Indagini sui tamponi in Toscana: il reagente ha falsato i test?

Cellai (FI): Come mai la Regione non si è accorta di nulla?” Donzelli (Fdi): "Il governo faccia luce sui numeri". Synlab minaccia querele


Firenze 13 settembre 2020– "La Regione e il governo facciano chiarezza urgentemente sui tamponi fasulli effettuati in Toscana che, secondo quanto emerso da un'inchiesta della Magistratura, la Regione ha acquistato da un'azienda finita sotto inchiesta perché avrebbe utilizzato reagenti non a norma. In queste ore sto ricevendo numerose segnalazioni da toscani che avrebbero effettuato il test in questione e che pretendono che venga fatta luce sulla veridicità del risultato. Ho presentato un'interrogazione per sapere quanti tamponi irregolari sono stati effettuati: in ogni caso, mentre la sinistra sul coronavirus fa la morale a noi del centrodestra, si può dedurre facilmente che in Toscana l’emergenza Covid è stata gestita in modo catastrofico. L'eccellenza nella sanità è solo una favola del Partito democratico, di Rossi e di Giani, che intanto devono rispondere di una vera e propria truffa compiuta a danno dei cittadini". Lo afferma il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli.  "Synlab, l'azienda finita nell'occhio dei magistrati, ha fornito alla Regione duemila tamponi al giorno per circa due mesi e mezzo: - sottolinea Donzelli - migliaia di persone potrebbero aver subito test sballati, con gravi conseguenze sulla loro salute e dei loro familiari e conoscenti. Un fatto gravissimo causato direttamente dalla scelta di Enrico Rossi e del Pd di nominare a controllore dei tamponi Massimo Quercioli, lo stesso direttore del laboratorio che ha avuto in affidamento l’appalto. Per di più negli ospedali toscani ci sono i laboratori per produrre i test nella sanità pubblica, ma la Regione si è affidata ai privati. Circostanze che i sindacati conoscevano e che hanno denunciato nei mesi scorsi provocando le dimissioni dello stesso Quercioli dal ruolo di controllore, arrivate però solo dopo che aveva dato il via libera su quei test. Dopo i ventilatori acquistati e mai arrivati e le mascherine non a norma fatte produrre nei laboratori cinesi illegali, - conclude Donzelli - un altro clamoroso scandalo mette in evidenza un danno incalcolabile non solo sulle casse pubbliche, ma soprattutto sulla tutela della salute dei cittadini toscani".

“Il laboratorio che ai tempi del lockdown effettuava le analisi sui tamponi per il Coronavirus per conto delle aziende sanitarie della Toscana avrebbe usato un reagente non autorizzato, poiché privo del marchio CE e deputato al solo uso a fini di ricerca” dichiara Jacopo Cellai, candidato di Forza Italia nel collegio di Firenze 1. “La Regione non sapeva nulla o non si è accorta di nulla? È una domanda comunque inquietante tenendo presente della delicatezza della questione e anche del lato economico della stessa dato che si tratta di un affidamento di circa dieci milioni di euro. Vogliamo certezze sul fatto che il reagente usato non abbia falsato l'esito degli esami diagnostici” rimarca Cellai. “E poi chiediamo un'assunzione di responsabilità della Regione, da parte di chi avrebbe dovuto e potuto controllare il modo in cui il laboratorio effettuava le analisi sui tamponi. L'ennesima dimostrazione che la fotografia della sanità toscana, modello tanto sbandierato da sinistra, è una fotografia con tante ombre. Per fortuna – conclude Cellai – tra sempre meno giorni avremo l'occasione di cambiare finalmente la Toscana”.

Synlab chiarisce nuovamente la sua posizione nelle indagini ancora in corso. Nel ribadire la propria fiducia nei professionisti coinvolti e soprattutto nell'operato della magistratura, Synlab assicura l'assoluta affidabilità e sicurezza dei risultati di tutti i test Covid effettuati, confermati nessuno escluso dai principali organi istituzionali preposti ai controlli di qualità, mediante l'utilizzo di reagenti correttamente validati secondo le norme e procedure di legge e i più elevati standard qualitativi vigenti, al pari di numerosi laboratori pubblici e privati. Synlab si riserva di assumere nelle competenti sedi ogni opportuna azione a tutela della propria integrità ed immagine e nei confronti di ogni forma di strumentalizzazione dell'inchiesta.

Redazione Nove da Firenze