Rubrica — Editoria Toscana

“Lettera aperta su Indro Montanelli”

Il consigliere della Lega Cocollini replica a Paolo Ermini (Corriere Fiorentino)


Il consigliere comunale leghista Emanuele Cocollini, Vice presidente del Consiglio comunale di Firenze, torna sulla polemica relativa a Montanelli e agli attacchi che Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino, ha rivolto a lui ed altri consiglieri comunali.

“Signor Presidente, avrei voluto rispondere dalla tribuna del Consiglio Comunale al volgare attacco che il Corriere Fiorentino (nell’articolo di fondo pubblicato sabato) ha voluto indirizzare a me ed al Capogruppo della Lega Bussolin oltre che ad altri tre colleghi del PD. Anche perché era la tribuna giusta, visto che è come consiglieri comunali che egli ci ha chiamato in causa per poi offenderci come persone. Purtroppo non ho potuto farlo per ragioni tecniche. Ed allora ricorro a questo strumento di lettera aperta, continuando a rivolgermi a lei Signor Presidente per rispondere al Direttore del Corriere Fiorentino. Perché, vede Presidente: io accetto le critiche alla funzione politica - critiche che considero sempre lecite - ma non tollero assolutamente gli insulti alla persona, da chiunque provengano! Certo potrei limitarmi a rispondere al Signor Ermini che peggio dei Nani politici sono solo i Nani del giornalismo e chiuderla qui. Ma, così facendo, non affronterei la questione politica che egli ha comunque tenuto a sollevare sul cosiddetto “caso Montanelli”. In breve sostanza Ermini accusa i consiglieri leghisti (nella fattispecie Bussolin ed il sottoscritto) di aver chiesto strumentalmente al Comune l’intestazione di una via cittadina ad Indro Montanelli, la cui memoria è stata recentemente oltraggiata dai soliti facinorosi di sinistra che, col passare degli anni, cambiano etichette ma non mentalità e metodi violenti; e però, contemporaneamente, Ermini bastona, e duramente, i consiglieri del PD, rei di aver rifiutato la proposta leghista sulla base di motivazioni pretestuose e ridicole, finendo col fare il giuoco della Lega. Tanto da suscitare l’impressione, nel lettore, di aver voluto attaccare la Lega per meglio attaccare in realtà parte del PD, colpevole di non apprezzare oggi il valore di Montanelli come chi non ha saputo riconoscere ieri la grandezza di Oriana Fallaci. Intendiamoci: la sua è una valutazione politica che - depurata dagli ingiuriosi apprezzamenti rivolti alle persone dei Consiglieri citati - considero senz’altro degna di rispetto e che potrei persino condividere se non fosse per quel suo continuo accusare il Centrodestra di strumentalizzazione, senza fondamento alcuno, e solo per partito preso. La Lega non ha strumentalizzato la vicenda Montanelli, così come a suo tempo il Centrodestra non strumentalizzò la vicenda della Fallaci. Ma Ermini, si sa, anziché dai fatti preferisce partire da un pregiudizio: per lui il Centrodestra, e la Lega in particolare, hanno sempre e comunque torto anche quando hanno ragione; e se per caso propongono qualcosa di buono lo fanno solo in maniera strumentale… È uno strano modo di fare giornalismo. Evidentemente noi che amiamo (e abbiamo letto) Montanelli e la Fallaci, siamo stati abituati male!

Vorrei allora ricordare al Signor Ermini che quando Oriana Fallaci, già malata terminale al tempo dei no-global, venne aggredita, derisa, insultata dalla Sinistra, proprio a Firenze, fu solo il Centrodestra ad opporsi a quel linciaggio politico, scendendo al suo fianco con interventi di ogni tipo, manifestazioni, cortei e convegni. Una lunga battaglia politica durata anni, anche per ottenere dal Comune l’intitolazione di uno spazio pubblico. Chiedemmo a Firenze di riconoscere e ricordare quella sua grande e geniale figlia. Non ci ponemmo la questione dell’opportunità. Facemmo la cosa che ci sentivamo di fare: la cosa giusta.

E quando giorni orsono la Sinistra ha scatenato un analogo linciaggio politico e morale nei confronti di Montanelli, è stato il Centrodestra a scendere in campo contro il cretinismo politico, fino a richiedere al Comune di intitolare una via a questo straordinario fiorentino. Richiesta che già a luglio avevamo avanzato suggerendo di sostituire via Togliatti con via Montanelli. Ma anche in questo caso non ci siamo posti la questione dell’opportunità, questione cara solo agli ignavi. Abbiamo fatto quello che, secondo il nostro convincimento etico, andava fatto. Non c’è malafede da parte nostra, Signor Ermini. C’è solo la fede, la fede politica. C’è l’adesione totale della Lega e dell’intero Centrodestra ai principi, ai valori ed alle idee espresse da Montanelli e dalla Fallaci. E se cerco di difendere e di onorare personalità il cui pensiero condivido, e alle cui battaglie aderisco idealmente, non faccio opera di strumentalizzazione, bensì di testimonianza politica.

Per cui, l’invito a tacere su Montanelli e la Fallaci lo rivolga ai suoi amici di Sinistra, non a noi!

Noi non ci faremo zittire né dalla Sinistra né tantomeno da lei, signor Ermini.

Che poi l’invito al silenzio provenga da un giornalista, è cosa assai bizzarra oltre che deprimente… Ma capisco che non tutti possano essere giganti come Fallaci e Montanelli”.

Redazione Nove da Firenze