La battaglia Figc contro il razzismo nel calcio parte da Firenze

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Il presidente Gravina a Coverciano: "Basta con le discriminazioni, questa è una sfida da vincere a tutti i costi". Il ministro Fioramonti: "Serve uno scatto di orgoglio, va rinnegata ogni tentazione all'intolleranza". Nuovi progetti per le scuole. Il ct Mancini: "Aiutate sempre chi è in difficoltà"


(DIRE) Firenze, 3 dic. - La battaglia al razzismo "è un tema che sta a cuore a tutti. Non solo al razzismo, ma a qualsiasi forma di discriminazione. Siamo convinti che sia una lotta da vincere a tutti i costi", perché razzismo e discriminazione rappresentano "l'esatto opposto del valore del calcio". Lo spiega il presidente della Figc Gabriele Gravina, a margine della presentazione dei progetti formativi lanciati dalla Figc nel centro tecnico di Coverciano, a Firenze. "Il calcio è inclusione, partecipazione, coinvolgimento e non possiamo tollerare che la sua dignità" e quella "dello sport italiano, possa essere infangata o contaminata da questi quattro beceri che la domenica offendono". In questo, prosegue, "devo ringraziare il ministro Spadafora, che è davvero sempre molto attento, ci fa alzare il livello di guardia" e "ci coinvolge costantemente su una esigenza costante: quella di combattere qualunque forma di esclusione dal mondo del calcio, ma soprattutto qualunque forma di razzismo".

"E' fondamentale che la scuola e il mondo dello sport si uniscano in una visione, in una narrazione diversa" per una "società inclusiva", perché "il razzismo e l'intolleranza diventano sempre più forti dove ci sono divisioni e paure. Il calcio, che è lo sport più popolare del mondo, abbia uno scatto di orgoglio forte e rinneghi qualunque tentazione all'intolleranza e al razzismo, che rischia addirittura di pregiudicarne la sua bellezza", chiede il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, sempre a margine della presentazione dei progetti formativi lanciati dalla Figc nel centro tecnico di Coverciano. "Fare tornare i ragazzi e le ragazze a praticare lo sport, anche e soprattutto il calcio nelle scuole, secondo noi significa dare un colpo forte a qualunque voglia di intolleranza in questo Paese", conclude.

Il nuovo progetto didattico-sportivo dedicato alla scuole medie si chiama "Tutti in Goal". Si tratta di un torneo di calcio a 5 con squadre composte da ragazzi e ragazze, in cui i team iscritti (procedura aperta fino al 20 dicembre) dovranno organizzarsi come delle vere e proprie società sportive. Cosi', partendo dalla strutturazione del proprio organigramma "ogni studente sara' coinvolto attivamente ed avrà la possibilità di riflettere sull'importanza del lavoro di squadra", si spiega dal ministero e dalla Federazione italiana gioco calcio. La seconda iniziativa promossa, "Ragazze in Gioco", è finalizzata invece alla promozione del calcio femminile: un torneo di calcio a 5 ma con squadre formate solo da studentesse. 

Oltre al ministro e al presidente della Figc, Gabriele Gravina, presente al lancio delle attività anche il Ct azzurro, Roberto Mancini: "Essere qui è un piacere. Ai ragazzi dico che oggi sono il Ct e ho allenato grandi club, ma mi manca avere la vostra età. Mi manca la scuola, le partite con gli amici, con la squadra della scuola. Insieme alla famiglia sono state le componenti per crescere bene". Il mister, quindi, si rivolge ai giovani e dice: "Non escludete nessuno, aiutate chi è in difficoltà e divertitevi". Al tavolo anche il viceministro all'Istruzione, Anna Ascani: "Il progetto 'Tutti in Goal' riguarda tutta la classe. Come si costruisce una squadra, come si tiene insieme una squadra, tutti i ragazzi e le ragazze delle scuole medie, cos'è una società sportiva".

Redazione Nove da Firenze