"La Toscana rischia di essere divorata dalla mafia in silenzio"

Firenze: Calleri (Fondazione Antonino Caponnetto) lancia l'allarme assieme al sostituto procuratore nazionale antimafia Sirignano. "Il 2020 sarà un anno cruciale"


Nel 2020 cade il centenario della nascita di Antonino Caponnetto, e dunque l’anno appena iniziato sarà un anno di grosso impegno sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo per la Fondazione che prende il nome dal grande magistrato. Analisi e programma sono al centro di un incontro con la stampa tenuto oggi 3 gennaio proprio alla Fondazione Caponnetto che ha visto la presenza del sostituto procuratore nazionale antimafia Cesare Sirignano.

Salvatore Calleri (Presidente Fondazione Antonino Caponnetto), ha tra l'altro evidenziato quanto segue:


ANALISI ITALIA 2020

Il 2020 per la lotta alla mafia in Italia sarà un anno cruciale.
Il 2020 sarà l'anno in cui si verificherà l'effettiva volontà di combattere la mafia. Il 2019 ha visto la messa in discussione, de facto, del doppio binario e l'avanzata culturale dei pro mafia. Situazione bilanciata dall'ultima operazione della procura di Catanzaro che ha colpito i clan calabresi in modo duro.

Il doppio binario è stato messo in discussione con la sentenza della Cedu sull'ergastolo ostativo e la successiva sentenza della Corte Costituzionale sui permessi premio che hanno aperto la prima breccia nella nostra legislazione, ridando voce a chi intende rimettere in discussione l'intero impianto antimafia. La Fondazione Caponnetto teme che possano essere attaccati altri pezzi della normativa quali il 41bis, le interdittive alle imprese mafiose e altri strumenti importanti quali gli scioglimenti dei comuni per mafia. Il tutto senza che al momento si sia registrata una opportuna reazione ne da parte governativa ne da parte delle opposizioni, che non sono andate oltre a semplici dichiarazioni di contrasto e stupore oppure di sostegno alle sentenze.
Il tutto mentre la magistratura attraversa una crisi che non è stata mai così profonda.
Nel 2020 continueranno pure i tentativi di mascariamento. La Fondazione Caponnetto ovviamente si opporrà a tutto questo in ogni modo democratico smascherando i tentativi di cui sopra ed i mascariamenti.

IL PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’ PER IL 2020

Gli argomenti che la Fondazione Caponnetto tratterà nel 2020 saranno:

- agromafia, zoomafia (in appoggio alla LAV), rifiuti, porti.
- Verranno aggiornati/ultimati i report su Ostia, Massa Carrara, San Marino, Canada (guerra di mafia).
- Verranno effettuati dei vertici antimafia straordinari: il 22 febbraio a Semiana (Pavia), a metà marzo a Fabriano, il 19 luglio a Castelvetrano.
- E' confermato il vertice finale del 28 novembre a Bagno a Ripoli.
- Verrà trattato il tema degli Stati Uniti d'Europa a Napoli in un apposito vertice che si terrà probabilmente a giugno.
- Verrà portato avanti il progetto Tulipani Rossi per una politica innovativa.

ANALISI TOSCANA 2020
Nel 2020 i temi da toccare in Toscana saranno:
• la agromafia con una attenzione ai mercati, in primis di Firenze.
• la zoomafia (presentazione del rapporto LAV).
• i rifiuti.
• i traffici di droga nei porti con una attenzione su Livorno ed altri porti minori.
• la mafia nigeriana.
• la mafia cinese.
• la mafia albanese.
• le mafie italiane.
• le acquisizioni commerciali.

In relazione alla mafia nigeriana, in proposito c'è una relazione della DIA dalla quale si evince la presenza di numerosi gruppi mafiosi. Occorre verificare con la massima attenzione se tali gruppi operino pure in Toscana ed in particolare a Firenze.

A Firenze infatti i gruppi criminali nigeriani controllano già due aree trasformate in piazze di spaccio quali le cascine e la fortezza con una espansione probabile alla Stazione SMN. Si cerchi la presenza mafiosa senza timori di sorta.

In relazione alla mafia cinese che è storicamente presente sul territorio toscano con tanto di sentenza di cassazione, si assiste ad una sottovalutazione del fenomeno che sembra caduto nel dimenticatoio, ma non dobbiamo dimenticare che la mafia cinese del triangolo Firenze- Prato - Osmannoro comanda in Italia ed in parte dell'Europa.

In generale poi si registra una presenza invasiva, oltre ai sempre presenti gruppi italiani, della mafia albanese.

Nel 2020 occorrerà seguire poi con maggiore attenzione le acquisizioni commerciali a Firenze. Da nostre stime visive un buon 60% son da verificare in merito al riciclaggio di denaro sporco.

Il porto di Livorno, ma non solo, sarà un osservato speciale nel 2020. E' mai possibile che si ha paura ad affrontare la questione che se un porto è usato per i traffici internazionali di droga significa che è in parte controllato dall'organizzazione criminale ('ndrangheta) che lo usa per non mettere a rischio il proprio investimento.

Il mercato di Firenze ha avuto due episodi da attenzionare: nel 2017 un imprenditore locale si rivolgeva alla ‘ndrangheta per riscuotere un debito. Segnale bruttissimo; nell'aprile 2019 una rissa con spedizione punitiva. La questione va affrontata senza tabù.

In conclusione se nel periodo 2006 abbiamo coniato lo slogan "LA TOSCANA NON E' TERRA DI MAFIA MA LA MAFIA C'E'",
nel 2018 abbiamo coniato lo slogan "LA TOSCANA E' TERRA DI CRIMINALITA' ORGANIZZATA ED E' IN PARTE COLONIZZATA DALLA MAFIA",
per il 2020 lanciamo "LA TOSCANA RISCHIA DI ESSER DIVORATA DALLA MAFIA IN SILENZIO".

Sulla questione intervengono anche le forze politiche.

“Preoccupa quanto denunciato dal Procuratore capo di Firenze e guida toscana della Dda Giuseppe Creazzo. Preoccupa perché spesso crediamo che in Toscana non ci sia un fenomeno mafioso di cui preoccuparsi. Invece c’è eccome”, dichiara il deputato fiorentino di Italia Viva Gabriele Toccafondi. “La mafia in Toscana non spara e non fa attentati, perché le interessa tenere bassi in toni, per fare affari, investire, comprare, prestare denaro. Si mimetizza socialmente ed economicamente ma c’è, esiste. E deve preoccupare - prosegue - si sconfigge solo prendendone coscienza. In questa regione abbiamo tutti gli anticorpi per respingere tutte le mafie, italiane o straniere. È fondamentale che prosegua il lavoro educativo nelle Scuole, perché i ragazzi prendano coscienza delle istituzioni che le combattono e del lavoro investigativo e delle forze dell’ordine” , conclude Toccafondi

Redazione Nove da Firenze