Maltempo in Toscana: è stato di emergenza regionale

La dichiarazione del presidente Rossi dopo la grande paura di ieri. Si cominciano a contare i danni. Oggi i Comuni interessati dovranno raccordarsi con le Province e le Prefetture che coordineranno l'invio delle schede per richiedere gli indennizzi. Empoli, il Comune respinge le polemiche sulle cateratte


FIRENZE - La Sala operativa unificata della Protezione civile toscana ha tenuto una riunione in video-conferenza con le istituzioni territoriali coinvolte dal maltempo delle ultime ore. Dopo una prima ricognizione sugli eventi attivi, tutti in remissione, il direttore regionale Giovanni Massini e il responsabile della Protezione civile Bernardo Mazzanti hanno indicato le modalità con cui raccoglieranno una prima stima dei danni subiti dai territori.

Già nel pomeriggio di oggi i Comuni interessati dovranno raccordarsi con le Province e le Prefetture che coordineranno l'invio delle schede danni affinché la Regione Toscana possa attivarsi più rapidamente possibile per l'assegnazione delle risorse nel rispetto delle procedure previste dal Codice della Protezione civile.

Il presidente Rossi ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale e nelle prossime ore sarà chiesto al Governo un'analoga dichiarazione di emergenza nazionale, consentendo così di attivare finanziamenti e di velocizzare le procedure a favore sia dei soggetti pubblici che privati.

EMPOLI. Nonostante dopo un periodo di tregua mattutino la pioggia sia tornata a cadere sul territorio del Comune di Empoli la città sta tornando alla normalità.

Domani, martedì 19 novembre, col declassamento dell’allerta meteo legata al livello del fiume Arno, passata da Rischio Rosso a Giallo, le scuole e gli asili nido saranno aperti, così come gli impianti sportivi comunale e la biblioteca ‘Renato Fucini’, rimasti chiusi oggi.

Resta chiuso da parte di ANAS, visto il livello del Rio Vitiana, ancora non sceso, il sottopasso ferroviario sulla statale 67 Tosco Romagnola, a Ponte alla Stella.

STATO di EMERGENZA - Da parte del Comune di Empoli, come annunciato dal sindaco Brenda Barnini sono stati attivati i canali di comunicazione con la Regione Toscana, visto il Governatore Enrico Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza regionale.
«Stiamo facendo un conto dei danni e una stima dei costi. Tutti coloro che hanno subito danni facciano foto di ciò che è avvenuto nelle loro proprietà. Ieri abbiamo avuto un evento eccezionale, l’Arno in piena così non si vedeva dal 2014 e dal 1992, con la grande differenza che avevamo già avuto tanta pioggia sul territorio già nei giorni precedenti. Nel momento in cui abbiamo chiuso le cateratte per difenderci dalla piena dell’Arno, l’acqua è entrata in pressione sulle fognature. Per fortuna tanti si sono adoperati per tornare alla normalità. Già oggi le strade del centro, quelle di Avane e di altre zone colpite dagli allagamenti erano sgombere e si stavano ripulendo. Empoli si prepara a festeggiare il patrono Sant’Andrea e a far partire il grande Natale empolese».

SISTEMA FOGNARIO - In merito al funzionamento del sistema fognario nella giornata di ieri, domenica 17 novembre, il Comune di Empoli sottolinea che "le cateratte sul fiume Arno sono state chiuse correttamente nelle prime ore della mattina del 16/11 sulla base del livello critico del fiume. Sono state attivate regolarmente senza alcun problema, in quanto di recente manutenzione o di recente sostituzione. L’acqua dell’Arno pertanto è stata contenuta in alveo senza mettere a rischio la città dal travaso dell’acqua del fiume verso il territorio interno.
Va precisato infatti che, se fossero vere le illazioni sul malfunzionamento delle cateratte, il centro storico come tante altre frazioni cittadini sarebbero state molto più immerse di quanto realmente accaduto, visto che il centro si trovava ad una quota inferiore di circa 1,5 mt rispetto al livello in cui si trovava l’Arno.
Gli allagamenti che si sono verificati sono stati determinati dalle acque presenti sul territorio, a seguito di giorni e giorni di pioggia e per la regola dei vasi comunicanti si sono verificati allagamenti nei punti più bassi dei diversi reticoli fognari.
Relativamente alla cateratta di piazza Matteotti si precisa che si è verificato un problema di funzionamento della stessa legato ai binari di scorrimento della lastra. A seguito di ciò i tecnici sono riusciti comunque a chiudere questa cateratta con tavolati di legno e sacchi di sabbia e pertanto a garantire la chiusura tra la rete fognaria del centro con altro reticolo cittadino del rio dei cappuccini.
Purtroppo nonostante tale chiusura e l’attivazione di due idrovore in Via Spartaco Lavagnini la quantità di acqua era talmente tanta che si è verificata comunque l’uscita dell’acqua dalle fogne.
Va inoltre aggiunto che se fosse stata acqua che arrivava direttamente dall’Arno il livello in centro storico non sarebbe arrivato ad un equilibrio e non si sarebbe mantenuto costante per ore, ma il livello dell'acqua sarebbe continuato a salire", conclude il Comune di Empoli.

RIFIUTI PROVENIENTI DA ALLUVIONE – Info da ALIA

Per prenotare il ritiro dei RIFIUTI PROVENIENTI DA ALLUVIONE è sufficiente contattare il Call Center di Alia Servizi Ambientali ai numeri 800 888 333 (da rete fissa, gratuito) o 199 105 105 (da rete mobile, a pagamento, secondo i piani tariffari del proprio gestore) oppure 0571.196 93 33 (da rete fissa e da rete mobile), tutti attivi dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 19.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.30. Si raccomanda di suddividere, per quanto possibile, i rifiuti per categorie di smaltimento.

Intanto, si registrano alcuni interventi di forze politiche.

MARIO RAZZANELLI. I fiorentini e molti toscani hanno vissuto ore di ansia e paura, guardando l’Arno che si gonfiava minaccioso col passare dei minuti: “Era dal ’92 che non si assisteva ad uno scenario di simili dimensioni, è stata una domenica molto dura - afferma il consigliere comunale Mario Razzanelli - per fortuna tutto è passato. Speriamo che le prossime piogge siano meno intense delle ultime, possiamo parlare di scampato pericolo”.

Razzanelli è tornato, come molti fiorentini, a pensare al 1966, a quel 4 novembre tristemente conficcato nella memoria di tutti: “La portata della piena è stata ingente anche stavolta, le dimensioni sono state molto simili al ’66, la differenza però è stata un’altra: in questa circostanza non è stato commesso l’errore di aprire le dighe. Nonostante che negli anni siano state fatte alcune inchieste, la verità definitiva non è mai emersa. La diga La Penna con la sua apertura favorì l’innalzamento della portata. Gli argini hanno retto non solo perché in questi anni sono state apportate delle migliorie, ma proprio perché non sono stati travolti da un corso d’acqua ingigantito dall’apertura delle dighe”.

ALESSANDRO DRAGHI. “Solo due settimane fa in Consiglio comunale abbiamo ricordato le vittime dell'alluvione del 1966; sono passati 53 anni ma chi vive ai piani bassi ancora tira un sospiro di sollievo ogni volta che la piena si esaurisce – così comincia la sua riflessione il consigliere di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi – vice presidente della commissione ambiente, che la settimana scorsa ha sentito in audizione il presidente del consorzio di bonifica; costi sostenuti e troppi anni per raggiungere scarsi risultati: la cassa d'espansione del mensola è finita, il bacino di Roffia (a San Miniato in provincia di Pisa) anche; tuttavia al parco dei Renai e a Figline siamo ancora lontani dal vedere la fine.

Oggi sarà presentata una risoluzione che invita il sindaco Nardella a farsi carico presso il Governatore della Regione Toscana perché gli interventi per la messa in sicurezza di Firenze dal rischio alluvioni siano portati a termine nei tempi previsti, ad essere informato sullo stato di avanzamento dei lavori e a sensibilizzare la Regione Toscana a verificare che i cambiamenti climatici di questi ultimi 3 anni non determino la necessità di ulteriori interventi a difesa del rischio alluvioni. I cittadini – conclude il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi – sono stufi di temere per la loro incolumità appena piove per una settimana.

Firenze e Venezia, si contendono il primato per le città più belle al mondo, siano per sempre città magnifiche quanto sicure”.

Redazione Nove da Firenze