Ponte Vespucci: cancellate le multe sbagliate elevate dalla Polizia Municipale

La soddisfazione di un automobilista fiorentino schiacciato dalle contravvenzioni errate dopo l'apertura del cantiere sul lungarno per il restauro dei pilastri del ponte


Invia a Nove da Firenze la sentenza emessa dal Giudice di Pace, del Tribunale di Firenze, alcuni giorni fa, il lettore schiacciato da una serie di multe che gli furono recapitate a casa dalla Polizia Municipale di Firenze (a lui come a tanti altri cittadini) per essere passato dalla porta telematica del Lungarno Vespucci nelle settimane successive l'apertura del cantiere di restauro del ponte Vespucci.

Nei primi giorni l'amministrazione comunale fece porre un cartello che autorizzava a passare dalla porta telematica. Poi la disposizione stradale cambiò, la porta fu richiusa a i non autorizzati. Ma il cartello stradale rimase lì fino a febbraio inoltrato, fino a quando il disguido non fu denunciato dai primi articoli sui giornali su segnalazione dei cittadini. 

In questo costoso equivoco sono caduti vittima molti fiorentini nel periodo che va all'incirca dal dicembre al febbraio (2018-2019), durante la chiusura per i lavori di messa in sicurezza del ponte Vespucci che si sono conclusi proprio in questi giorni (le stime erano per giugno, ma cosi non sono andate le cose).

Alla nostra redazione il lettore aveva inviato alcune e-mail in quel periodo per spiegarci la mia sciagurata vicenda: "Che voi avete riportato sul vostro giornale -racconta a Nove da Firenze il signor Stefano Borgi- vi ringrazio davvero di cuore. Adesso, con questa sentenza credo che giustizia sia stata fatta ed il Comune di Firenze oltre ad annullare le multe che mi ha ingiustamente fatto dovrà anche risarcirmi dei danni subiti".

Il tutto, purtroppo, sulle spalle del contribuente che ne pagherà le spese e subirà le conseguenze di questa errata gestione della segnaletica.

"Pur essendo soddisfatto di questa sentenza, ho anche un certo rammarico per questa cosa perché non sarebbe dovuto succedere nulla di tutto questo -commenta il nostro lettore al termine del ricorso vincente- In un paese civile si sarebbe potuto risolvere tutto a voce e con una stretta di mano. Sarebbe bastato riconoscere gli errori che al mio avvocato, Enrico Bettini, che ha seguito la vicenda con passione, come al Giudice di Pace, sono sembrati evidenti. Invece di farmi perdere tutto questo tempo ed ingoiare tanta rabbia da farmi perdere anche il sonno".

Nicola Novelli