Dopo due settimane di manifestazioni costate centinaia di morti e un blackout di internet quasi totale durate quattro giorni, il regime iraniano tenta di ripristinare il controllo sul Paese, mentre crescono le minacce di un’azione da parte degli Stati Uniti. Intanto al Parlamento europeo è stato interdetto di entrare ai diplomatici iraniani a causa della brutale repressione dei manifestanti da parte di Teheran.
Accolto con entusiasmo all'ultima Mostra di Venezia, arriva al cinema Astra di Firenze, in anteprima toscana domenica 18 gennaio alle ore 16.00, Divine Comedy, il nuovo film di Ali Asgari, tra le voci più apprezzate del cinema iraniano di oggi, che però, data la situazione attuale in Iran, è rimasto bloccato nel suo Paese e non potrà essere presente come previsto alla proiezione. Asgari risulta irraggiungibile da diversi giorni. Tramite un messaggio recapitato a uno dei coproduttori, ha fatto sapere che sta bene e in salute.
Regista dissidente e fortemente critico con il regime, autore di film girati in patria illegalmente, già per Kafka a Teheran Asgari non poté raggiungere l'Italia per la sospensione del passaporto da parte del governo. Il distributore Teodora Film e Zoe Films, che ha coprodotto il film per l'Italia, hanno espresso “una piena solidarietà ad Ali e al popolo iraniano, che sta pagando un prezzo altissimo in questi giorni di proteste”. Solidarietà a cui si unisce anche la Fondazione Stensen, che ha organizzato la proiezione all’Astra.
Il film racconta la storia di Bahram, un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.
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“Divine Comedy è un film profondamente realistico, ma che usa la forma cinematografica per evidenziare l'assurdità del mondo che ritrae – ha detto il regista Asgari - Il suo obiettivo è raccontare la statica e soffocante burocrazia iraniana in cui è intrappolato il protagonista, un regista quarantenne la cui intera filmografia si è vista negare il permesso di proiezione dal Ministero della Cultura. Il pubblico si ritrova così a sperimentare la routine della censura in tempo reale e la staticità delle inquadrature riflette l'immobilità del sistema stesso, che si rifiuta di cambiare e intrappola i cittadini in un ciclo di attesa, suppliche e negoziazioni.
L'umorismo del film nasce in gran parte dall'assurdità dell'oppressione stessa. I rigidi e complicati processi di censura e di controllo statale diventano così illogici da crollare sotto le loro stesse contraddizioni. I protagonisti, anziché reagire con un’aperta ribellione, affrontano queste assurdità con un'arguzia e un sarcasmo silenziosi e consapevoli. L'umorismo qui è un meccanismo di sopravvivenza, uno strumento per resistere in un ambiente in cui la sfida aperta comporta conseguenze pericolose”.
“È grave che a un regista come Ali Asgari venga impedito di lasciare il proprio Paese e di partecipare liberamente alla presentazione della sua opera. Quanto sta accadendo è l’ennesimo effetto della durissima repressione in atto in Iran” Così l’assessora regionale Cristina Manetti interviene sulla notizia del blocco in patria del regista iraniano dissidente Ali Asgari, atteso domenica 18 gennaio a Firenze per la proiezione del suo film Divine Comedy al cinema Astra.
“Noi siamo, senza ambiguità, dalla parte dei diritti e della libertà – prosegue Manetti – e continueremo a mobilitarci, fino a quando servirà, per sostenere chi viene colpito per il solo fatto di esprimersi liberamente”. “Ogni forma di comunicazione va protetta – aggiunge l’assessora – e il cinema è sicuramente una delle più potenti. Colpire un artista, impedirgli di viaggiare e di incontrare il pubblico significa colpire la libertà di espressione e il diritto fondamentale alla cultura”.
“Esprimo piena solidarietà ad Ali Asgari e al popolo iraniano, che da tempo sta pagando un prezzo altissimo per le proteste e per la richiesta di diritti, libertà e dignità. La comunità internazionale non può restare in silenzio di fronte a tutto questo”.
L'assessora ha ricordato che da stamani è di nuovo esposto lo striscione per la protesta iraniana, con i volti delle vittime e dei condannati a morte dal regime. Non solo: lo striscione della libertà accompagnerà la Toscana in tutte le principali fiere del libro in giro per l’Italia: “La Toscana rinnova l’impegno a fianco delle donne, degli uomini e dei giovani iraniani nella loro battaglia per i diritti e la libertà”.
Acli, Cisl e Mcl della Toscana si fanno una sola voce per chiedere il rispetto dei diritti civili e per condannare ogni forma di repressione e di violenza. Al tempo stesso denunciano i pesanti e crudeli bombardamenti russi in Ucraina contro la popolazione civile per fiaccarne la resistenza. Un'altra drammatica pagina della aggressione della Russia di Putin ad un Paese libero e sovrano.
I movimenti di protesta in Iran e le risposte del regime che ha isolato il Paese dal resto del mondo e ricorre all’intollerabile uso della forza contro civili inermi, motivano ulteriormente Acli, Cisl e Mcl ad un percorso comune per stimolare la più ampia riflessione e tutte le possibili iniziative legate ai temi di libertà, giustizia, non violenza, pace e dignità umana, che valgono per l'Iran come per qualunque altro paese e popolo che vedono negati o minacciati questi valori irrinunciabili.
Acli, Cisl e Mcl della Toscana si rivolgono alle loro strutture periferiche, agli iscritti, ai simpatizzanti e a tutte le espressioni della società civile perché attraverso l’organizzazione di incontri pubblici, la promozione di assemblee e l’osservanza di momenti di solidarietà e silenzio per tutte le vittime innocenti, in aule, luoghi di lavoro e sedi istituzionali, si dia luogo a una ben più forte mobilitazione civile.
A destare particolare preoccupazione in Acli, Cisl e Mcl è soprattutto la situazione in Iran con le proteste della popolazione che hanno portato alla rinascita di un movimento di opposizione al sistema teocratico e oppressivo a cui le autorità hanno risposto con l’uccisione e l'arresto di un gran numero di manifestanti. Questi ripetuti e diffusi episodi, già denunciati da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani, rendono dunque urgente una presa di posizione chiara da parte della società civile e delle istituzioni democratiche a ogni livello, con particolare riguardo al parlamento, al governo, alle forze politiche, sociali e sindacali.
Per Acli, Cisl e Mcl la richiesta di libertà e dignità che arriva dalle piazze iraniane riguarda tutti: difendere i diritti civili significa non restare indifferenti e costruire occasioni di consapevolezza nelle nostre comunità, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, anche attraverso piccoli ma simbolici gesti e una convinta solidarietà nei confronti di chi chiede pace, giustizia e libertà.