Rubrica — Spettacolo

"Piccola Patria": l'incredibile storia della Repubblica di Cospaia

Un lembo di terra di 2 km tra Toscana e Umbria fu indipendente dal 1440 al 1825 per un errore di tracciamento dei confini. Domenica 22 settembre al teatro Manzoni di Calenzano lo spettacolo di Franchi e Ricci ripercorre questa vicenda curiosa e poco nota


La frammentazione in piccole patrie è uno dei fenomeni del nostro tempo: tendiamo a pensare che i lontani organismi nazionali e sovranazionali non siano in grado di comprendere i nostri bisogni. Così, prendono corpo le idee di localissimi staterelli, basati su diffidenze e antiche rivendicazioni sovraniste.


“Piccola Patria” è il nuovo spettacolo di Lucia Franchi e Luca Ricci in programma domenica 22 settembre (ore 21,30) al Teatro Manzoni di Calenzano (Firenze) nell’ambito della rassegna Avamposti organizzata dal Teatro delle Donne. In scena Simone Faloppa, Gabriele Paolocà e Gioia Salvatori, regia di Luca Ricci.

Gli autori si sono ispirati alla vicenda della Repubblica di Cospaia, situata tra la Toscana e l’Umbria: un lembo di terra lungo 2 km e largo 500 metri che fu Repubblica indipendente dal 1440 al 1826, a causa di un errore di tracciamento dei confini da parte dei geografi della Repubblica di Firenze e dello Stato Pontificio. Per anni quella striscia di terra, che non doveva pagare tasse a nessuno, senza esercito, né carceri, ha conservato uno spirito indipendentista pieno di diffidenze verso l’esterno.

La vicenda si sviluppa su tre giorni: il giorno antecedente, il giorno stesso e quello successivo al referendum in cui si chiede agli abitanti se vogliono staccarsi dall’Italia e proclamare di nuovo l’indipendenza della loro antica Repubblica.

Il vorticoso climax fa emergere le contraddizioni individuali, familiari e sociali, che si palesano nella relazione tra i tre protagonisti. Quando si rompe qualcosa, altre lacerazioni si vengono a creare incidentalmente, e ogni frattura ne porta altre, sia nei rapporti tra le persone, sia interni alle persone stesse.

Uno spettacolo teso che riflette su uno dei fenomeni del nostro tempo: la frammentazione in piccole patrie e l’incapacità della politica di dare risposte alle reali necessità dei cittadini.

“Raccontiamo questa storia, attraverso i personaggi di Caterina, Corrado e Lorenzo – spiegano Lucia Franchi e Luca Ricci - ognuno di noi è complesso, è il buono e il cattivo a seconda dei ruoli che ha e dei momenti che attraversa. Non vogliamo prendere parte per nessuno. Li capiamo tutti e tre, e li rispettiamo, anche se non condividiamo le scelte di nessuno di loro”.

Biglietti da 5 a 13 euro. Prevendite nei punti Box Office Toscana e online su Ticketone. Info e prenotazioni tel. 335.1002886 / 055.8877213 - www.teatrodelledonne.com.

Redazione Nove da Firenze