Rubrica — Agroalimentare

Mondeggi: nessuna offerta per la gara bandita per vendere la tenuta

Stamani presidio in via Cavour. Carpini e Grassi: "Adesso si studino soluzioni alternative"


Presidio stamani davanti alla sede della Città Metropolitana, organizzato dal Collettivo agricolo “Fattoria senza padrone Mondeggi bene comune”. In via Cavour, angolo via dei Pucci, qualche disagio alla circolazione. Intanto è arrivata la conferma che non si è manifestata alcuna offerta per la gara bandita per vendere la tenuta.

"E' notizia di poco fa che la Città Metropolitana non ha ricevuto alcuna offerta per la gara bandita con lo scopo di vendere la tenuta di Mondeggi nel comune di Bagno a Ripoli", rilevano Enrico Carpini, consigliere metropolitano di Territori Beni Comuni, e Tommaso Grassi di 'Firenze riparte a sinistra'. "Bocciata quindi ancora una volta la linea del Sindaco Nardella e della sua maggioranza - sottolineano i due esponenti politici - che ha sempre considerato come unica soluzione quella della privatizzazione del complesso storico ed agricolo a sud di Firenze, nonostante il ribasso di quasi il 40% col quale si è valutato il complesso in base d'asta rispetto alle quotazioni di bilancio. E' giunta l'ora per l'Amministrazione Metropolitana di confrontarsi con la realtà e dare ascolto alla sempre più forte richiesta che viene dai cittadini e dalle associazioni perché si rinunci alla vendita e si avvii un processo per la gestione civica e partecipata del complesso. La Costituzione Italiana, lo Statuto della Regione Toscana e una consolidata giurisprudenza in materia offrono le possibilità per procedere in questa direzione nella piena legalità e soprattutto nell'interesse pubblico, calpestato, al contrario, in ogni azione intrapresa dal fallimento della Mondeggi-Lappeggi srl in avanti. Per questo lanciamo un appello alla politica ed al mondo della società civile perché si blocchi la svendita di Mondeggi e si proceda al più presto all'approvazione da parte della Città Metropolitana di Firenze di un regolamento per gli usi civici che sia funzionale ad una gestione svincolata da fallimentari logiche di mercato".

Redazione Nove da Firenze