La scomparsa di Luca Zeni, un ricordo degli amici

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Il presidente del 7 Bello per alcuni anni frequentò il Circolo Mondolfo e i pensieri tornano alla mente


Luca capitò al Circolo Mondolfo alla fine degli anni ’80. Credo fosse amico di qualcuno, ma ai tempi non c’era Facebook, la gente come noi era sempre a giro e capitava in quei posti.

Ricordo che giocava in una squadra di calcetto, spesso andavamo a vederlo al campo dell’Affrico, di punta avevano un ragazzo moro con la coda, un mancino tremendo: spostava la palla e faceva goal.

Per un anno fu anche il nostro mister, non voleva far giocare I’ Lucio perché aveva le scarpe rosse della Diadora, come George Weah.

Una volta eravamo sopra San Godenzo, non ricordo in che anno, ma di sicuro era il compleanno di Yaletto. Al ristorante avevo una trombetta che facevo suonare di continuo e poi la nascondevo nella tasca laterale dei pantaloni. Andai avanti per tutta la cena rompendo palle e timpani a tutto il ristorante, poi alla fine me la trovò e la gettò dalla finestra. Avremmo potuto litigare per quello, ma per fortuna non successe, e così per almeno un’altra volta.

Per due anni di fila mandò la stessa identica cartolina dalla Thailandia e - a proposito di anni - per circa un mese l’anno faceva un suo ramadan: dieta priva di alcol.

Ovviamente come presidente del 7 Bello, faceva tutte le trasferte della Fiorentina e visto che quell’anno eravamo in coppa Uefa, andò anche a Kiev. Dopo la partita si fece fare la firma dei giocatori sul passaporto, creando non pochi problemi alla frontiera e meno male che a controllare non c’era il colonnello Lobanovsky.

Dopo la caduta del Circolo ci perdemmo di vista, lo rividi un giorno che tornavo da pattinare, era fermo con una ruota bucata, mi fermai e lo aiutai a cambiarla.

Quest’anno l’ho rivisto tre volte, due di queste al Circolo di Viaccia di Prato. L’ultima eravamo al tavolo vicino, lui era con Giovanni. Parlammo un po’, ma purtroppo lui aveva il problema alle corde vocali ed io difficoltà a capire il labiale, così la conversazione fu breve ed un po’ imbarazzata.

Prima di andare via mi affacciai dalla terrazza che dà sulla corte interna del Circolo, ci incrociammo con lo sguardo. Non avrei ma immaginato che fosse stata l’ultima volta.

RIP in pace Luca, salutaci il Cams

Massimo Capitani