"Indennizzi per aiutare gli Ncc, siamo fermi"

Il presidente Dell'Artino: “Altre regioni hanno previsto aiuti, la Toscana no”. Tra le richieste anche l'abolizione del distanziamento sui mezzi di trasporto


Firenze, 7 luglio 2020 - Indennizzi per aiutare gli Ncc. A chiedere alla Regione Toscana un intervento concreto a sostegno delle imprese attive nel servizio di trasporto con conducente, è Azione Ncc. “La Toscana nonostante la sua vocazione turistica non sta facendo nulla per aiutarci, al contrario di altre Regioni che hanno previsto fondi di indennizzi, ed è una delle poche rimaste che non ha ancora abolito l'obbligo della distanziamento sui mezzi di trasporto: due misure che darebbero un po' di respiro in questo periodo di grave crisi” afferma il presidente di Azione Ncc Giorgio Dell'Artino.

Altre Regioni, come ad esempio il Lazio, hanno previsto indennizzi da versare una tantum e a fondo perduto a titolari di licenze di taxi o di autorizzazioni per l’esercizio del servizio di Ncc. Altre hanno detto stop al distanziamento di un metro tra i passeggeri sui mezzi di trasporto. “La Toscana invece è ferma” puntualizza Dell'Artino.

Le imprese Ncc, messe in ginocchio dalla pandemia di Covid 19, che ha azzerato lavoro, fatturati e prenotazioni fino a primavera 2021, devono fare i conti anche con una “burocrazia spaventosa”, che non facilita la ripresa. Ad aggravare il carico di obblighi c'è il decreto attuativo della legge 12 del 2019 in discussione al governo (modifica la Legge quadro 21 del 1992, per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, il settore Ncc e Taxi) che prevede, in aggiunta alla fatturazione elettronica, anche l'obbligo di avere a bordo un registratore di cassa fiscale portatile, e la compilazione, a ogni corsa, di un foglio di servizio elettronico. “In un momento di crisi per il settore, invece di incentivare il lavoro, il Governo pensa a come tartassarci ulteriormente” afferma Dell'Artino sottolineando anche un paradosso: “Noi abbiamo questi doveri, i taxi, che sono regolamentati dalla stessa legge, no: è ingiusto.”

Redazione Nove da Firenze