MPS: sottoscritto il 99,85% dell’offerta di capitale per 4.992.056.324,00 di euro

Megale (Fisac Cgil): cambiare modello per rilanciare investimenti e creare lavoro


Siena, 27 giugno 2014 – Oggi si è conclusa l’offerta in opzione agli azionisti BMPS delle massime n. 4.999.698.478 azioni ordinarie BMPS di nuova emissione. Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 9 giugno 2014 e conclusosi il 27 giugno 2014 sono stati esercitati n. 116.636.830 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 4.992.056.324 Nuove Azioni, pari al 99,85% del totale delle Nuove Azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 4.992.056.324,00. Al termine del Periodo di offerta risultano non esercitati n. 178.555 diritti di opzione che danno diritto alla sottoscrizione di complessive n. 7.642.154 Nuove Azioni, per un controvalore di Euro 7.642.154. I diritti di opzione non esercitati nel Periodo di Offerta saranno offerti in Borsa da BMPS, ai sensi dell’art. 2441, comma 3, del codice civile, per il tramite di Banca Akros S.p.A., nelle sedute del 1, 2, 3, 4 e 7 luglio 2014, salvo chiusura anticipata. Nel corso della prima seduta sarà offerto l’intero quantitativo dei Diritti Inoptati; nelle sedute successive alla prima saranno offerti i Diritti eventualmente non collocati nelle sedute precedenti. I Diritti potranno essere utilizzati per la sottoscrizione delle Nuove Azioni, al prezzo di Euro 1,00 per Nuova Azione, sulla base di un rapporto di n. 214 Nuove Azioni ogni n. 5 Diritti. L’esercizio dei Diritti acquistati nell’ambito dell’Offerta in Borsa e conseguentemente la sottoscrizione delle Nuove Azioni dovrà essere effettuato tramite gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli S.p.A., a pena di decadenza, entro e non oltre l’8 luglio 2014, con pari valuta, salvo il caso in cui l’Offerta in Borsa si chiuda anticipatamente, a seguito della vendita di tutti i Diritti offerti nelle sedute del 1 o del 2 luglio 2014.


Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. aveva approvato ieri il progetto di fusione per incorporazione della controllata totalitaria MPS Immobiliare S.p.A. in Banca MPS. La fusione di MPSI nella Banca si inquadra negli obiettivi strategici delineati dal Piano Industriale 2013-2017 e rientra nell’ambito delle azioni manageriali volte alla semplificazione organizzativa e societaria del Gruppo in continuità con il progetto denominato “Zero Subsidiaries” che, nel corso degli ultimi due anni, ha portato all’incorporazione di diverse società controllate operanti in settori specialistici. L’operazione in oggetto comporterà per la Banca un rafforzamento del patrimonio civilistico e di vigilanza di circa 594 milioni di euro, a livello individuale, stimato sulla base dei dati contabili al 31 marzo 2014. Si precisa che trattandosi di fusione per incorporazione di una società interamente controllata l’operazione non determina alcun effetto nel bilancio e sul patrimonio di vigilanza consolidati. La realizzazione dell’operazione è sottoposta al rilascio dell’autorizzazione da parte della Banca d’Italia.



Intanto l’agenzia di rating Moody’s ha alzato il rating di lungo termine di Banca Monte Paschi di Siena a ‘B1’ da ‘B2’. L’outlook rimane negativo. Inoltre, il rating standalone Bank Financial Strength Rating (BFSR) ‘E’ è stato riconvertito nella scala Baseline Credit Assessment (BCA) a ‘caa2’ da ‘caa3’. Tutti i rating sugli strumenti e sui programmi di debito a lungo termine della banca sono stati influenzati da questa azione. Contestualmente, i rating della controllata MPS Capital Services sono stati alzati in linea con quelli della Capogruppo.



“Serve un nuovo modello di banca al servizio dell'economia reale per rilanciare gli investimenti produttivi e creare nuovi posti di lavoro”. E' quanto affermato da Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil, nel corso della 'Giornata del lavoro e dell'economia toscana', anteprima della tradizionale manifestazione 'Cgil Incontri' , la cui 18^ edizione si svolgerà a Serravalle Pistoiese dal 14 al 20 luglio prossimo. Al dibattito hanno partecipato tra gli altri l'ad di Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, e il direttore regionale centro Italia di Intesa San Paolo, Luciano Nebbia. “In un paese fermo al palo, in cui il tasso di crescita anche nelle previsioni per il 2014 è risibile, è necessario dare una scossa per superare la soglia del 2%. E perché ciò avvenga - sostiene Megale - le banche devono riaprire i rubinetti del credito, assumendo come priorità gli investimenti per modernizzare l'apparato industriale del nostro Paese, rilanciare i distretti produttivi e favorire la crescita dimensionale e la valorizzazione delle piccole imprese, accompagnandole verso i mercati globali”. “Il sistema bancario deve avere un ruolo propulsivo e di sostegno per l’economia e l’occupazione. Anche per questo motivo - sottolinea il segretario generale della Fisac Cgil - le posizioni di ABI negli ultimi incontri per il rinnovo del contratto nazionale sono talmente distanti da essere inconciliabili con la piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali”. “Una piattaforma - conclude Megale - che ponendo al centro la difesa dell’occupazione dell’area contrattuale e la salvaguardia del potere di acquisto dei lavoratori, parla contemporaneamente ai lavoratori del settore e alle forze produttive, puntando a costruire, attraverso un nuovo modello, una grande alleanza per la crescita ed il lavoro”.

Redazione Nove da Firenze