Maltempo: ritirata la tracimazione alle Sieci

Fotografie di Andrea Massaini

Il sindaco di Firenze Nardella: “Non faremo chiusure di scuole nel territorio comunale”. Codice rosso su Valdarno inferiore e Grossetano fino a mezzanotte di domani. Aperti la scassa di espansione di Roffia e lo scolmatore d'Arno. Senza l’impianto di pompaggio i 230,8 millimetri di pioggia caduta nel Lago di Massaciuccoli avrebbero causato danni enormi. Nella notte allagamenti e ostacoli a causa di piogge e forte vento


FOTOGRAFIE — FIRENZE– E’ ormai transitato a Firenze-Uffizi il colmo di piena del fiume Arno. La portata registrata è stata di 2.148 metri al secondo. La portata misurata a Ponte a Signa è stata di 2.028 metri cubi al secondo. In località Lastra a Signa, strada chiusa per allagamento. In direzione nord, traffico deviato a Lastra a Signa; in direzione sud traffico deviato a Montelupo Fiorentino.

Per il fiume Cecina il colmo sta transitando in località Steccaia, dove è collocato l’idrometro. Per l’Ombrone grossetano è stata registrata una portata di 2.271 metri cubi al secondo a Istia d’Ombrone. Si è ritirata l'esondazione dell'Arno alle Sieci dove in mattinata si era verificata una tracimazione in zona "Sieci di Sotto" nei pressi della confluenza tra il fiume Arno e il torrente Sieci. Strada chiusa a causa dell'esondazione, con uscita obbligatoria a Rosano, si rientra a Pontassieve. Alle 8:30 circa sull'autostrada A1 Milano-Napoli è stato riaperto il tratto compreso tra Valdarno e Arezzo in direzione di Roma. Il tratto era stato chiuso nelle prime ore del mattino per consentire attività di pulizia e ripristino del piano viabile interessato dall'intenso nubifragio notturno che, accompagnato da forti raffiche di vento, in prossimità del km 345, ha portato numerosi detriti insieme ad alcuni alberi provenienti dall'adiacente rilevato. Una vettura è rimasta coinvolta ma gli occupanti illesi.

Sono state aperte le paratoie della cassa di espansione di Roffia. E stata avviata anche la procedura di apertura dello scolmatore d'Arno, per questo sono stati avvisati i Comuni interessati dal transito della portata cioè Collesalvetti e Livorno. Il monitoraggio delle operazioni e della risposta del sistema idraulico è tenuto sotto stretta osservazione dalla Protezione civile della Regione e dal Genio civile.

Su disposizione del prefetto Laura Lega è stato attivato nelle prime ore di questa mattina il Centro Coordinamento Soccorsi, presso la sala congiunta di Protezione Civile Prefettura – Città Metropolitana di Firenze. Fin dall’inizio della sua attività, il tavolo, presieduto dal vice prefetto vicario Tiziana Tombesi, ha monitorato la situazione in atto su tutto il bacino dell’Arno e dell’intero reticolo idrico della provincia fiorentina, con particolare riguardo ai fiumi Ombrone, Bisenzio, Sieve, Pesa ed Ema. E’ stato seguito con attenzione l’evolversi meteorologico per le possibili ripercussioni sullo stato dei fiumi. La piena dell’Arno è passata nella città di Firenze intorno alle ore 13-13.30 senza destare particolare allarme, tanto che alla contestuale riunione del CCS, alla quale ha partecipato anche il soprintendente Andrea Pessina, non si è reso necessario assumere misure riguardo alla protezione dei beni artistici e culturali. Il CCS è tornato a riunirsi alle ore 16.00 e, per meglio valutare la situazione, sono state visionate anche le riprese aeree del fiume Arno realizzate dall’VIII Reparto Volo della Polizia di Stato. Le criticità sulla città di Firenze risultano al momento superate. Nel corso dell’incontro sono emerse problematiche riguardanti il fiume Vingone in località Lastra a Signa, per una copiosa filtrazione di acqua in prossimità di un’opera idraulica. Sul posto stanno lavorando gli uomini del Genio Civile della Regione Toscana, del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, anche con l’utilizzo di torri faro predisposte dalla Protezione Civile della Città Metropolitana. Di Firenze. Presenti pure le Forze dell’Ordine, la situazione è costantemente monitorata. La riunione del CCS è stata ulteriormente aggiornata alle ore 21.00.

“Non faremo chiusure di scuole nel territorio comunale”. Lo ha annunciato il sindaco di Firenze Dario Nardella che oggi pomeriggio ha presieduto una riunione al Centro operativo della protezione civile comunale. Presente anche la vicesindaca e assessora alla protezione civile Cristina Giachi. “Non ci sono gli estremi per un provvedimento del genere – ha aggiunto – abbiamo la situazione sotto controllo: il punto massimo di piena dell’Arno è già trascorso e siamo abbondantemente sotto il secondo livello di allerta che è fissato a 5, 50 metri”. “Per la prima volta – ha aggiunto – è entrata in funzione la cassa di espansione del Mensola che abbiamo realizzato pochi mesi fa”.

Gli interventi effettuati a Firenze sono stati, complessivamente, 47 e hanno riguardato principalmente garage e cantine allagate, due alberi caduti di cui uno al Poggio imperiale, strade allagate a Brozzi.

“La situazione – ha spiegato il sindaco – si sta normalizzando. Ringrazio la protezione civile del Comune di Firenze e i volontari per l'impegno e la dedizione”.

Alle 17.45 l'idrometro della stazione di Firenze Uffizi ha registrato un livello dell'Arno di 4,22 metri. Si invitano comunque i cittadini a non sostare sulle sponde del fiume per l’elevato rischio di scivolamento nel fiume e per possibili fenomeni di erosioni localizzati oltre che per non creare ostacoli agli eventuali interventi degli operatori. Inoltre si rinnovano i consigli della protezione civile di “mettersi alla guida solo in caso di effettiva necessità e comunque di prestare la massima attenzione negli attraversamenti dei corsi d’acqua e nel transito delle zone depresse (sottopassi stradali, zone di bonifiche)”. E ancora “di evitare di attraversare le aree allagate, anche se apparentemente con poca acqua. Si invitano quindi i cittadini a seguire le indicazioni delle autorità di protezione civile e a tenersi aggiornati tramite i canali di informazioni istituzionali.

A Montelupo Fiorentino il sindaco Paolo Masetti ha firmato un'ordinanza con la quale dispone la chiusura delle scuole di ordine e grado del Museo, della Biblioteca e di tutti gli impianti sportivi del territorio per la giornata di lunedì 18 novembre. Chiusa al traffico la strada statale 67 “Tosco Romagnola” al km 46,300 in località Le Case, per allagamento al sottopasso ferroviario.

Allarme rosso per l'Arno anche a Empoli, che nel pomeriggio ha vissuto la fase più pericolosa, quando è passata l'ondata proveniente da Firenze. "Supera questa fase le cose dovrebbero migliorare. Ormai dovremmo esserne fuori -spiega a Nove da Firenze l'Assessore alla protezione civile, Massimo Marconcini- siamo in azione da stamani e per ore abbiamo provato a togliere l'acqua, ma la vedevamo tornare a crescere. Adesso auspichiamo l'intervento della Regione".

Funziona senza intoppi il sistema dei canali e dei fiumi in Versilia. L'acqua defluisce senza ostacoli mantenendosi ovunque sotto i livelli di guardia. La pioggia lenta e incessante che affligge il territorio dai primi giorni del mese, viene raccolta nei corsi d'acqua e raggiunge il mare regolarmente, sostenuta però dal sistema delle idrovore che il Consorzio di Bonifica tiene sempre accese. L'unico ostacolo al deflusso è infatti rappresentato dallo straordinario livello del mare che è sempre rimasto sopra i livelli medi degli ultimi dieci anni. Una condizione davvero particolare soprattutto se si pensa a quanto sta accadendo anche nella pianura veneta. Arginato nella tarda serata di sabato uno sversamento di idrocarburi nel fosso Fiumetto a Forte dei Marmi. Il Consorzio è intervenuto contenendo la massa oleosa con le barriere galleggianti per evitare che l'ondata di piena spargesse il liquame inquinante in mare e ha allertato il Comune perchè venissero attivate le procedute di aspirazione e smaltimento.

A quindici anni esatti dalla sua inaugurazione (era il novembre del 2004) ancora una volta l’impianto idrovoro della Bufalina si è rivelato uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo il Lago di Massaciuccoli. Le quattro idrovore sono in grado di scolmare una quantità di acqua pari a 900.000 metri cubi al giorno e rappresentano una valvola di sfogo del Lago necessaria soprattutto quando l’altro emissario naturale, quello della Burlamacca, resta bloccato dall’altezza del mare. Dal 4 novembre ad oggi solo il pluviometro di Torre del Lago ha registrato 230,8 millimetri di pioggia caduta al suolo. Un valore alto e soprattutto concentrato in quattordici giorni che avrebbe provocato un innalzamento del lago repentino. In tutto questo tempo il mare è sempre rimasto al di sopra del livello del lago, mettendo praticamente fuori uso il Canale Burlamacca dal quale quindi il lago non ha mai scaricato nemmeno una goccia. E’ stata quindi solo l’idrovora della Bufalina, accesa 24 ore al giorno, a tenere a freno il riempimento del lago, evitandogli di raggiungere quote stimate prossime ai 50 centimetri. Livelli pericolosi che possono produrre gravi conseguenze agli argini e a tutti i territori che circondano lo specchio d’acqua. Basti pensare alle zone industriali delle Bocchette, di Montramito e di Vecchiano, agli abitati di Massarosa, Quiesa, Bozzano, Viareggio e Torre del Lago. Un’area vastissima densamente urbanizzata, che in casi come questo rivolge al lago uno sguardo attento e di evidente timore. Dal 4 novembre la Bufalina è stata accesa e ha scolmato 12 milioni e 600 mila metri cubi di acqua, spingendola nel mare. Il lago allora misurava +19 centimetri e nonostante tutta l’acqua che ha ricevuto, che mediamente si calcola sia il doppio di quella che piove al suolo, è salito solo fino a +26 di qualche giorno fa, + 25 oggi. La gestione della Bufalina non è solo accesa o spenta, così come la gestione del lago non è solo idrovora si o no. Bisogna guardare al sistema del territorio nella sua complessità. Perché l’acqua entra nel lago dalla pioggia ma anche dalle idrovore che drenano i terreni circostanti che altrimenti si allagherebbero. E del sistema fa parte anche tutta l’acqua che viene drenata da Torre del Lago con un secondo impianto, la Fiaschetta.

Risponde bene il reticolo dei canali principali e minori di Massa Carrara. L'acqua defluisce restando ben al disotto i livelli di guardia. Accesi gli impianti idrovori del Brugiano e della Fossa Maestra per contrastare il mare, che dagli inizi del mese di novembre è sempre rimasto mediamente sopra i dati storici degli ultimi dieci anni. Le condizioni del mare rischiano di mettere in crisi il sistema idraulico della costa apuana, rappresentando un ostacolo al naturale deflusso delle acque delle zone interne, per questo il Consorzio attiva gli impianti idrovori che spingono letteralmente l'acqua e contemporaneamente impediscono al mare di fluire verso l'interno.

Situazione sotto controllo in Lunigiana da parte dei tecnici del Consorzio 1 Toscana Nord. Malgrado la pioggia, restano sotto i livelli di guardia i fiumi principali (Bagnone, Aulella, Taverone e Magra) e il reticolo minore.

Mezzi spargisale e spazzaneve hanno lavorato sulle strade appenniniche tra Emilia Romagna e Toscana: sulla strada statale 12 “dell’Abetone e del Brennero” a Faidello, sulle strade SS63 “del Valico del Cerreto” a Fivizzano e SS64 “Porrettana” a Pistoia. Per allagamenti, il traffico è rallentato sulla strada statale 65 “della Futa”, tra i km 24 e 25 e dal km 38 al km 39, verso il confine con l’Emilia Romagna.

Permane il codice rosso per rischio idrogeologico e idraulico per il Valdarno inferiore e il grossetano fino alla mezzanotte di domani, lunedì 18 novembre, conseguentemente al transito delle piene dell'Arno e dell'Ombrone Grossetano nei loro tratti terminali. Le condizioni meteo rimangono negative, continuano ad affluire correnti umide e moderatamente instabili e per domani è atteso un nuovo peggioramento con piogge diffuse già nel corso della mattina, più abbondanti dal pomeriggio seppur meno intense rispetto alla scorsa notte. Temporali solo occasionali. Continua contestualmente la sorveglianza idraulica del personale tecnico e delle componenti del sistema di protezione civile in relazione al transito delle piene e alle misure di prevenzione attivate. Fino alla mezzanotte di domani resta il codice arancione per rischio idrogeologico e idraulico per i bacini interessati dall'evento trascorso in particolare rispetto al Valdarno superiore e centrale, del Bisenzio e dell'Ombrone Pistoiese, la Val di Cecina e la Maremma. Codice giallo sul resto della Toscana Il mare sarà fino ad agitato al largo a nord dell'Elba. Mare molto mosso altrove.

Esteso fino a domani anche il codice giallo per il rischio idrogeologico/idraulico nel cosiddetto “reticolo minore” che comprende i corsi d'acqua secondari: in particolare Ema, Mugnone e Terzolle. Le allerte si concluderanno a mezzanotte di martedí 19 novembre.

Redazione Nove da Firenze