Mascherine non a norma: truffa milionaria e 13 arresti

Interrogazione di Stella (Fi): "Gravissima vicenda, Rossi venga in aula a riferire" Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti indignato: "La class action contro Pd e sinistra saranno le prossime regionali"


Firenze, 12 giugno 2020- Continua a destare scalpore l’operazione della guardia di finanza condotta ieri al culmine di un’inchiesta avviata nel 2018. Gli accertamenti si sono via via estesi anche alle forniture recenti di dispositivi di protezione per la Regione e per la Protezione Civile, attualmente in posizione di parte lesa.

"L'inchiesta della GdF di Prato ha scoperto truffe milionarie ai danni della Regione Toscana, e quindi ai danni dei cittadini toscani. Si profilano reati gravissimi, e per questo chiediamo al governatore Enrico Rossi e all'assessore competente di venire subito in aula la prossima settimana a riferire sulla vicenda. Vogliamo risposte chiare ed esaustive". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), che ha presentato un'interrogazione urgente "L'inchiesta delle fiamme gialle pratesi - ricorda Stella - ha scoperto decine di milioni di mascherine non a norma, per una truffa al momento calcolata in 42 milioni di euro. I dispositivi di protezione erano prodotti da lavoratori in nero in decine di aziende cinesi di Prato e poi vendute a Protezione Civile ed Estar, la centrale di acquisti della Regione Toscana. Sfruttamento del lavoro e violazioni alla sicurezza, intermediazione illecita, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato, sono solo alcuni dei reati contestati ai titolari di 28 ditte del distretto tessile, tutti di nazionalità cinese. Tredici gli arresti, 90 i lavoratori irregolari individuati e milioni le mascherine sequestrate". In particolare, chiede Stella nell'interrogazione "vorremmo sapere dal presidente Rossi e dall'assessore competente chi ha scelto le aziende produttrici, come è stato assegnato l’appalto, quante mascherine sono state ordinate alle aziende oggetto dell'indagine e quante ne hanno effettivamente prodotte. Ma anche - precisa il vicepresidente dell'Assemblea toscana - quale Ente le ha certificate, quali test sono stati effettuati, a che prezzo sono state acquistate e dove sono state distribuite. Sono tutti interrogativi che necessitano di risposte urgenti".

"Nel giorno dell'ennesimo caso di cronaca che investe la comunità cinese a Prato, viene da chiedersi se effettivamente il fenomeno criminale stia mutando -interviene l'Avv. Edoardo Burelli, responsabile regionale di FdI per la Giustizia- Sfruttamento dei lavoratori e infiltrazione negli appalti pubblici: troppo spesso notiamo come i caratteri criminali degenerino, assumendo connotazioni ormai note alle Procure Antimafia nostrane. Ora più che mai deve essere dato seguito all'interrogazione parlamentare scritta dal Dipartimento Giustizia Toscana e gli Onorevoli Donzelli e Ferro, con la quale si chiede l'istituzione di una sezione distaccata della Direzione Distrettuale Antimafia a Prato, così da poter meglio comprendere e contenere il fenomeno criminale cinese, ormai in rapida ascesa".

«Ecco dove andavano i milioni per le mascherine da distribuire ai toscani con cui Rossi e il suo Pd si sono fatti propaganda elettorale in piena emergenza coronavirus: nel distretto parallelo cinese e per dispositivi non conformi. Altro che usare le inchieste giudiziarie a mo’ di clava, come Rossi lamentava giusto ieri. Una tempistica suggestiva, se guadata oggi nel controluce dei 14 arresti e dei milioni di mascherine sequestrate ieri e a quanto pare realizzate nella rete di produzione clandestina smantellata dalla guardia di finanza con almeno 90 lavoratori irregolari. Nell’inchiesta la Regione risulta al momento parte lesa. Politicamente io invece vedo che lesi sono i toscani, presi per il naso con proclami a vuoto e i cui soldi sono stati usati da Estar come minimo senza cautele. Accade qui per le mascherine, esattamente come accaduto con i ventilatori polmonari mai arrivati e pagati 7 milioni di euro». A parlare così è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti «I soldi dei toscani sono stati impiegati dalla Regione attraverso Estar in maniera inefficace e priva dei necessari controlli di autotutela. Su quelle azioni, poi, la giunta e i partiti di maggioranza regionale hanno fatto propaganda elettorale. Per di più, fa specie che non ci si sia fatti scrupolo di assegnare un contratto milionario a quel distretto parallelo cinese e alla rete di produzione clandestina che la Regione avrebbe invece il compito di contrastare in quanto sacca di illegalità che mina il nostro distretto tessile. Oggi mina anche l’autorevolezza della Regione che vi ha attinto con disinvoltura per materiale contestato dalle autorità come inefficace. Qui non si tratta di usare le inchieste a mo’ di clava, ma di non usare i soldi della gente per prenderla in giro con la propaganda politica fatta a loro spese. Gli accertamenti dell’autorità giudiziaria seguiranno il loro corso, ma intanto a questa maggioranza Pd e Iv la class action la faranno i toscani con le elezioni regionali. Tutti a casa», conclude Marchetti.

Redazione Nove da Firenze