Firenze, 29 ago. – "Un sindaco degno di questo nome deve delle risposte alla sua città, Firenze, ferita dalle scelte approvate durante i suoi mandati, non dovrebbe scaricare le sue responsabilità sugli altri. Nardella ha la responsabilità politica di un processo di trasformazione di Firenze in Disneyland del Rinascimento, un processo favorito da precisi strumenti urbanistici votati dalle giunte PD. La verità è che, oltre questi deplorevoli tentativi di prendersi gioco di una città patrimonio Unesco raccontando che la colpa non è di nessuno, va messa sotto accusa un'intera stagione dell'urbanistica a Firenze, nella quale l'interesse pubblico è stato annichilito a favore di interessi speculativi privati.
L'ex Teatro Comunale è solo il caso più eclatante, perché è un cazzotto in un occhio; ce ne sono tantissimi altri sia nel centro sia dai viali in poi, come in viale Belfiore. Attenzione: non sono sbagliati a prescindere gli investimenti, esteri e non, o le riqualificazioni, ma vanno gestite politicamente, in armonia con la tradizione e nel rispetto dei bisogni della comunità. In un momento in cui c'è crisi abitativa, bisogna puntare sulle residenze per i fiorentini e non per i turisti, visto che la filiera turistica è già nuovamente in crisi quest'anno, dopo la batosta della pandemia, questa volta per le tensioni internazionali.
Non solo si tratta di scelte sbagliate nei colori, nelle forme, nell'estetica, sono scelte che non tengono conto dei bisogni reali di una città più povera. Ma ciò che è ancor più grave è l'atteggiamento dei sindaci: da un lato Nardella disconosce il cubo, dall'altro Funaro dice che va tutto bene perché, a suo dire, ci sono i permessi. La verità è che né l'uno né l'altra hanno tutelato il patrimonio di Firenze" affermano i consiglieri comunali Eike Schmidt, Paolo Bambagioni, Massimo Sabatini della Lista civica Eike Schmidt.
“Come candidata alle prossime elezioni regionali, desidero esprimere con chiarezza la mia posizione riguardo al cosiddetto cubo nero sorto nell’area dell’ex Teatro Comunale. Quel palazzo rappresenta un’offesa estetica, un atto di violenza urbanistica e un rischio concreto per lo status Unesco di Firenze. Non è accettabile che la città simbolo del Rinascimento venga deturpata da scelte architettoniche imposte e lontane dalla sua identità.
Il Times di Londra ha lanciato un allarme che non possiamo ignorare, la Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo e voci autorevoli della cultura e dell’urbanistica, dall’Ordine degli Architetti all’ex assessore Sergio Givone fino allo storico dell’arte Antonio Natali, hanno denunciato con fermezza un intervento che mortifica il paesaggio e soffoca il profilo della città.
Chiedo che le istituzioni avviino con urgenza verifiche pubbliche sulla regolarità delle autorizzazioni e sul rispetto dei vincoli paesaggistici, che si apra un tavolo trasparente con cittadini, storici, urbanisti e Soprintendenza e che si ponga fine a un modello di sviluppo che mette da parte la storia per inseguire una modernità fredda e priva di radici.
Firenze merita una politica diversa, capace di coniugare progresso e tutela, innovazione e rispetto. La mia candidatura nasce anche da questo impegno: restituire alla città un futuro in cui la bellezza del passato non sia mai sacrificata all’improvvisazione del presente” dichiara Maria Teresa Baldini, candidata alle elezioni regionali per Noi moderati.