Almeno 192 manifestanti sono stati uccisi in Iran nel più grande movimento di protesta contro la Repubblica islamica degli ultimi tre anni, ha dichiarato domenica un’organizzazione per i diritti umani, mentre aumentano gli avvertimenti secondo cui le autorità starebbero compiendo una “strage” per soffocare le manifestazioni.
Sulla facciata di Palazzo Strozzi Sacrati è nuovamente esposto lo striscione per la protesta iraniana, con i volti delle vittime e dei condannati a morte dal regime. Non solo: lo striscione della libertà accompagnerà la Toscana in tutte le principali fiere del libro in giro per l’Italia.
Ad annunciarlo sono il presidente Eugenio Giani e l’assessora alla cultura e alle pari opportunità Cristina Manetti, rinnovando l’impegno della Toscana a fianco delle donne e dei giovani iraniani nella loro battaglia per i diritti e la libertà.
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«La Toscana – sottolinea il presidente Eugenio Giani – rinnova un messaggio chiaro e inequivocabile di solidarietà e di impegno civile. I diritti umani, la libertà e la dignità delle persone non conoscono confini: far viaggiare questo striscione significa tenere viva l’attenzione e la coscienza collettiva su una battaglia che riguarda tutti».
«Lo striscione per la libertà delle ragazze iraniane – dichiara Cristina Manetti – tornerà sulla facciata del nostro palazzo regionale. Siamo e saremo al fianco della battaglia delle giovani e dei giovani in Iran, perché la libertà di una vale la libertà di tutte noi. La Toscana delle donne prosegue il suo cammino di sostegno alla lotta contro un regime oppressore».
«Porteremo questo striscione – prosegue Manetti – in tutte le fiere del libro, da Testo a Firenze al Salone di Torino fino a Pisa, perché si sappia che la Toscana lotta e lotterà sempre per i diritti e per la libertà. Sarà il nostro modo per rifiutare ogni forma di istituzionalizzazione della violenza. Sempre e comunque: Donna, Vita, Libertà».
I consiglieri metropolitani del Centrodestra e di Civici per il Cambiamento Alessandro Scipioni, Claudio Gemelli, Gianni Vinattieri e Vittorio Picchianti, esprimono la loro piena e convinta solidarietà al popolo iraniano, "da anni vittima di un regime teocratico che nega libertà fondamentali, diritti civili e dignità umana".
"Siamo al fianco di un popolo che chiede libertà, giustizia e autodeterminazione", dichiarano i consiglieri. "Condanniamo senza ambiguità la violenza brutale di una teocrazia criminale che soffoca nel sangue ogni aspirazione democratica e reprime il dissenso con il terrore".
Secondo i consiglieri, la crisi iraniana è il risultato di un fallimento profondo e strutturale: "L'Iran è piegato da una grave crisi economica e sociale, causata da una classe dirigente ideologizzata che antepone la dottrina alla vita umana. Le richieste che arrivano dalla società iraniana non sono solo economiche, ma riguardano riforme, libertà individuali e diritti universali".
"La causa del popolo iraniano non è una battaglia locale, ma una questione che riguarda tutta la comunità internazionale", concludono Scipioni, Gemelli, Vinattieri e Picchianti. "Difendere la libertà e opporsi a ogni forma di regime liberticida è un dovere morale e politico. Non si può restare indifferenti di fronte a chi lotta pacificamente per un futuro democratico".