Rubrica — LifeStyle

La musica buona ci fa sentire meglio

Al via al Firenze Rocks il progetto “Ci sentiamo dopo”, promosso da Amplifon per informare giovani e appassionati sul legame tra musica, volume e benessere


È tempo di tormentoni estivi, buona musica e concerti all’aperto. Al Firenze Rocks 2019 (13-16 giugno, Visarno Arena) è anche il momento di sensibilizzare migliaia di giovani e di appassionati sulle insidie che una fruizione scorretta di musica può nascondere per il benessere uditivo. Nasce così il progetto “Ci sentiamo dopo”, promosso da Amplifon durante l’acclamato festival rock dell’estate, per far emergere l’importanza di salvaguardare il proprio udito e di ascoltare la musica responsabilmente.

Le stime indicano che oltre 1 miliardo di giovani tra i 12 e 35 anni siano a rischio di problemi di udito a causa dell’esposizione al rumore. Da non sottovalutare, inoltre, l’uso continuativo di auricolari per ascoltare la musica sui mezzi pubblici o per strada, con il volume che viene alzato sempre di più per mascherare il rumore di sottofondo.Proprio il legame poco conosciuto tra la musica troppo forte e il rischio di provocare danni o un precoce deterioramento dell’udito è al centro del progetto “Ci sentiamo dopo” di Amplifon: così durante la manifestazione musicale sarà possibile sottoporsi gratuitamente a un test dell’udito e saranno distribuite protezioni acustiche di ultima generazione che permettono di attenuare i rumori troppo forti senza dover rinunciare all’esperienza d’ascolto della buona musica. 

“Da Beethoven ai giorni nostri, la storia della musica è ricca di artisti di fama mondiale con problemi di udito”, racconta Mark Laureyns, Presidente della European Association of Hearing Aid Professionals (AEA) e membro del Safe Listening Group dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “Molti musicisti sono esposti al rischio di compromettere il loro strumento più prezioso: l’udito. La fruizione scorretta della musica è poi un pericolo soprattutto per migliaia di appassionati di tutte le età che ogni giorno ascoltano la musica preferita dal proprio device senza un’adeguata protezione”.


La prevenzione uditiva è ormai prassi in moltissimi paesi in Europa e negli Stati Uniti. L’impegno di un leader di mercato come Amplifon è quello di sensibilizzare ed educare sul tema, naturalmente nel suo paese “natale”, durante una delle manifestazioni concertistiche più importanti in Italia come Firenze Rocks. La valorizzazione del suono e di tutte le emozioni che racchiude, oltre al valore che il suono ha nella vita quotidiana di ognuno, è al centro della mission di Amplifon. Così, dopo aver calcato il palco rovente di Firenze Rocks, a settembre il progetto di edutainment “Ci sentiamo dopo” raggiungerà gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo livello, oltre 800 classi nelle principali città italiane.

Già nel 2015 l’azienda ha promosso il Rapporto internazionale “Coping with Noise”, che per la prima volta ha messo in luce come un eccesso di rumore possa aumentare di circa il 30% la probabilità di avvertire una qualche difficoltà uditiva, ma anche incrementare di quasi il doppio i casi di disturbi dell’umore, insonnia, difficoltà di concentrazione e mal di testa.

Amplifon è da tempo in prima linea nella sensibilizzazione della popolazione e dei più giovani. Nel 2018, ad esempio, ha partecipato al Sónar+D di Barcellona - il congresso internazionale della creatività che si svolge in concomitanza con il famoso festival musicale d’avanguardia – e ha promosso una competizione creativa per esplorare forme innovative di esperienza d’ascolto.

Redazione Nove da Firenze