Rubrica — Mostre

Luca Alinari, Firenze perde un artista filosofo

Alla Biennale di Venezia del 1982 e alla Quadriennale di Roma nel 1985


 Firenze è rimasta orfana di un suo artista, un signore, un filosofo, una persona speciale: Luca Alinari.

Ricorderò le piacevoli chiacchierate, anche telefoniche, e gli sporadici e casuali incontri per Firenze, magari alle Giubbe Rosse, dove incontrava gli amici, i colleghi pittori, i critici e, perché no, i mercanti.

La storia di Luca Alinari, classe 1943, inizia a Firenze negli anni ’60, avvicinandosi alle avanguardie del periodo, una fra tutte la Poesia Visiva col Gruppo 70. In quelle occasioni conosce e frequenta artisti, più grandi di lui, come Antonio Bueno, Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini, Giuseppe Chiari, Malipiero e l'amico con cui condividerà la scelta pittorica, ovvero una pittura che verrà definita onirica, Giuliano Ghelli.

A 25 anni la sua prima mostra personale, con un successo che è proseguito negli anni e che lo ha portato alla Biennale di Venezia del 1982 ed alla Quadriennale di Roma nel 1985.

Non voglio fare una lunga lista di ciò che ha fatto Alinari negli anni, le mostre sono assai numerose, come lo sono le pubblicazioni che lo riguardano ed i critici che hanno scritto di lui. Questo scritto vuole essere un omaggio, un ricordo ed una traccia per coloro che non lo conoscono e che, da domani, potranno conoscerlo soltanto tramite la sua arte, ma non potranno conservare in memoria la conoscenza della persona che era Luca Alinari.

Sono certo che dove sei ora vedrai materializzati i paesaggi colorati che dipingevi e che, insieme a Giuliano Ghelli che ti ha preceduto, ricorderete la Firenze dei tempi passati. Ciao Luca. 

Redazione Nove da Firenze