Mercati del centro: nei prossimi anni solo prodotti dell'artigianato made in Florence

Via libera al nuovo regolamento dal Consiglio comunale. Gianassi: “Svolta storica: si punterà sulla qualità e sulla riqualificazione estetica dei banchi”. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e gruppo Misto astenuti. Bundu e Palagi (SPC): "Il futuro dovrà vedere la città capace di cambiare"


Firenze, 29 dicembre 2020- “Un regolamento storico perché disegna la rinascita del commercio su area pubblica prevedendo la riqualificazione della merce in vendita, che entro 3 anni sarà made in Florence, made in Tuscany e made in Italy, e il rinnovo dei banchi dell’area Unesco secondo un modello unitario approvato dal Comune”. L’assessore al commercio Federico Gianassi ha presentato in Consiglio comunale il nuovo regolamento del commercio su area pubblica, che poi è stato approvato ed entrerà in vigore nei prossimi giorni.

“Un regolamento che si inserisce nel progetto di rinascita della città Firenze e che, a fianco di misure emergenziali che abbiamo adottato e che continueremo ad adottare per superare la crisi provocata dal covid, mette in campo misure di sviluppo che ridisegnano i nostri mercati”. “Diamo oggi esecuzione alle aspettative coltivate in questi anni – ha aggiunto Gianassi – e diamo risposta alle richieste di qualità. Con questo regolamento si gettano basi solide affinché questo settore, duramente colpito dalla crisi, possa operare in maniera stabile e duratura nei prossimi 12 anni”.

Concentrandosi sul tema della riqualificazione e del rilancio, il regolamento stabilisce che per i mercati all'aperto del centro storico saranno venduti prodotti italiani e dell’artigianato fiorentino, toscano e made in Italy. Questa norma entrerà in vigore gradualmente, entro i prossimi tre anni: un cambio che prevede l’esposizione del 30% dei prodotti locali e nazionali entro un anno, del 60% entro 2 anni e del 100% entro tre anni dall’entrata in vigore di questo regolamento. In alternativa il singolo operatore può presentare la proposta per un allestimento innovativo e diverso ma l'autorizzazione è comunale: il Comune mantiene dunque governo e controllo su bellezza e tipicità della esposizione. Inoltre viene previsto il “banco fiorentino”: l’Amministrazione Comunale approverà entro 6 mesi un modello di banco architettonico coerente con la bellezza dei luoghi in cui si trovano i mercati del Centro storico che dovrà essere realizzato entro due anni dall’adozione del piano.

Ad una commissione il compito di definire il progetto del banco ed i criteri di riconoscimento della filiera artigianale fiorentina, toscana e nazionale. Il regolamento introduce anche “una tutela forte per la tipicità, la tradizione e l’identità dei mercati al coperto di Sant’Ambrogio e San Lorenzo, fiori all’occhiello del nostro sistema mercatale” ha spiegato Gianassi in aula: vengono introdotte regole di tutela delle singole attività e delle merceologie che sono vendute sui singoli banchi per evitare che in futuro non sia più rispettata l’offerta merceologica che invece oggi li caratterizzano. “E’ un segno di riconoscimento e di riconoscenza per i mercati coperti che durante il lockdown hanno anche attivato in via d’emergenza servizi di consegna a domicilio in tutta la città e in tempi molto ristretti rispondendo alle necessità dei fiorentini”.

Con l’approvazione da parte del Consiglio comunale del regolamento di oggi, compreso anche di un emendamento presentato dallo stesso assessore che recepisce alcuni suggerimenti avanzati dalle categorie economiche e dai consiglieri di maggioranza e di opposizione, Palazzo Vecchio dà il via alla prima tappa fondamentale della rivoluzione dei mercati.

Un regolamento che sostituisce quello del 2008 e che tiene conto delle recenti normative nazionali e regionali: “Cogliamo adesso questa opportunità di rilancio" ha spiegato ancora Gianassi, perché a dicembre 2020 vanno in scadenza le concessioni che le nuove leggi nazionali e regionali prorogano di 12 anni, previa verifica dei titoli che deve essere fatta entro il 30 giugno 2021.

Dopo l’approvazione del Regolamento e l’inizio delle procedure di rinnovo dei titoli, spetterà poi al “piano delle aree” (che sarà adottato al termine delle procedure di rinnovo delle licenze che si concludono entro il 30 giugno 2021) il compito di definire le collocazioni dei banchi nei singoli mercati in modo tale da valorizzare il ruolo e la funzione del mercato tutelando contemporaneamente il patrimonio architettonico e urbano dove sono collocati.

"Rispetto al regolamento per le arti e i mestieri di strada siamo pronti a riconoscere un atteggiamento diverso da parte della Giunta, che ha accolto 4 degli 8 emendamenti proposti da Sinistra Progetto Comune, mostrando inoltre maggiore attenzione alle parti. Ci spiace però che, in coerenza con gli errori della Regione Toscana, si sia evitato di tutelare anche le parti "più deboli" nel mondo del commercio, a partire dalla mancata corretta definizione di chi opera nel settore -dichiarano Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- La delibera approvata oggi risponde in modo parziale alle necessità di cambiamento che attende Firenze per il panorama segnata dalla pandemia Covid-19. L'attenzione dovrà essere data a chi oggi opera nei diversi settori ma guardando a nuovi contesti, che sappiano mettere a valore il lavoro e la cittadinanza residente, dando vita al territorio e invertendo quel percorso di trasformazione del tessuto urbano in città-vetrina. Per tante realtà, specialmente quelle piccole, le novità arrivano tardi, quindi riteniamo fondamentale che ci sia la disponibilità a un confronto costruttivo con le opposizioni. C'è stato poco tempo per poter parlare di un percorso realmente condiviso, con le diverse parti e con i gruppi consiliari. L'assenza del nostro voto a favore non preclude un atteggiamento costruttivo che continueremo ad avere nei prossimi mesi. La sensazione è che questo regolamento provi a fotografare la situazione esistente, provando a tutelare chi è in difficoltà per la pandemia Covid-19 ma si trova comunque in una posizione di forza rispetto a un settore devastato dalle logiche di mercato nel bel mezzo di una pandemia. Quello che manca è anche una riflessione autocritica sugli errori che hanno portato alla fragilità del quadro presente".

“Quando il sindaco esclama che nei mercati storici vuole solo prodotti Made in Italy e banchi 'fiorentini' alle orecchie di un esponente di destra non può che far piacere, tuttavia si sa che non si campa di sola pelle: giusto puntare sulla qualità e filiera corta per rilanciare l'artigianato locale; dispiace solo che il Comune non si tolga il vizio di favorire sempre chi già da tempo organizza e gestisce fiere, chi ha maggiore esperienza e che debba ogni qual volta soffocare nuovi soggetti che propongono nuove esperienze od iniziative.
Finalmente invece è terminata la tormentata vicenda degli spazi per le "quaresimali": i soggetti assegnatari faranno richiesta solo una volta per i successivi 12 anni, per avere gli spazi le domeniche prima di Pasqua; precedentemente erano costretti annualmente a partecipare ai bandi.
Convocare tutte le associazioni a regolamento già scritto è un evidente imbroglio per le associazioni e per chi lavora con passione; speriamo che sia l’inizio di un percorso iniziato con la precedente legislatura ma che è sospeso fino ad oggi da quella attuale -dichiarano congiuntamente i gruppi del centrodestra in Consiglio comunale- Ci dispiace davvero che non siano state accolte delle nostre proposte che ritenevamo importanti. In particolare è stata respinta la possibilità per gli operatori di restaurare gli attuali banchi che sono patrimonio storico culturale della Città. I tempi indicati per il rinnovamento dei banchi sono troppo brevi anche considerando l’attuale situazione socio-economica. Infine i criteri individuati dal regolamento sull’indicazione dei prodotti che gli operatori dovranno vendere sono troppo stringenti, nessuno meglio dei nostri commercianti conosce quali siano i migliori prodotti da mettere in vendita. Auspichiamo che si porti da due a tre anni il termine per la validità del bando riguardo ai banchi, e che ci sia un ripensamento riguardo ai restauri. Infine, vigileremo perché la commissione incaricata dia criteri omogenei per i banchi e non crei disparità”. 

A fronte dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale di oggi del nuovo regolamento del commercio su area pubblica, il coordinamento Santorsolaproject e i rappresentanti del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e dell’Ordine degli Architetti, promotori del LSL, salutano con favore la recezione della richiesta di riqualificazione del mercato turistico di San Lorenzo, segnalata come improcrastinabile da tutti gli attori sociali coinvolti nel processo partecipativo. Tra le proposte specifiche, trasmesse all’amministrazione comunale al termine del LSL, vi era infatti quella relativa all’implementazione di misure sulle concessioni dei posteggi dei banchi ambulanti con l’obiettivo di promuovere la riqualificazione merceologica, l’eliminazione del subaffitto degli stessi, l’aumento della permeabilità e la fruibilità pedonale dei portici del Mengoni, riducendo l’ingombro dei nuovi banchi e rendendoli autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso concorsi per la loro riprogettazione. I promotori sollecitano il Sindaco a provvedere anche alla riprogettazione di Piazza del Mercato Centrale, dando così attuazione all’odg 1184 con cui il Consiglio Comunale ha invitato il Sindaco e Giunta a continuare «nella qualificazione delle aree mercatali ripartendo, come ad esempio nel caso del mercato di San Lorenzo, dagli esiti emersi dai percorsi partecipati». Sulla base dei risultati prodotti dal Laboratorio, per la riprogettazione di Piazza del Mercato Centrale si ritiene necessario provvedere ad aumentare la superficie a verde pubblico e le alberature della piazza, riorganizzando la circolazione veicolare, le occupazioni di suolo pubblico da parte dei dehors e dei banchi, e le isole ecologiche. Le azioni strategiche elaborate dal LSL propongono di:

  1. razionalizzare e ridurre gli spazi destinati alla circolazione veicolare e recuperare superficie pedonale, mediante una modifica dei percorsi di accesso al parcheggio sotterraneo e la riconfigurazione delle aree dedicate al carico e scarico delle merci;
  2. razionalizzare e riposizionare l’isola ecologica, individuando nuove soluzioni più efficaci e diversi modelli di gestione dei rifiuti prodotti dai mercati, valutando la ricollocazione di nuovi cassonetti interrati ai lati delle rampe, recuperando lo spazio occupato dalle rampe del parcheggio interrato sul lato di Via Sant’Antonino ed eventualmente su Via Panicale, oggi sotto utilizzate;
  3. ridurre l’ingombro dei dehors dei ristoranti mediante un allontanamento dal fronte degli edifici delle case e una riduzione della loro profondità alle dimensioni minime consentite, rinegoziando le concessioni di suolo pubblico al loro termine;
  4. spostare i banchi ambulanti che oggi sono incongruamente collocati all’interno della piazza, affinché il mercato arrivi ad occupare solo Via dell’Ariento, Via Panicale e Via S. Antonino.

Redazione Nove da Firenze