L'Information Technology di Readytec

Intervista alla presidente di alcune società del gruppo


Di Laura D’Ettole

Siena – Information Technology ai massimi livelli e azionariato…popolare. Readytec group, centro direzionale a Chiusi (SI), opera nel settore dei servizi avanzati alle imprese ed è una vera e propria mosca bianca nel panorama toscano. E’ la capogruppo di un network di dieci imprese sparse fra Toscana, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia che dà lavoro a 300 persone, conta oltre 10 mila clienti, fra cui parecchie imprese di medio-grandi dimensioni, e nel 2017 ha fatturato 27 milioni. Nasce nel ’64 da una cellula di Olivetti, con quattro soci che gestivano una piccola concessionaria. Oggi di soci ne ha ben 47, di cui solo tre possiedono più del 10% delle quote azionarie. Tutti gli altri sono dipendenti che hanno acquistato partecipazioni nel tempo, grazie ad un modello inclusivo ricercato e voluto dalla direzione. Ne parliamo con Silva Pompili, presidente di alcune società del gruppo e consigliere con delega al controllo di gestione.

Nel 2018 Readytec prevede un balzo del fatturato del 24% per raggiungere 35,7 milioni di euro. Ci spiega come è possibile un incremento così consistente?

Lo scorso anno per Readytec è stato un anno di svolta. Abbiamo acquisito nuove società, esteso la clientela e fatto alcune operazioni di fusione per consolidare il nostro mercato. Ma la verità è che non stiamo mai fermi, dobbiamo essere sempre in allerta e cogliere le novità. Questa fase di mercato nel nostro settore è molto particolare. L’hardware perde sempre più valore, diventa accessorio, e tutto si focalizza sul servizio al cliente: dall’assistenza, alla consulenza, alla formazione. L’elemento che ci contraddistingue è l’assistenza: abbiamo circa un terzo del nostro personale che si occupa costantemente della clientela e lo aggiorniamo continuamente. Attualmente siamo il primo partner di Teamsystem, il gruppo leader in Italia per lo sviluppo del software gestionale.

Readytec è capofila di un network di dieci imprese, un modello organizzativo abbastanza unico in Toscana. Come si è arrivati a costruirlo?

E’ una struttura pensata, che risponde a esigenze di flessibilità e efficienza organizzativa. Noi ci occupiamo di rivendita di software gestionali e assistenza, ma anche di creazione App, siti web, formazione e consulenza. A questo affianchiamo una divisione che opera nel campo dell’arredamento di spazi per uffici e farmacie, un segmento, quest’ultimo, molto importante per noi. Queste competenze si sono costituite nel tempo, in stretto contatto con la crescita della domanda di mercato. Un altro elemento importante è stata l’inclusione dei dipendenti nel capitale sociale, che ha favorito la coesione del gruppo…

Come sono stati per voi questi ultimi anni di crisi?

Le singole aziende del gruppo ne hanno risentito in modo diverso. La crisi l’abbiamo vista, abbiamo assistito a fallimenti, chiusure aziendali. Ma come gruppo abbiamo avuto un trend sempre positivo, grazie anche a successive acquisizioni. Consideri che dal 2014 al 2017 il fatturato è cresciuto ogni anno, in media, del 7% circa.

Le nuove problematiche dell’impresa 4.0 saranno pane quotidiano per voi…

Rappresenta un’enorme opportunità per noi, perché è orientata alla digitalizzazione delle imprese. Posso dire che in questo senso siamo il fornitore ideale. Internamente Readytec si è già dotata di tutto quello che serve per la gestione digitale delle informazioni.

Che impatto avrà in generale sull’occupazione la rivoluzione digitale? Studiosi, imprenditori sottolineano il pericolo di una enorme distruzione di posti di lavoro

Non credo sia esattamente così, l’importante è la capacità di adattarsi al cambiamento. Il vecchio metodo di lavoro novecentesco sarà sicuramente seppellito e anche dal punto di vista soggettivo dovremo mostrarci, tutti, pronti ad approcciare le novità con flessibilità e formazione continua.

Come si sta evolvendo la figura del manager nella vostra azienda?

Readytec group ha una decina di top manager, prevalentemente soci storici cresciuti in azienda. La base di tutto è il confronto continuo con la realtà e il mercato, a cui si aggiunge – ripeto - una formazione continua ai massimi livelli. Senza contare la grande importanza di un’azione sinergica, collegiale. La nostra “formula” è questa.

Redazione Nove da Firenze