a sinistra.

Antonio DUrso ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, che l’hanno portato ad assumere ruoli dirigenziali nelle aziende sanitarie e ospedaliere di varie regioni d’Italia: direttore sanitario prima nel Lazio, poi nella Asl di Prato; direttore generale all’Asl di Lucca, “dove sono uno dei quattro direttori generali che hanno contribuito al progetto di realizzazione del nuovo ospedale”, poi al San Camillo di Roma e, in ultimo in Sardegna, come direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, incarico che ricopre da due anni e mezzo. Sul nuovo incarico nella Asl Toscana Sud-Est, D’Urso ha riconosciuto il valore del lavoro svolto dal suo predecessore, Enrico Desideri: “Ha posto le premesse, il percorso di unificazione ora va fatto”. Con queste priorità: “Il piano investimenti deve procedere velocemente; potenziamento di tutta la fase degli investimenti strutturali, impiantistici e tecnologici; politica dei disinvestimenti da fare in attenzione con il territorio; investimento tecnologico e infrastrutturale, per permettere alla comunità dei professionisti e ai cittadini di accedere ai servizi”. Poi, l’assetto della rete ospedaliera: “Il fabbisogno di posti letto in area medica è coperto all’80 per cento, questa quota va aumentata: posti letto in medicina e servizi di chirurgia, in un’ottica di rispetto della prossimità”. Il terzo punto, ha spiegato ancora D’Urso, “è lo sviluppo della rete territoriale, con una forte gestione delle liste di attesa. Non possiamo consentire che i nostri cittadini abbiano tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni, non solo specialistiche ambulatoriali, ma anche di ricovero, non compatibili con i loro bisogni di salute”.

Stefano Scaramelli ha manifestato a D’Urso “l’esigenza di continuità e condivisione che arriva dal territorio”. Con un obiettivo prioritario, “l’abbattimento delle liste di attesa e nuovo meccanismo di prenotazione, che nell’Asl Sud-Est non è ancora attivo”. Cinque i punti programmatici presentati al futuro direttore generale: “Continuità sia sanitaria che amministrativa, rispondendo alla necessità di relazionarsi con i sindaci e condividere con il territorio ogni forma di scelta, raffrontarsi con le organizzazioni sindacali e muoversi in sintonia con ciò che il territorio chiede. Conferma dell’attuale sistema di emergenza urgenza. Massima attenzione ai presidi ospedalieri periferici, in un territorio tanto vasto e disomogeneo come quello dell’Asl Toscana sud est. Valorizzazione del personale. Progettualità innovative, che sono state portate avanti in questi anni: penso ai temi della disabilità, della cronicità, a ciò che abbiamo iniziato a fare sull’autismo, sul dopo di noi e agli inserimenti socio lavorativi che danno dignità alle persone”.

“Condivisione e continuità sono due aspetti del mio programma”, ha risposto D’Urso. “Desideri ha fatto molto, l’azienda è disegnata, non c’è tempo per stravolgere il disegno e sarebbe negativo: va assolutamente realizzato, semmai implementato, modificato, integrato, non stravolto”. Riguardo al personale: “Ho visto che siamo in linea con la media nazionale, ma il territorio è frastagliato, vanno messe in pista tutte le possibili relazioni per stringere un patto che consenta adeguate garanzie del turnover, riduzione di tutte le patologie stress lavoro correlate e l’attività anche negli ospedali più periferici della rete”. D’Urso ha concluso il proprio intervento con un impegno, “che assumo davanti a questa commissione: lavorerò con serietà, dedizione ed entusiasmo”.

“Abbiamo accertato e valutato il valore del professionista e a conclusione di un mese di lavoro intenso”, ha dichiarato Scaramelli al dell’audizione.“L’obiettivo era duplice: tutelare il bisogno di salute dei cittadini senesi, aretini e grossetani e tutelare le aspettative di chi lavora in sanità”. Un lavoro del quale il presidente della commissione si assume la responsabilità e che, spiega il presidente, “ci porta oggi a dare il via libera al miglior manager possibile per il nostro territorio”. Seguirà la fase della verifica, ha ricordato il Scaramelli “come prevede la legge regionale”.

Il consigliere Jacopo Alberti (Lega), ha rivolto l’augurio di buon lavoro a D’Urso, riconoscendo “il curriculum di tutto rispetto del candidato”. Ha ricordato “le richieste di continuità che provengono dal territorio” e ha annunciato “il voto contrario della Lega, che non è sulla qualità del professionista, ma sulle politiche attuate dalla regione”.

Voto contrario ha annunciato anche Andrea Quartini per il movimento 5 stelle, “in coerenza rispetto al sistema di nomine politiche, che non ci piace. D’Urso ha esperienza importante e un curriculum di valore. Fa piacere che abbia riconosciuto che la criticità rispetto al fabbisogno di posti letto ci sono. Stesso discorso si può fare sulle valutazioni in merito alle liste d’attesa. Le polemiche interne al Partito democratico ci hanno lasciato molto perplessi”.

Il voto negativo annunciato anche da Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) “non sulla persona ma sulle modalità di scelta, con l’augurio che possa essere realizzato appieno quanto promesso dal candidato”.

Il consigliere Enrico Sostegni (Pd), ha segnalato “il grande equivoco che continua sui criteri di nomina” e ricordato che il sistema di nomina, in Toscana come in altre Regioni, “non è politico, ma segue procedure modalità di scelta definite dalla legge”.

Il vicepresidente della commissione, Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha annunciato il voto di astensione: “Il curriculum è buono, ma è difficile valutare solo su quello. Ora bisogna mettere alla prova, vediamo come sarà svolto il lavoro”.

Redazione Nove da Firenze