INPS: 1.200 famiglie in difficoltà con ibandi Home Care Premium

A rischio la cura a lungo termine dei familiari deboli in Toscana

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 Gennaio 2026 20:51
INPS: 1.200 famiglie in difficoltà con ibandi Home Care Premium

Esiste un "limbo prestazionale" nel cuore del sistema di protezione sociale italiano, dove il rigore del cittadino non incontra la puntualità dello Stato. In Toscana, circa 1.200 famiglie, vincitrici dei bandi INPS per l’assistenza domiciliare, si trovano oggi prigioniere di una burocrazia che sembra aver smarrito la propria missione. Non si tratta di una concessione assistenziale generica, ma di un diritto maturato: i programmi Home Care Premium e Long Term Care — quest’ultimo spesso indicato come LCT nella documentazione regionale — sono sistemi di welfare finanziati dai contributi obbligatori dei lavoratori pubblici e opzionali dei pensionati. Eppure, nonostante le famiglie abbiano onorato i propri obblighi, il passaggio al nuovo programma 2025-2028 si è trasformato in una barriera di ritardi e inefficienze che colpisce i più fragili.

Il mutamento gestionale più critico riguarda la frequenza dei rimborsi per l’assistente familiare, passati da una cadenza mensile a una trimestrale. La nuova procedura subordina l’erogazione alla verifica preventiva del versamento dei contributi previdenziali da parte dei datori di lavoro. Il risultato è un’ingiustizia contabile: lo Stato esige puntualità assoluta nei versamenti fiscali, ma risponde con "fortissimi ritardi" nell'erogazione del dovuto. A sette mesi dall'avvio del programma, molte famiglie non hanno ancora ricevuto alcun ristoro, trasformandosi di fatto in involontari ammortizzatori sociali che sostengono il peso economico della cura per conto dell'istituto previdenziale.

"Le famiglie hanno versato i contributi trimestrali entro la scadenza, ma ad oggi molte di loro ancora non hanno ricevuto alcun ristoro" denunciano le sigle sindacali SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati.

In un sistema che dovrebbe semplificare la vita dei cittadini, la digitalizzazione forzata sta alimentando un profondo Digital Divide. La piattaforma telematica dedicata all'inserimento dei dati è vittima di malfunzionamenti cronici, mentre i canali di comunicazione tradizionali — PEC e telefonia — restano spesso silenti. Per una platea composta prevalentemente da anziani, l'assenza di un supporto funzionale trasforma la tecnologia da risorsa a strumento di esclusione.

È l'ironia amara di un welfare moderno che, privo di sussidiarietà orizzontale, spinge l'utente alla rinuncia per sfinimento tecnico.Tagli Invisibili: Addio all'assistenza domiciliare di supporto. Tra le pieghe del nuovo bando, si consuma una riduzione silenziosa ma devastante della flessibilità assistenziale. È stata infatti eliminata la possibilità di richiedere, nell'ambito delle prestazioni integrative, i contributi per il cosiddetto "sollievo domiciliare" (la seconda badante). Questa scelta ignora la complessità del lavoro di cura: gestire una non autosufficienza gravissima è un compito che raramente può essere delegato a un’unica figura senza generare un rapido burnout del caregiver

La crisi attuale è amplificata da una centralizzazione dei pagamenti che ha sottratto la gestione dei professionisti (OSS, fisioterapisti, educatori) agli Ambiti territoriali per affidarla direttamente all'INPS. Questo passaggio ha innescato una paralisi amministrativa: i pagamenti non arrivano e i professionisti, legittimamente, minacciano l'interruzione del servizio. La criticità è acuita da un attrito istituzionale senza precedenti: molti ATS (Ambiti Territoriali Sociali) non hanno ancora siglato la nuova Convenzione 2025-2028. Senza questo accordo quadro, il sistema crolla. È in corso un difficile tentativo di mediazione da parte di Anci Toscana per ricucire lo strappo, ma nel frattempo il vuoto operativo grava interamente sulle spalle delle famiglie.

Se il fronte INPS è in fiamme, quello regionale non appare più stabile. In Consiglio Regionale è scoppiato il caso legato al Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze. Si registrano già mancati pagamenti per le mensilità di gennaio 2026 e un’incertezza totale su febbraio per i contributi destinati alle disabilità gravissime."La continuità del reddito derivante da questi contributi è spesso condizione essenziale per garantire assistenza domiciliare, terapia riabilitativa e stabilità dei progetti di vita delle persone con disabilità gravissima; i ritardi o le interruzioni nelle erogazioni configurano un potenziale rischio per la qualità dell'assistenza e la tenuta del nucleo familiare." — On.

Chiara Tenerini e Marco Stella (Forza Italia).Qui il ritardo burocratico smette di essere un dato statistico per diventare un rischio esistenziale, minando la stabilità economica necessaria a garantire terapie vitali e assistenza quotidiana.

La Direzione regionale INPS si è impegnata a segnalare queste criticità ai vertici nazionali e a monitorare i ritardi nelle valutazioni dei bisogni assistenziali. Tuttavia, l'efficacia di tali promesse resta un'incognita. La vicenda toscana è un monito severo: quando la centralizzazione e la digitalizzazione avvengono senza una rete di salvataggio umana, il welfare cessa di essere protezione e diventa ostacolo.

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