Migranti, la Cgil dice no all'apertura di un Cpr in Toscana

Brotini e Lacoppola: "Occorre impiegare le risorse in un sistema di accoglienza diffusa da rafforzare attraverso l'abolizione dei decreti sicurezza"


(DIRE) Firenze, 30 gen. - "No all'apertura di un centro di permanenza e rimpatrio per migranti in Toscana". E' quanto sostiene la Cgil, attraverso Maurizio Brotini, della segreteria toscana del sindacato, e Gianluca Lacoppola, di quella fiorentina, che aggiungono: "Occorre invece impiegare le risorse in un sistema di accoglienza diffusa da rafforzare attraverso l'abolizione dei decreti sicurezza". Parole che arrivano nei giorni in cui si è riaperta la discussione su un possibile cpr anche in regione. "Abbiamo sempre considerato un valore politico e culturale la scelta di non aver mai voluto aprire nella nostra regione un simile centro. Cambiano i nomi ma restano centri in cui rischiano di finire non certo efferati criminali come si vuol far credere, ma persone colpevoli solo di non avere documenti validi o colpevoli di dove essere ancora identificati". 

E in questo, proseguono, "ritenere che, senza alcun tipo di condanna dell'autorità giudiziaria, si possa prevedere di togliere la libertà personale è un errore gravissimo, che ha conseguenze anche nel nostro modo di intendere il senso di convivenza civile. I diritti costituzionali", continuano, "si applicano a tutti e tutte non solo ai cittadini italiani e questa è una lezione che non dobbiamo mai dimenticare".

(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze