Lapsus, emozione e condizionali: le promesse (ingessate) del dibattito tra Giani e Ceccardi

Difficile estrapolare impegni chiari e netti per la Regione che verrà, anche perché mancano i programmi di coalizione nero su bianco.


Ma insomma grandissime promesse elettorali non sono arrivate né da Eugenio Giani, né da Susanna Ceccardi, candidati rispettivamente per il centrosinistra e il centrodestra, durante il confronto che si è tenuto all'Auditorium de La Nazione. A moderare la direttrice (o preferisce direttore?) del quotidiano, Agnese Pini. La formula è all'americana: i due contendenti in piedi, con leggio, molto distanti tra loro, alle estremità del palco. La conduttrice in piedi pure lei. Un format sicuramente televisivo, che però raramente si vede in Italia, e che metterebbe a dura prova anche il politico più esperto e sicuro di sé, e lo stesso si può dire per il giornalista. Ritmi abbastanza incerti nel parlare, e un linguaggio del corpo che tradisce emozione in tutti e tre: Giani e Pini che non stanno fermi un secondo, soprattutto quando parlano, e Ceccardi, per l'estremo opposto, quasi ingessata e tutta concentrata nella mimica facciale. Giani non toglie quasi mai le mani dal leggio, Ceccardi inventa nuove tecniche di spremitura delle mani, quando va sulla difensiva, e libera le braccia, con una forte gestualità mimica, quando va all'attacco.

Tante le pause nel parlare e numerosi i lapsus 
Giani, rivolto alla europarlamentare, a un certo punto dice: “ma dove l'ha scritto?”, invece di dove “l'ha letto?” o “dove sta scritto?”, riferendosi alle frasi dei carrarmati che puntavano minacciosi verso Scarlino. Oppure Ceccardi: “ci vogliono strutture intermedie che gestiscano la fase della decenza...della degenza”, correggendosi al volo.

Tutti e tre tradiscono un certo disagio e ansia nel parlare. A Pini la voce spesso trema e si muove quasi chiedendo il permesso, anche per le domande, soprattutto quando si trova a mediare le repliche: “io ehm farei replicare...a Eugenio Giani, perché la Ceccardi...le ha offerto un po' di assist, di attacchi”.

Ciò detto, il format funziona, incuriosisce e sicuramente si tratta di rodarlo. E siamo curiosi di vedere tra qualche settimana Giani e Ceccardi quando avranno preso un po' più di abitudine e ritmo al confronto personale, oltretutto dopo i mesi di lockdown in cui era più facile esprimere il proprio pensiero davanti a una webcam e con gli interlocutori preferiti.

In questo clima stressantissimo, e anche considerato che mancano ancora due mesi al voto, e mancano ancora i programmi di coalizione nero su bianco, non è facilissimo rintracciare delle promesse chiare e nette da parte dei due candidati.

Che formule hanno utilizzato per parlare del futuro? Spesso il condizionale e formule di auspicio personale. Per esempio, sull'aeroporto di Firenze, Ceccardi taglia la questione dicendo: “lo investirei prima su una linea veloce tra Pisa e Firenze”. E' un sogno, un augurio? Perché il condizionale? Giani sdogana una formula che non si era mai sentita, in campagna elettorale: “conto molto”. Ovviamente, è una formula utilissima sulle infrastrutture: “conto molto sulla Tav di Firenze, conto molto sulla Tirrenica, conto molto sulla Darsena Europa di Livorno”. E che significa “conto molto?” Che è certo che saranno realizzate? Che si impegna a realizzarle? L'espressione utilizzata lascia, forse volutamente, gli interrogativi aperti.

Altra formula è il “pensare”. A quello siamo bravi tutti, più che a promettere se poi non si mantiene. Giani sui rifiuti: “non c'è necessità di pensare a nuovi termovalorizzatori”. Chissà magari si faranno lo stesso senza pensarci. Oppure c'è il buon vecchio “deve”, “devono”. “I campi rom -tuona Ceccardi- devono essere sgomberati tutti”. E anche qui si può chiedere: “quindi, li sgombererete tutti?”.

Ad ogni buon conto, e tenuto conto di tutto il difficile contesto, le promesse più chiare e nette sono state:

7) Giani: anche se ci sarà il passaggio a Ratp, “tutti i lavoratori delle compagnie di trasporto pubblico locale, manterranno il proprio posto”.

6) Giani: “la Toscana sarà la prima Regione a rispettare gli accordi di Parigi del 2016: il tutto nel contesto di un’economia circolare”.

5) Ceccardi: “Faremo tre termovalorizzatori per diminuire drasticamente la Tari che pagano i toscani, attualmente al terzo posto in Italia, dopo Liguria e Lazio”

4) Ceccardi: diminuire le tasse della Regione Toscana, “che sono aumentate dal 2% dal 2011 al 2019 del 2%, a differenza del Veneto che le ha abbassate”


3) Ceccardi: “la prima telefonata della mattina la farò a un sindaco, di qualsiasi partito”. Questa è a costo zero, in termini economici, ma sarebbe una svolta politica, visto che i sindaci del centrodestra dicono di non aver mai ricevuto telefonate da Rossi.

2) Giani: “bonus asili nido per tutti coloro che hanno un reddito familiare sotto i 40 mila euro”

1) Giani: gli ospedali toscani non saranno più depotenziati e ne avremo di nuovi, come a Livorno. 

Marco Bazzichi