Lotta al razzismo: "Firenze non odia" è il logo del futuro

foto Agenzia Dire

Impegno largo di istituzioni, sindacati, scuole e associazioni di categoria al termine della tavola rotonda convocata a Palazzo Vecchio. Nardella: "Vogliamo fare scrivere il patto anti-razzismo ai giovani delle superiori. Questo è un movimento che deve partire dal basso". Alcune sigle e associazioni chiedono al sindaco di iscrivere all'anagrafe i richiedenti asilo


(DIRE) Firenze, 6 dic. - "Stiamo pensando di far confluire tutte le idee, le azioni e i progetti in un unico contenitore", creando magari "un portale". Un 'luogo' da collegare ad un logo simbolo, come proposto nelle scorse settimane anche da Confartigianato, "che potrebbe essere anche 'Firenze non odia', da mostrare in tutti i luoghi della città: vetrine delle botteghe, autobus, scuole, sedi istituzionali, mercati e luoghi di lavoro". Lo rivela il sindaco di Firenze Dario Nardella, al temine della prima tavola rotonda convocata a Palazzo Vecchio per dar vita al "patto antirazzista" della città, contro le discriminazioni, la violenza e l'antisemitismo, soffermandosi sulle proposte emerse in circa due ore di confronto.

Oltre al portale- immaginato come "una cornice" dentro cui mostrare "l'impegno di tutti i soggetti coinvolti", come l'università, le categorie economiche, i sindacati, le confessioni religiose, Arci e Anpi- Nardella si sofferma su un'altra proposta: "Introdurre negli statuti delle organizzazioni dei principi ancora più chiaramente rivolti al contrasto delle forme di odio, violenza, antisemitismo e razzismo. Noi stessi, come Comune, potremo valutare questo elemento nei soggetti che finanziamo, dalla scuola, allo sport, al sociale, come un criterio preferenziale".

Infine, l'impegno sul "fronte della scuola. Ed è proprio ai giovani delle superiori, infatti, che vogliamo far scrivere il patto", così che "nasca dal basso e dalle nuove generazioni". Un atto, conclude, "che stabilirà i valori e i principi su cui ci muoveremo tutti, raccogliendo delle linee guida per le azioni da fare nel lavoro, a scuola e in famiglia".

"Chiediamo di iscrivere all'anagrafe tutti i richiedenti asilo, superando l'interpretazione restrittiva delle disposizioni contenute nel decreto sicurezza", promosso dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini. Lo chiedono una serie di sigle, tra cui Arci, Anpi, Cgil, Libera Toscana e Libertà e Giustizia, in una lettera inviata al sindaco Dario Nardella, proprio nel giorno in cui ha convocato il primo tavolo per il patto antirazzista di Firenze.

Redazione Nove da Firenze