Musei civici di Firenze, rincari nel 2019: la Cultura è anche strategia

Tariffe ritoccate per consentire di poter aumentare i fondi per Leonardo, Raffaello e Dante


 La giunta di Palazzo Vecchio ha previsto nuovi prezzi per i biglietti di ingresso ai Musei civici, le tariffe entreranno in vigore da gennaio 2019 restando salve le gratuità previste per i minorenni e le tariffe agevolate in occasione de Le Chiavi della città.

Dietro al rincaro, che non ha mancato di suscitare polemiche, c'è una strategia economica basata sulla sostenibilità dei prossimi tre anni di programmazione culturale che coinvolgono tre personaggi inestimabili come Leonardo, Raffaello e Dante Alighieri. Un po' come fossero le Olimpiadi della Cultura.

Firenze ha nel turismo il motore trainante del suo sviluppo economico: dall'offerta ricettiva agli eventi, dalle strade dello shopping alla ristorazione.
  La reputazione che deriva dal patrimonio artistico ed architettonico, con reverenza all'Elettrice Palatina, rende la città una meta ideale per chi intende investire privatamente sul territorio.
"I fiorentini preferiscono stare da soli piuttosto che a Disneyland" ma quanto c'è di reale in questa affermazione attribuita soprattutto ai residenti del centro storico? 
Esistono in Italia migliaia di comuni che pagherebbero per avere oggi un cantiere dell'ultimo allievo di una bottega fiorentina del '500 e poter mettere a reddito un "percorso culturale ed enogastronomico" utile per "promuovere le eccellenze del territorio"

 Oggi l'ingresso al Museo di Palazzo Vecchio costa 10 Euro, passerà a 12,50 Euro così come per la sola visita della Torre di Arnolfo e del Camminamento di ronda, occorrono 14 Euro per l'accoppiata Museo e Scavi oppure Museo e Torre, diventeranno 17,50 Euro. Il biglietto da 18 Euro per la visita completa passerà a 19,50 Euro.
Per visitare il Museo Novecento occorrono 8,50 Euro, diventeranno 9,50 Euro. Salire sulle Torri da Porta Romana a San Niccolò costerà 2 Euro in più, il biglietto passa da 4 Euro a 6 Euro.

 In programma ci sono progetti di valorizzazione legati ad importanti celebrazioni quali quelle leonardiane del 2019, e le raffaelliane del 2020 oltre alle dantesche del 2021

L'Amministrazione ha messo la cultura "al centro dello sviluppo sociale ed economico”. Nel 2016 e nel 2017 Firenze ha guadagnato la prima posizione in graduatoria nell'ambito dell’indagine Cultura e tempo libero nella classifica annuale del Sole 24 ore.
Secondo i dati di iCity Rate 2018, il rapporto di FPA sul livello di avanzamento delle città italiane nel percorso verso la trasformazione in Smart City, Firenze è prima per Cultura e Turismo.

La ratio del provvedimento è così descritta in atti: "L’adeguamento tariffario è necessario nell'ottica di una razionalizzazione delle risorse per interventi di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso un incremento delle entrate da bigliettazione museale".
 A dispetto di quanto paventato dal nuovo Ministro ai Beni Culturali, la Domenica metropolitana, la giornata mensile ad ingresso gratuito nei musei civici per i residenti nella provincia, viene confermata e prevede anche tante attività e visite guidate, sempre gratuite.

La Cultura è un bene dell'Umanità, ma necessita di un altro bene brutto sporco e cattivo: il denaro.

 Il Museo Ideale che dispensa sapere e bellezza, che si autoalimenta con sguardi di stupore, ottimo passaparola, tanti selfie e la cassetta delle offerte all'uscita rischia di non offrire grandi garanzie di tenuta.
 
L'affresco più prezioso, se pieno di infiltrazioni d'acqua e di muffe sarebbe perduto per sempre. Mantenere un tetto stabile sopra ad un Museo costa soldi. Organizzare un calendario di iniziative che possano garantire ai visitatori l'opportunità di una visita, costa soldi. 
Firenze, nella sua magnificenza ed in quella malcelata superbia sconfinante nel provincialismo, vive di rendita. E sono soldi.

Antonio Lenoci