Massimo Sestini aggredito sul Ponte Santa Trinita

Un gruppo di persone stava srotolando uno striscione. Il noto fotografo stava facendo il proprio lavoro. È intervenuta la Polizia. Sgomento nell'Ast e nell'Ordine


L'Associazione Stampa Toscana "denuncia con sgomento l'aggressione subita da Massimo Sestini, fotoreporter di fama mondiale, ma soprattutto collega appassionato del suo lavoro, da parte di un gruppo di pseudo tifosi che stavano srotolando uno striscione sul ponte Santa Trinita, a Firenze. Sestini, naturalmente, ha cercato di fare il suo lavoro, come in migliaia di altre situazioni. Il gruppo si è scagliato contro di lui minacciandolo e spingendolo. Qualcuno si è anche preoccupato di distruggere il suo cellulare, calpestandolo. 

Massimo Sestini, giornalista da sempre in prima linea, si è qualificato invocando il diritto di cronaca. Invano. Allora ha chiamato il 113. Tre volanti della polizia sono prontamente intervenute e le indagini sull'episodio sono in corso. 

L'Associazione Stampa Toscana ringrazia il questore, Filippo Santarelli, per aver prontamente preso in mano la situazione, ma si rivolge anche al prefetto, Laura Lega, sempre sensibile nei confronti di chi fa informazione, perchè il lavoro dei giornalisti, a qualsiasi livello, venga tutelato nel modo più efficace. Il sindacato si stringe anche al caro Massimo, fra l'altro presidente del gruppo di specializzazione dei fotoreporter toscani, esprimendo non solo solidarietà e sostegno, ma anche affetto sincero per un collega che ha sempre onorato la professione".

Elisabetta Cosci, livornese, vice presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei giornalisti, esprime tutto il suo disappunto: "Apprendo adesso - commenta - del brutale attacco perpetrato ai danni di Massimo Sestini. Per fortuna a fermare le bestie sono intervenute tre pattuglie della polizia. A Massimo che è anche presidente del gruppo di specializzazione dei fotoreporter toscani, va tutta la mia solidarietà e un abbraccio sincero".

A Massimo Sestini la solidarietà di Nove da Firenze. 

Redazione Nove da Firenze