Luigi Ciatti: "Non ci arrendiamo". E il 31 luglio incontra il ministro Bonafede

La famiglia di Niccolò, il giovane fiorentino morto due anni fa in Spagna a seguito di un pestaggio, è amareggiata per la decisione del giudice di archiviare la posizione di due dei tre accusati. "Presenteremo un altro ricorso"


(DIRE) Firenze, 25 lug. - La famiglia di Niccolò Ciatti, il giovane fiorentino morto nell'estate di due anni fa in Spagna a seguito di un pestaggio fuori da una discoteca, incontrerà il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, mercoledì a Roma. A dirlo ai microfoni di LadyRadio è Luigi Ciatti, padre di Niccolò, amareggiato in queste ore per la decisione del giudice che si occupa del processo, in corso in Spagna, di archiviare la posizione di due dei tre accusati della morte del giovane. "Noi non ci arrendiamo", spiega Luigi Ciatti. "Andiamo avanti, perché Niccolò deve avere giustizia. Avevamo capito l'andazzo - aggiunge - ma non ci fermiamo, mercoledì incontreremo il ministro Bonafede che si è reso disponibile e mi ha chiamato. Ci ha confermato che sta seguendo il caso per quanto di sua competenza".

A suo avviso "è un passo molto importante. Ci auguriamo che il nostro Governo si faccia sentire, perché la giustizia spagnola si sta muovendo verso la direzione sbagliata".

Luigi Ciatti conferma l'intenzione della famiglia di chiedere spiegazioni dei chiarimenti sull'archiviazione: "Dopodiché - aggiunge - presenteremo un ulteriore ricorso, perché crediamo che un altro giudice con un po' più di esperienza, leggendo fino in fondo gli atti e guardando il video" del pestaggio "dall'inizio alla fine probabilmente arriverebbe" a una conclusione diversa. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze