Crisi economica post-covid: la mobilitazione dei lavoratori

Domani il trasporto pubblico locale davanti all'Ataf e il Movimento Nazionale Infermieri, alle ore 10:00 in Piazza Duomo. Martedì (alle ore 11:00) l'Usb davanti alla Regione Toscana


La crisi sanitaria ha fatto venire alla luce l'estrema vulnerabilità di tanta parte della popolazione che da anni vive di redditi precari e che si è trovata fin da subito completamente sprovvista di forme di tutela del reddito. I provvedimenti del governo hanno coperto solo in piccola parte chi lavora con contratti precari. Da metà giugno però anche chi ha potuto godere di un ammortizzatore sociale come la Cig o il Fis (ammesso che lo abbia effettivamente percepito) si ritroverà completamente scoperto, perché le 14 settimane previste dai Decreti saranno terminate, mentre si avvicina la data quando le imprese potranno tornare a licenziare.

Manifestazione lunedì 15 giugno 2020 alle ore 10:00 in piazza del Duomo del Movimento Nazionale Infermieri, gruppo apartitico e a-sindacalista, dopo l’emergenza #covid19, che scende in piazza per il riconoscimento dei diritti degli infermieri e delle infermiere, per la riforma della struttura della scienza Infermieristica e riallineamento del sistema sanitario nazionale ai bisogni del cittadino.

“E’ mancato il riconoscimento economico agli operatori sanitari ma ancor di più è mancato e manca un pensiero riformatore per l’ammodernamento culturale di un sistema immobile da decenni. In occasione dell’apertura degli Stati Generali dove si progetterà la ripresa dell’economia italiana, molti attori istituzionali, sindacati ed associazioni verranno ascoltati e verrà stilato il programma per la ripartenza -si legge nel documento di convocazione- A gran voce il Movimento Nazionale Infermieri chiede che vengano inclusi le professioni infermieristiche nello strumento Cura Italia. Si attende che oltre alle parole ci siano i fatti, si aspetta che vengano mantenute le promesse e venga seguita la linea di coerenza e coraggio che finora ha contraddistinto questo Governo come nelle drastiche scelte durante la pandemia. Auspica che la sanità italiana, i cittadini italiani e gli infermieri non vengano nuovamente traditi e dimenticati”.

Domani un altro presidio si tiene davanti all’ingresso del deposito ATAF di Viale dei Mille (alle ore 10.00). Le rivendicazioni sindacali rigettano le proposte delle aziende di trasporto di riduzioni salariali a seguito della crisi innescatasi con la pandemia.

"Non è possibile che i lavoratori siano sempre chiamati a pagare problemi che non sono stati loro a creare. La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario va inoltre nella giusta direzione perchè redistribuisce la ricchezza e favorisce la creazione di posti di lavoro -interviene Tiziano Cardosi (Potere al popolo!)- La richiesta di fermare le privatizzazioni e di ripubblicizzare le imprese di trasporto pubblico sono nell’interesse generale, di tutta la popolazione, che ha diritto ad una mobilità efficiente, non inquinante, che sia risposta efficace all’eccessivo traffico privato che crea problemi ambientali e di mobilità soprattutto nelle grandi città. Trasporto pubblico deve voler significare un servizio utile alle persone che ne sono le reali proprietarie, cioè i cittadini con i cui soldi sono state create le aziende del settore. La crisi innescata dalla pandemia sta mettendo a nudo la fragilità e insostenibilità di un sistema basato sulle privatizzazioni, che cozzano inevitabilmente con gli interessi di tutti. Serve un ritorno al pubblico."

L'Unione Sindacale di Base di Firenze convoca i lavoratori martedì 16 giugno (alle ore 11:00) in Piazza Duomo, davanti alla Regione.

"L'esigenza di una misura universale di reddito che salvaguardi milioni di lavoratori è quindi sempre più pressante, eppure la gran parte delle risorse stanziate dai decreti governativi sono state concentrate sulle grandi imprese -si legge nel comunicato dei sindacati- Mentre le misure approvate per alleviare le difficoltà della parte più debole della popolazione come i bonus spesa o il cosiddetto reddito di emergenza, sono state irrisorie e sottoposte ad una tale quantità di condizionalità da renderle in gran parte irraggiungibili. Niente è stato previsto per tariffe e bollette per i cittadini come invece è stato fatto per le imprese . Nessun provvedimento strutturale per quanto riguarda le politiche abitative e in generale a favore di quei lavoratori che, a causa della crisi, hanno avuto difficoltà per pagare mutui e affitti. Anche in questo caso tra una manciata di settimane scadrà il blocco delle esecuzioni di sfratto, cosa succederà dopo è facilmente intuibile. Diventa quindi sempre più urgente una campagna di mobilitazione che riesca ad imporre un’inversione di tendenza. Per fare ciò è necessario un intervento diretto proprio di tutti quei soggetti e di quei settori del lavoro che questa crisi la stanno pagando in prima persona. Lavoratori e lavoratrici ormai consapevoli che senza dei provvedimenti strutturali saranno ancora loro ad essere colpiti nel prossimo futuro".

Redazione Nove da Firenze