Pitti Immagine Uomo si svolgerà a Firenze dal 13 al 16 gennaio. Punto di riferimento per i nuovi talenti e la loro crescita internazionale, Promas French Menswear Fédération, insieme a DEFI, riunisce designer, brand e protagonisti del settore per promuovere una visione del menswear francese radicata in un ricco patrimonio culturale ma decisamente orientata al futuro. La missione è sostenere lo sviluppo dell’export e promuovere un approccio distintivo e contemporaneo al menswear francese.
A Pitti Uomo 109, le due realtà supportano la partecipazione di una selezione di 19 brand francesi, offrendo uno spaccato del menswear di oggi: innovativo, responsabile, irriverente e capace di rileggere lo chic parigino attraverso nuovi codici espressivi.
Per la stagione Fall Winter 2026, Cruna presenta il suo MANIFESTO – THE ART OF DRESSING WELL: una dichiarazione di intenti che racchiude valori, tecniche e concetti alla base dell’estetica del brand. Un invito a indossare non solo un capo, ma a vivere uno stile di vita fondato su distinzione, eleganza e intenzionalità, con un respiro e un’influenza internazionale. Cruna nasce dall’incontro tra tradizione sartoriale italiana e visione contemporanea, con un’identità chiara e distintiva che guida il suo percorso internazionale. La forza del brand risiede nella maestria del Made in Italy, nella filiera corta e nella collaborazione con storici laboratori artigianali, unita a un design capace di reinterpretare i codici dello stile maschile con modernità e materiali di altissima qualità.
Approfondimenti
Annapurna, storica azienda di maglieria made in Italy, presenta due capi maschili che sintetizzano la filosofia della nuova collezione Autunno Inverno 2026-2027.Ispirata a un immaginario dark, radicale e profondamente identitario, la collezione People of the Moon converte la maglieria in linguaggio espressivo, una dichiarazione di appartenenza.
Il nero fa da filo conduttore per l’intera proposta, declinandosi in filati e lavorazioni differenti e trasformandosi continuamente in materia, densità e lucentezza. Accanto al nero, una scala di grigi costruisce profondità e stratificazione visiva, mentre il bianco e l’argento affiorano come brevi interruzioni, misurati respiri di luce che spezzano l’oscurità.
In occasione dell’edizione 109 di Pitti Uomo, MUNICH presenta in anteprima la collezione Fall/Winter 2026. Una proposta completa che abbraccia footwear, apparel e accessori e che riafferma l’identità del brand attraverso un dialogo costante tra tradizione artigianale, ricerca di prodotto e una visione moderna della cultura sport-fashion. Questo approccio trova la sua massima espressione nella Founder Collection, capsule omaggio all’origine del marchio e alla figura del suo fondatore Lluís Berneda.
Ispirata ai tre sport che hanno segnato gli esordi del brand - calcio, atletica e allenamento indoor - reinterpreta le silhouette storiche con materiali pregiati e una palette cromatica fedele alle prime referenze del marchio: off-white, nero e marroni intensi. Quattro i modelli protagonisti, rappresentativi del legame più profondo con la storia di Berneda, “un calzolaio che trasformò materiali nobili in icone sportive senza tempo”.
Per l’Autunno Inverno 2026/27, KEELING presenta la The Brittany Wetlands Men& Women Collection, un omaggio intimo e potente alla natura essenziale delle zone umide bretoni: distese avvolte dalla bruma, terre modellate dal vento,acque che riflettono cieli mutevoli e silenzi profondi. È una collezione che racconta la poesia dell’inverno del Nord, austero e magnetico, capace di rivelare la sua bellezza più autentica proprio nei momenti di quiete.Ogni capo nasce dall’incontro tra paesaggio e funzione. Le linee avvolgenti sembrano seguire il ritmo lento delle maree, mentre i volumi più strutturati richiamano la solidità delle scogliere. La collezione, pensata per uomo e donna,interpreta la stagione fredda con un linguaggio elegante e contemporaneo, restando fedele al DNA essenziale del brand.
Cosa succederebbe se l’intelligenza artificiale dialogasse con il sapere artigiano? E se la tecnologia non cancellasse la memoria della mano, ma la amplificasse? A queste domande risponde “MAKIN' ITALY – Dialogues on Intelligence and Creativity”, l’evento promosso da Accademia Italiana, in collaborazione con IAAD, Poliarte, SAE Institute, Schola, Abadir (Accademia di Design e Comunicazione Visiva) ed Università di Salerno, in programma il 14 gennaio nella sede di Accademia Italiana a Firenze, in Piazza de’ Pitti 15, nell’ambito di Pitti Immagine Uomo 109.
L’evento si compone di un talk pubblico - su prenotazione al link https://luma.com/5ibv4dz9 - e di una mostra dove si intrecciano creatività umana, artigianalità ed Intelligenza Artificiale. L’incontro “MAKIN’ ITALY – Dialogues on Intelligence and Creativity” si svolgerà dalle 16.30 alle 18 e sarà composto da tre tavoli tematici con esperti di innovazione tecnologica e creatività che racconteranno come le nuove intelligenze stiano trasformando moda e design Made in Italy, ridefinendolo alla luce delle grandi trasformazioni tecnologiche, sociali, culturali, ambientali.
L’evento, moderato dal giornalista Matteo Minà, è inserito nel progetto NIMI – La nuova intelligenza del Made in Italy. Ad aprire i lavori saranno Alessandro Colombo, country manager AD Education Italia e Livia Di Nardo, campus manager Accademia Italiana Roma.
Tre le sezioni sviluppate: Intelligenza sociale e moda, Intelligenza delle mani e design, Intelligenza artificiale e comunicazione. Tra gli interventi previsti quello di Silvia Gambi, giornalista professionista, esperta di moda sostenibile, autrice del podcast “Solo Moda Sostenibile”; Valerio Barberis, docente universitario e founder di “Barberis & Partners”; Michela Bonafoni, docente universitaria e attivista; Filippo Pernisco, direttore Accademico di Accademia Italiana; Matteo Cibic, designer & multimedia artist; Serena Eller, founder Eller Studio; Stefano Mirti, founder IdLab; Giampaolo Barozzi, people, policy & purpose chief innovation and technology officer presso Cysco.
In chiusura sarà presentato il Manifesto del progetto NIMI – La nuova intelligenza del Made in Italy, che chiama a confronto designer, studiosi, comunicatori e istituzioni, e di cui questo evento fa parte.
Dichiara Alessandro Colombo, country manager AD Education Italia: “Quest’anno in piazza Pitti avrà luogo un viaggio nel tempo, nel futuro. Vogliamo invitare a riflettere sulle nuove traiettorie ed evoluzioni del Made in Italy che, a ben guardare, ha radici profonde, radicate proprio nel nostro Rinascimento. Quale posto quindi migliore di Firenze per intraprenderlo?“
A margine del talk sarà inaugurata la mostra Traveling Exhibition NIMI, curata da Lucrezia Nardi, che propone uno sguardo critico e attuale sul Made in Italy che, secondo la curatrice, “non è più una condizione data, ma un processo in continuo divenire, una ricerca permanente che coincide con il progetto stesso.” Al centro del percorso, il dialogo tra tre forme di intelligenza: quella della mano, quella sociale e quella artificiale, lette come dimensioni intrecciate e complementari.
Tematiche, queste, sviluppate attraverso video, installazioni, prototipi e materiali di processo realizzati dai ragazzi delle accademie coinvolte, che andranno a costruire un racconto aperto, dove il design diventa strumento di osservazione del presente e di immaginazione del futuro. La mostra nasce come “un archivio poroso e aperto, che si ridefinisce nel dialogo con i contesti che attraversa”. Una visione che interpreta l’instabilità non come limite, ma come valore progettuale: “Questa instabilità generativa rappresenta oggi una delle chiavi più efficaci per leggere il contemporaneo”.
“Oggi il Made in Italy è chiamato ad evolversi come un ecosistema vivo, capace di integrare intelligenza manuale, sociale e artificiale in un metodo progettuale consapevole. Le scuole diventano hub culturali e officine aperte, in cui tecnologia e conoscenza umana si intrecciano per generare valore.” – spiega Filippo Pernisco, direttore accademico di Accademia Italiana, che interverrà ne “Il fascino indiscreto dei Makers - intelligenza delle mani e design”.
Aggiunge Matteo Cibic, artista e designer eclettico tra arte, high-tech e artigianato: “In un mondo dominato da intelligenze sempre più veloci, credo che la vera innovazione possa essere sentire meglio come esseri umani. Perché la mano conosce. E oggi, più che mai, ha qualcosa di fondamentale da insegnare al futuro”.
L’intelligenza sociale implica la capacità di ascoltare e trasformare. Dichiara Silvia Gambi, giornalista e docente: “Informare ed educare a un consumo consapevole significa dare il giusto valore a prodotti e servizi e preservare filiere che hanno un forte contenuto di valori e non solo di valore”.
Per “Tessere reti e disegnare comunità - intelligenza sociale e moda”, l’attenzione si concentrerà sulle dinamiche sociali, culturali e politiche: applicata alla moda, l’intelligenza sociale si configura come la capacità di leggere criticamente il contesto storico e sociale in cui i prodotti e le immagini vengono generati, visualizzati, raccontati, distribuiti e consumati. Uno spazio di mediazione simbolica, capace di articolare risposte complesse alle tensioni contemporanee.
In questa prospettiva “Si richiede il passaggio da un modello basato sull’eccellenza individuale a uno fondato sull’intelligenza collettiva”, anticipa Michela Bonafoni, mentre in "Algoritmi, linguaggi, immaginari - intelligenza artificiale e comunicazione, si invita a superare le narrazioni semplificate che riducono l’AI a uno stile o a un’estetica. Il punto è il rapporto tra tecnologia e cultura. Dice Stefano Mirti: “Il Made in Italy non è fatto solo di qualità, eccellenza o saper fare.
È fatto di gusto. E il gusto è la cosa che l’AI fa più fatica a comprendere. L’AI non crea gusto: semplicemente amplifica e moltiplica quello che hai già in testa, il dato umano. L’AI non è il tema, è la condizione. Sarà invisibile nei risultati, ma decisiva nei processi”.
Nella settimana in cui Firenze si veste di creatività e stile, l’Hard Rock Cafe propone un appuntamento imperdibile che mette la musica e la moda al centro della scena. Giovedì 15 gennaio, il café di Piazza della Repubblica ospiterà Fashion Night: “Una Storia fatta di tante Stories”, una serata che celebra il connubio tra sound, moda e lifestyle in un’atmosfera internazionale.Protagonisti assoluti saranno i LOVE BEATS, band fiorentina che da oltre 15 anni porta sul palco energia pura e groove irresistibile.
Il quintetto, guidato dalla voce di Chiara Santini, farà ballare il pubblico con un mix di R&B, Funk, Soul e Dance, trasformando l’Hard Rock Cafe in un vero tempio della musica live. La line-up comprende Gianmarco Colzi alla batteria, Lorenzo Forti al basso, Simone Marrucci alla chitarra e Giacomo Ferri alle tastiere: una formazione che promette uno show ad alto tasso di ritmo e passione.La serata inizierà alle 19:00 con un aperitivo dedicato al networking, per poi proseguire alle 20:30 con la presentazione dei capi vintage firmati Donkey Swing, brand che fonde tattoo culture e stile biker in creazioni originali.
Alle 21:00 sarà il momento della cena ufficiale, con menu fisso o alla carta, prima di lasciare spazio alla performance live dei LOVE BEATS alle 21:30. A chiudere la notte, dalle 23:00, il DJ set di Andrea Anedda, con sonorità ricercate per un finale indimenticabile.L’evento si inserisce nel fermento creativo che anima la città in questi giorni, offrendo un punto di incontro per appassionati di musica, moda e lifestyle. Un’occasione unica per vivere Firenze tra note, stile e l’inconfondibile atmosfera Hard Rock.