Maggio Musicale Fiorentino: la Regione vuole contare di più

Approvata a maggioranza la mozione presentata da Fattori e Sarti (Sì-Toscana a Sinistra) e sottoscritta da Spinelli (gruppo Misto) e Meucci (Italia Viva): impegna la Giunta a "prendere parte più attiva" nel dibattito e nelle decisioni. Nel 2018 il contributo regionale fu di 4 milioni e 200mila euro


La mozione impegna la Giunta regionale a “prendere parte più attiva” nel dibattito istituzionale all’interno della Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino, da un lato con l’obiettivo di continuare “il percorso virtuoso avviato dall’ex sovrintendente Cristiano Chiarot per il rilancio del Teatro, perpetuando il clima positivo e le buone relazioni sindacali già instaurate”; dall’altro, in coerenza con l’azione svolta dallo stesso Chiarot, di “garantire che il risanamento della Fondazione si fondi sulla tutela dei posti di lavoro esistenti e sul perseguimento degli obiettivi di stabilizzazione del personale precario”.

Ancora, il governo toscano deve chiedere al sindaco di Firenze che venga assicurato “un maggior coinvolgimento formale della Regione Toscana quando si intendano compiere scelte cruciali per il futuro della Fondazione del Maggio, ancor più se attinenti agli assetti istituzionali di questa”.

La mozione, che ricostruisce le vicende che hanno accompagnato la Fondazione negli ultimi anni, premette che la Regione ne è socio fondatore e che la finanzia annualmente con ingenti contributi, quantificati nel 2018 in 4 milioni e 200mila euro.

L’atto guarda poi alla situazione attuale e all’immediato futuro. Pur essendo l’andamento economico in pareggio, si ricorda, la Fondazione dovrà comunque proseguire l’opera di risanamento delle passività ereditate, “obiettivo che il sindaco di Firenze ha annunciato di voler raggiungere attraverso una ricapitalizzazione del valore di 50milioni di euro, da concludere entro la fine del suo attuale mandato”.

Il prossimo 15 dicembre entrerà in carica il nuovo sovrintendente della Fondazione, Alexander Pereira, attualmente in servizio alla Scala di Milano, “mentre non vi è ancora nessuna indicazione riguardo alla sostituzione del dimissionario Fabio Luisi quale direttore musicale”.

L’atto votato sottolinea che al presidente è attribuito “un ruolo di rappresentanza legale”, mentre al sovrintendente, “scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore, è affidato un ruolo operativo” che tra l’altro “implica autonomia nella direzione e nel coordinamento dell’attività di produzione artistica, nonché la nomina e revoca del direttore artistico”.

Con riferimento alla normativa nazionale, tesa a favorire la stabilizzazione del personale utilizzato dalle Fondazioni lirico sinfoniche, infine, la mozione parla di “un’occasione importante” anche “per lo sviluppo della Fondazione” stessa.

Redazione Nove da Firenze