Le imprese italiane puntano al mercato asiatico

Una trentina tra imprenditori e professionisti hanno incontrato questa mattina a Castelfiorentino una delegazione del Thailand Board of Investment (BOI). Intervento in live call di Lorenzo Galanti, Ambasciatore italiano a Bangkok


Il Made in Italy guarda a Oriente, e scommette sulla Thailandia per conquistare nuove quote di mercato nella produzione di beni e servizi ad elevato tasso tecnologico. Una trentina tra imprenditori e professionisti hanno incontrato questa mattina a Castelfiorentino (FI) la delegazione parigina del Thailand Board of Investment (BOI), agenzia governativa thailandese, per avviare una collaborazione bilaterale che possa strutturarsi e durare nel tempo.


L’iniziativa, promossa dal “Tavolo Economia” del Comune di Castelfiorentino e dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, si è svolta in un clima cordiale e ha registrato a metà mattinata anche l’intervento di S.E. Lorenzo Galanti, Ambasciatore Italiano a Bangkok.

La delegazione thailandese, formata dai tre maggiori esponenti della sede parigina del BOI ovvero Cherdchan Arunrat (Director of Thailand Board of Investment Paris Office), Sudarat Pongpitak (Deputy Director) e Souchitra Sassady Abhay (Investment Promotion Office), è stata accolta dal Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, Alessio Falorni, da Riccardo Coli (membro del “Tavolo Economia”) e da Tiziano Cini (direttore di ASEV) alla presenza di alcuni amministratori dell’area interessata. La prima parte della mattinata è stata riservata alla presentazione delle caratteristiche socio-economiche del territorio dell’Empolese Valdelsa, uno dei poli produttivi di maggior rilievo della Toscana, mentre la seconda è stata dedicata al confronto con le imprese (provenienti da diverse regioni italiane) attraverso la suddivisione in tavoli di lavoro.

Quanto mai diversificati i settore di interesse delle aziende che hanno preso parte al workshop: si va dalla produzione dispositivi medici che agevolano la guarigione delle ferite (o magari per uso estetico) alla coltivazione di microalghe per uso farmaceutico; dallo sviluppo di software e tecnologie per le start up ai servizi per la ricerca industriale; dalla produzione di piccoli apparati satellitari a quella di droni o di tecnologia a LED; dalla costruzione di impianti per concerie a quelli impiegati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La delegazione del BOI ha illustrato ai presenti i principali settori di sviluppo della Thailandia 4.0 e le informazioni utili facilitare le opportunità di investimento e di scambio commerciale.

“Si è appena concluso un summit dell’ASEAN (Association of South-Est Asian Nations) – ha osservato Cherdchan Arunrat (direttore sede parigina del BOI) - e il primo ministro della Thailandia ha ricordato questo momento come un’occasione importante per aprire il nostro paese verso nuovi mercati. La Thailandia è uno dei paesi principali che ha aderito a “La Via della Seta” e si trova in una posizione favorevole anche da un punto di vista geografico, tra la Cina e Singapore. Per questo motivo sono in corso enormi investimenti nelle infrastrutture dei trasporti, come strade e ferrovie. Siamo molto interessati a instaurare rapporti bilaterali con le imprese italiane, dalle piccole alle grandi, specializzate in vari settori”.

“Siamo estremamente soddisfatti dell’incontro di oggi – sottolinea il Presidente dell’Unione dei Comuni, Alessio Falorni – perché ha offerto alle imprese della nostra area (e non solo) l’opportunità di un primo confronto con una delegazione ufficiale di un paese importante come la Thailandia, un mercato che riveste un valore anche strategico perché si configura quasi una “porta” verso l’Oriente, che come istituzioni abbiamo il dovere di tenere aperta attraverso il dialogo, la collaborazione e lo scambio delle reciproche possibilità di investimento. I numeri dell’Asia, sia in termini di PIL che come abitanti, evidenziano potenzialità enormi: di qui la necessità che l’incontro di oggi possa concretizzarsi in un rapporto durevole nel tempo”.

Redazione Nove da Firenze