Netta presa di posizione sulla TAV a Firenze dal Movimento 5 Stelle

Comunicazione in Consiglio Comunale di Roberto De Blasi, Capogruppo Portavoce M5S, Vice Presidente della Commissione Urbanistica a Palazzo Vecchio. In parallelo, interrogazione del gruppo consiliare M5S in Consiglio regionale a prima firma di Andrea Quartini, Consigliere Portavoce Commissione Sanità e Politiche sociali


"TAV, ennesima bocciatura": questo il titolo dell'ultimo comunicato congiunto Comune-Regione del M5S sul progetto di doppio sotto-attraversamento di Firenze.

De Blasi e Quartini evidenziano come anche la Corte dei Conti Europea metta in dubbio l'utilità, ad esempio, del TAV Torino-Lione.

"Secondo il rapporto sulle grandi opere di trasporto europeo sarebbero tre le criticità che mettono in discussione l'opportunità dell'opera: il ritardo di almeno 15 anni nell'esecuzione dei lavori, il calo di passeggeri, la crescita spropositata dei costi di realizzazione. La Corte conferma anche tutti i dubbi emersi nel corso degli anni sui presunti benefici ambientali dell'opera ribadendo che occorreranno almeno 50 anni dopo l'entrata in funzione per compensare le emissioni di Co2 prodotte in fase di realizzazione”.

In questo contesto, osservano De Blasi e Quartini, “sarebbe quanto mai auspicabile dalle forze politiche che sostengono il Governo Nazionale un netto ed indiscutibile ripensamento sulla presunta necessità di dover portare a termine il sotto attraversamento ferroviario Fiorentino e il completamento della stazione Foster di Firenze”.

E aggiungono: “Questo se lo aspettano quei cittadini che in questo momento di crisi non credono che il completamento dell’infrastruttura in questione possa costituire una risposta reale e concreta; quei cittadini ai quali bisognerebbe raccontare e spiegare che la stazione AV Foster con i relativi tunnel TAV di collegamento da Campo di Marte – Foster – Castello fu concepita con la motivazione principale di scaricare i binari di superficie dai treni AV in questo tratto e liberare l’intasamento: uno scavo lungo 450 m, costato fino a ora 800 mln di euro pensato senza una adeguata rete di trasporti che la colleghi direttamente alla città e ai centri limitrofi e dai numeri impressionanti dei materiali da impiegare annunciati quando, a marzo del 1999 venne approvato il progetto: oltre 1.700.000 metri cubi di inerti, 300.000 metri cubi di sabbia, 265.000 tonnellate di cemento, 110.000 tonnellate di acciaio, 372.000 tonnellate di conci prefabbricati, 3.800.000 metri cubi di materiali di risulta da portare a discarica, e 145.000 provenienti da demolizioni; consumi di acqua programmati: 6.912.000 litri al giorno (se su 24 ore), 4.608.000 (se su 16 ore). Contributi idrici che – leggiamo - "dovranno esser in gran parte (orientativamente per 2/3) prelevati da pozzi industriali prelevati nella falda locale". Di fronte a queste cifre e al monito della Corte dei Conti europea, sarebbe opportuno che i paladini della forzatura TAV iniziassero rapidamente a ricredersi, invece di consentire che si continuino a gettare valanghe di risorse in un buco nero senza altro apparente risultato che ferite a cielo aperto in piena città, inchieste giudiziarie, fallimenti societari, precarizzazione dello scarso lavoro impegnato. Una stazione concepita all’epoca per assorbire 20mila passeggeri/giorno e che ripensata recentemente ridurrebbe i fruitori alla modestissima previsione di 3000 passeggeri sempre al giorno: quasi un settimo rispetto al vecchio ed obsoleto progetto iniziale, per il quale si proporrebbe ora di compensare la mancata previsione con l’utilizzo di bus urbani ed extraurbani che avrebbero come diretta conseguenza l’aumento del traffico veicolare nella zona interessata e non solo, sottoponendola all’attraversamento giornaliero di centinaia di pullman”.

“Noi del M5S”, conclude la nota, “in questo contesto e in questo momento di crisi nazionale ed internazionale, riteniamo che il paese non si possa permettere di commettere errori e che mai come ora sia doveroso ed indispensabile indirizzare le poche risorse economiche disponibili in politiche di vero sviluppo sostenibile rivolto all’unico obbiettivo di dare riscontro alle reali necessità che in questo momento hanno tutti cittadini Fiorentini e non solo. Non a caso, al centro della questione abbiamo la Corte dei Conti. Si tratta, prima di tutto, di decidere come spendere i pochi soldi che gli Stati – e l’Unione Europea – hanno; se sostenere le famiglie in difficoltà e le economie, direttamente, oppure finanziare un progetto mastodontico e dal futuro presumibilmente catastrofico. Ma la Corte dei Conti è anche l’anticamera delle verifiche, e delle responsabilità non solo politiche.

Alla luce di ciò chiediamo al Governo e ai suoi Ministri di considerare l'opera AV per Firenze quantomeno “discutibile” per assenza di benefici conseguenti allo sforzo economico impiegato per la sua realizzazione. Noi non siamo contro lo sviluppo, bensì lottiamo contro lo sperpero di denaro pubblico e con questa considerazione auspichiamo un atto non coraggioso ma evidentemente necessario che possa dirottare gli investimenti previsti per la realizzazione dell’opera TAV FIRENZE in favore dei comparti economici che realmente incidono sulla qualità della vita delle persone, ribadendo che per noi le priorità, ora più che mai, sono: SANITA’, RICERCA, ISTRUZIONE, TUTELA DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO".

Non tarda il commento e il rilancio dell’associazione che contrasta la TAV dal lontano 1994. “Fa piacere leggere queste notizie”, scrive Idra sulla sua pagina Facebook. “Speriamo che il messaggio arrivi forte e chiaro a Roma, alle donne e agli uomini di governo e agli eletti in Parlamento! Aspettiamo notizie. C'è bisogno di chiarezza e trasparenza: non più tardi dell'altro ieri, nella conferenza stampa di chiusura degli Stati generali, per fare un esempio dei progetti “che hanno raccolto il maggiore sostegno per quanto riguarda la modernizzazione del Paese” il presidente Conte affermava: “Beh, chiaramente tutti condividono l’Alta Velocità"! Si possono sentire queste cose?”

Redazione Nove da Firenze