Movida violenta: reazione della folla nella notte di sabato e domenica a Marina di Carrara

Resistenza alla polizia di stato a Marina di Carrara

Il Sindacato Autonomo di Polizia parla di fatti gravi, che dimostrano come siano completamente da rivedere i metodi d’ingaggio e gli strumenti in uso alle Forze di Polizia


Notte paradossale, quella tra sabato e domenica, a Marina di Carrara, dove alcuni gli operatori di Polizia del Commissariato operativi per garantire la sicurezza di chi vorrebbe trascorrere serenamente qualche ora nei locali e nei negozi presenti nelle stradine della località balneare, sono intervenuti per sedare una rissa che vedeva coinvolti un gruppo di giovani. L'intervento della Polizia e il conseguente fermo di uno dei responsabili dei fatti delittuosi hanno scatenato una vera e propria insurrezione, con l'intervento di decine e decine di giovani che hanno aggredito fisicamente i Poliziotti con il chiaro intento di “liberare” il coetaneo fermato. Il soverchiante numero degli aggressori e la violenza fisica posta in essere dagli stessi hanno fatto sì che la persona fermata sia riuscita a dileguarsi fra la folla. Solo grazie all'intervento di ben tre volanti provenienti dalla vicina Questura di Massa, gli Operatori del Commissariato di Carrara sono riusciti a sottrarsi alla violenza della folla, non prima, però, che gli esagitati si accanissero contro di loro, con un lancio di oggetti di ogni tipo. Il conto finale è altissimo, ben nove operatori di Polizia costretti a ricorrere alle cure ospedaliere per le lesioni riportate, più i danni materiali provocati alle autovetture di servizio.

Il Sindacato Autonomo di Polizia, interviene, per conto del suo Segretario Provinciale, Baialardo AlessandroFatti gravissimi, che dimostrano come siano completamente da rivedere i metodi d’ingaggio e gli strumenti in uso alle Forze di Polizia. I gravissimi fatti di Marina di Carrara non sono altro che la riprova di come sia sempre più piccolo lo spazio di azione di un Poliziotto nella sua normale attività operativa. In questi casi -sottolinea il Segretario Provinciale Baialardo Alessandro- è impossibile difenderci ed è altresì impossibile garantire la tutela dei normali cittadini, gli aggressori hanno addirittura provato a sottrarre ai colleghi le pistole e solo grazie alla capacità e alla fermezza dei Poliziotti intervenuti, non si sono verificate più gravi conseguenze. Come più volte richiesto dall’Organizzazione Sindacale SAP, è necessario l’implemento del TASER fra gli strumenti di difesa in uso alle Forze dell'Ordine e quello delle Body Cam sulle divise, in modo da registrare tutta l'azione e non soltanto frame convenienti utili solo a chi compie simili azioni delittuose e a chi ha l’interesse politico di fomentare l'odio nei confronti delle Forze dell’Ordine. I fatti accaduti -sottolinea infine il Segretario Provinciale Baialardo Alessandro- sono figli anche di recenti sentenze, come quelle che hanno visto assolte persone che hanno sputato addosso ai Poliziotti, sentenze di assoluzione motivate, stando ai quei Giudici, per la lieve tenuità del fatto. Sentenze come queste, però, generano il convincimento che fatti simili possano passare come impunibili e fanno venire meno quella che dovrebbe essere la naturale funzione intimidatrice e deterrente della pena. È per questo motivo che il SAP, tramite il suo Segretario Nazionale, ha richiesto l’inasprimento delle pene per i reati di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Redazione Nove da Firenze