Inso e Sof: domani sciopero e presidio a Firenze

Il deputato fiorentino Toccafondi: "600 posti a rischio, subito il tavolo al Mise". Bekaert: aperto a Figline ufficio della Regione per seguire la vertenza. KME, quasi il 90% dei lavoratori approva l'accordo. Saisi (UILM): "Un grande risultato che è anche un riconoscimento al lavoro svolto dal sindacato".


Firenze, 14-11-2018- Per domani giovedì 15 novembre sono in programma uno sciopero e un presidio, dalle 10 alle 13, sotto le sedi di Inso e della controllata Sof (entrambe guidate dal gruppo Condotte ora in amministrazione straordinaria) tra via Giovanni del Pian dei Carpini e via Panciatichi a Firenze (gli edifici sono adiacenti). L'iniziativa, indetta dalle Rsu e che vedrà la partecipazione di Fiom Cgil-Fillea Cgil e Fim Cisl-Filca Cisl Firenze, mira - vista la situazione di crescente incertezza - all’apertura di un tavolo al Mise dedicato alle due società.

“I lavoratori di Inso Sof hanno deciso di scioperare e manifestare in difesa del proprio lavoro e del futuro delle proprie famiglie. Io sono al loro fianco perché hanno diritto a che il Governo non si volti dall'altra parte, ma che sia subito convocato, come chiedono le Rsu, un tavolo al Mise” così il deputato Gabriele Toccafondi si schiera a sostegno della mobilitazione dei lavoratori di Inso e Sof, le due imprese toscane che rischiano di essere coinvolte dalla crisi della controllante Condotte finita in amministrazione controllata. “Su questa vicenda – spiega Toccafondi – avevo già presentato a ottobre una interrogazione al Governo e ai ministro competenti spiegando che si sta mettendo a rischio il futuro di 600 famiglie ed anche un enorme patrimonio di competenze, professionalità e capacità. Si stanno soffocando, perché manca l'ossigeno alla controllante Condotte spa, due imprese che, come ricordano giustamente i sindacati, hanno in portafoglio parecchie commesse in tutto il mondo e i cui bilanci sono in attivo”. “Per questo chiedevo e torno a chiedere al Governo di muoversi e di farlo in fretta perché qui c'è da non far morire due aziende in salute che hanno competenze che tutto il mondo ci invidia. Farle morire sarebbe non solo un delitto contro i lavoratori ma anche un regalo ai concorrenti stranieri e un danno al presente e al futuro dell'Italia” conclude Toccafondi.

E' aperto da stamani, al terzo piano del municipio di Figline, l'ufficio che la Regione Toscana ha attivato per seguire da vicino tutte le fasi della reindustrializzazione Bekaert a seguito dell'accordo tra istituzioni, azienda e sindacati avvenuto nella notte tra il 2 e 3 ottobre al Ministero dello Sviluppo economico. In quell'accordo, oltre all'applicazione della cassa integrazione per cessazione, si prevede tutta una serie di attività per mantenere produttivo il sito di via Petrarca, con l'obiettivo primario di mantenere posti di lavoro sul territorio. Per questo, lo scorso ottobre la Giunta regionale - con una delibera proposta dal presidente della Regione Enrico Rossi – ha deciso per l'istituzione di un presidio che avrà sede in un locale messo a disposizione dal Comune di Figline e Incisa Valdarno. Obiettivo del presidio è quello di garantire un intervento tempestivo nel favorire e accompagnare il rilancio produttivo, mantenendo uno stretto contatto con istituzioni, organizzazioni sindacali e gruppi imprenditoriali eventualmente interessati ad investire sul territorio.

"Un segnale concreto di attenzione a lavoratori, sindacati, istituzioni ed imprese del territorio correlate al sito della Bekaert ed anche un riferimento operativo per i prossimi passaggi della vertenza". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha sintetizzato il significato dell'apertura dell'ufficio della Regione Toscana nel municipio di Figline-Incisa. "In questi mesi – ha proseguito - la Regione è sempre stata a fianco dei lavoratori, ma con questo ufficio vogliamo fare qualcosa di più: "accorciare le distanze" con una presenza diretta e continua sul territorio per prendere in carico in maniera attiva il processo di reindustrializzazione. Questo presidio istituzionale sarà punto di riferimento per le azioni volte a favorire l' attrazione di nuovi investitori. con l'obiettivo finale di giungere al ricollocamento di tutti i lavoratori".

"Abbiamo accolto fin dall'inizio con positività l'istituzione di questo presidio sul territorio – ha commentato Giulia Mugnai, sindaco di Figline-Incisa – è il segno evidente e concreto che le istituzioni ritengono non ancora conclusa la vertenza. Anzi, la reindustrializzazione del sito produttivo e la salvaguardia dei 318 posti di lavoro (più quelli dell'indotto) sono sempre stati i nostri obiettivi principali, perché tutelare oggi quei posti di lavoro significa preservarli anche per chi si affaccerà sul mondo del lavoro domani. Ringraziamo quindi la Regione per questo gesto concreto di vicinanza. Noi, come Comune, continueremo a seguire la vertenza e forniremo tutto il supporto necessario".

I Lavoratori della KME Italy e EM Moulds chiamati ad esprimersi in un referendum nelle giornate del 12 e 13 novembre, hanno approvato, a larghissima maggioranza, l’ipotesi di accordo firmata il 22 ottobre tra l’azienda e OO.SS. Alta l’affluenza alle urne, infatti su 551 lavoratori aventi diritto, i votanti sono stati 453 pari ad una percentuale dell'82,21%, così ripartiti: i SI sono stati 401 (88,52%), i NO 44 (9,7%,) le schede bianche 7, le nulle 1. L’accordo prevede una durata triennale, che va in continuità con gli accordi firmati a giugno e ottobre del 2016 e ha l’obbiettivo di dare un definitivo rilancio allo stabilimento e un ritorno alla piena occupazione. Entrando nello specifico, l’Intesa prevede un piano industriale dove oltre alla piattaforma “Waste to Energy” conferma che il core business dell’azienda rimane la metallurgia, con investimenti mirati sulle linee di fusione e di colata, il miglioramento degli impianti già esistenti e la ripresa dell’attività di ricerca e sviluppo in ambito metallurgico; questi aspetti sono le basi fondamentali per cercare di agganciare una definitiva ripresa. Un’azienda che non investe e non fa ricerca è destinata alla chiusura. Questo piano è parallelo con quello già presentato e approvato il 05 luglio a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico e il 20 agosto sempre a Roma al Ministero del Lavoro in occasione della richiesta di proroga degli ammortizzatori sociali.Riguardo alla gestione del personale, dà ampie garanzie occupazionali, perché nessun lavoratore verrà licenziato e sulla gestione degli ammortizzatori sociali si andrà in continuità con le modalità utilizzate dal 2016 ad oggi; quindi per quei lavoratori direttamente operanti in aree produttive saranno utilizzati criteri di rotazione, mentre per quelli oggi al massimo degli ammortizzatori sociali si prevede che entro i primi tre mesi del 2019 rientrino all’interno del perimetro aziendale con mansioni non inerenti all’attività produttiva, con l’impegno da parte nostra che nel più breve tempo possibile rientrino nel ciclo produttivo. Proseguirà inoltre l’attività di collaborazione con i comuni della Valle del Serchio e Garfagnana. Viene riconfermato il premio di risultato con il solito impianto incentivante dell’accordo del 2016 che già nel 2017 ha portato all’erogazione economica di una parte del premio. In questo referendum ai lavoratori sono state date due schede, oltre all’accordo sono stati chiamati ad esprimersi sul welfare aziendale e cioè se continuare ad avere 500 euro in Benefit o avere il corrispettivo lordo in Busta paga a tassazione piena. Anche su questo quesito i lavoratori quasi con le medesime percentuali dell’accordo hanno espresso di continuare con l’erogazione del premio in Flexble Benefit.

"Siamo molto soddisfatti dell’esito del referendum e ringraziamo tutti i lavoratori per la partecipazione.
Riteniamo che questo accordo getti le basi per garantire la ripresa produttiva e le garanzie occupazionali di questo importante gruppo in Italia dopo una lunga fase critica. L’intesa prevede anche una commissione congiunta al fine di monitorare l’andamento aziendale e favorire relazioni industriali partecipative. Sarà nostro compito verificare costantemente la situazione al fine di garantirne l’applicazione" commenta Massimo Braccini, Coordinatore nazionale Fiom Gruppo Kme.

"Ci auguriamo che anche le istituzioni politiche del territorio tengano in considerazione l'esito del voto e l'espressione dei lavoratori emersa dalle urne, perché ultimamente sono stati coinvolti in battaglie ideologiche e hanno trascurato gli aspetti che riguardano il lavoro e lavoratori della KME Italy -commenta Giacomo Saisi, Segretario Responsabile UILM Area Nord ToscanaSi votava anche nello stabilimento di Serravalle Scrivia e nella sede direzionale di Firenze, anche in queste sedi l’esito del voto è stato positivo, quindi l’ipotesi diventa accordo e a tutti gli effetti esecutivo, pertanto siamo soddisfatti del risultato raggiunto, che ci permette di guardare al futuro con un po’ più di ottimismo".

Redazione Nove da Firenze