Isolotto: crollata la briglia sull'Arno

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Sopralluogo dell'assessora regionale Monia Monni: "Avevamo già previsto un intervento dal prossimo mese ma, data la situazione, abbiamo contattato la ditta individuata per anticipare i lavori". Stella (FI): "Complimenti ai Consorzi di Bonifica...". Antonella Bundu e Dmitrij Palagi (SPC Comune) e Filippo Zolesi (SPC Q4), Lorenzo Palandri (SPC Q2), Giorgio Ridolfi e Francesco Torrigiani (SPC Q1): “L’ennesimo segnale di un diverso approccio necessario per il fiume”


Firenze, 12 febbraio 2021- Questa mattina è crollata la briglia sull’Arno in zona Isolotto, a Firenze.

"Appena ricevuta la notizia - commenta l'assessora regionale Monia Monni - sono andata immediatamente sul posto per un sopralluogo con i nostri tecnici". La briglia è un'opera di ingegneria idraulica posta trasversalmente all'alveo in cui è fondata. L’accesso all’area - prosegue Monni - è interdetto per permettere il monitoraggio adeguato rispetto all’evolversi della situazione e garantire la sicurezza dei cittadini. A partire dal pomeriggio verrà predisposta una torre faro per continuare a monitorare la situazione anche durante la notte. Avevamo già previsto un intervento sulla briglia dal prossimo mese, ma, data la situazione, abbiamo contattato la ditta individuata per anticipare i lavori".

"A cosa servono i Consorzi di bonifica? Da anni diciamo che la tassa sui Consorzi di bonifica è ingiusta, non ha senso continuare a mantenere carrozzoni simili per ritrovarci in queste situazioni. Vigiliamo e continueremo a vigilare sull'effettiva operatività di questi enti". Così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, commenta il cedimento di una pescaia sull'Arno vicino alle Cascine.

"Oltre 20 metri di pescaia sull'Arno, a Firenze, sono crollati. Che dire? Complimenti ai Consorzi di Bonifica... Tutte le volte che abbiamo contestato i bollettini inviati dai Consorzi ai cittadini, ci veniva risposto che quelle imposte erano assolutamente necessarie per la manutenzione di fiumi, torrenti e corsi d'acqua. Bel risultato, non c'è che dire". Così Marco Stella, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, commenta la vicenda.

“Non sappiamo ancora le cause, però – spiegano Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune in Consiglio comunale con Filippo Zolesi di SPC al Quartiere 4, Lorenzo Palandri di SPC al Quartiere 2 e Giorgio Ridolfi e Francesco Torrigiani di SPC al Quartiere 1 – i dati delle portate non sono fuori norma, quindi l’assenza di portate di piena o di improvvisi aumenti dei volumi ci porta a rinnovare preoccupazione per lo stato di tutte le strutture legate all’Arno, come le briglie e gli argini. Nel 2020 abbiamo denunciato l'assenza di attenzione del Comune nei confronti degli allarmi lanciati dall’Università di Firenze, in relazione a una situazione che poi ha determinato il crollo di Lungarno Diaz. Stamani ci siamo recati direttamente sul posto del crollo per capire cosa stava succedendo, prendendo atto della serietà dell’episodio.

Si prevede un aumento delle portate nei prossimi giorni, quindi non possiamo assolutamente passare sotto silenzio la situazione. Le briglie mantengono l’altezza dell’acqua stabile e a poche ore dal crollo il calo del pelo libero è piuttosto considerevole; questo – proseguono Bundu, Palagi, Zolesi, Palandri, Ridolfi e Torrigiani – potrebbe essere un problema in quanto gli argini e i muretti nel tratto antecedente sono stati progettati per avere una stabilità proprio grazie all’equilibrio tra le pressioni dell’acqua e del terreno che contengono, chiediamo quindi un intervento urgente e un controllo forte sulla stabilità e lo stato di manutenzione degli argini e muretti presenti in loco.
Guardano alla situazione generale invece ci chiediamo: sta mancando la manutenzione? Non è giunto il momento di un modo diverso di agire sull'Arno e di ripensare il rapporto della città con il suo principale fiume? Il rapporto con il territorio non ha bisogno di colate di cemento e investimenti su singole opere.

Occorre investire sulla sicurezza della città e progettare un adeguato rapporto tra natura e tessuto urbano, con una centralità indispensabile dei flussi d’acqua.
I cambiamenti climatici – concludono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – non sono un'emergenza sulla carta, ma una realtà concreta di cui occorre tenere conto. Nessuna leggerezza e nessun ritardo sono concessi. Ma siamo convinti che sia anche insufficiente quanto è già previsto. Un dibattito pubblico, coinvolgendo la comunità scientifica e quella accademica, non è rimandabile”.

Redazione Nove da Firenze