Incredibile alle porte di Firenze: via di Rosano questa sconosciuta

I sindaci di Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve contro l'immobilismo della Città metropolitana


Si tratta di una arteria strategica per l'intera viabilità metropolitana, spesso sottoposta a stress a causa di incidenti e traffico. Sinistri in molti casi pericolosi, con risvolti tragici. 
Una strada da anni sottoposta ad interventi tampone come i controlli sui limiti di velocità e le segnalazioni visive, ma anche in merito alla manutenzione della collina visto che al crollo di un muro di contenimento, a marzo, sono seguite critiche infuocate.

 Dopo la frana delle scorse settimane i residenti e coloro che la frequentano si sono subito preoccupati. Da parte delle istituzioni c'è stata una fiduciosa attesa, ma adesso arriva l'appello ufficiale attraverso una lettera indirizzata al sindaco metropolitano Dario Nardella, al consigliere alla viabilità Massimiliano Pescini e ai tecnici competenti, in seguito alla decisione di prorogare fino alla fine di ottobre la chiusura della strada con senso unico alternato. 

 “Un impegno concreto per avviare subito i cantieri, ripristinare la frana e riaprire la strada prima possibile, evitando così ulteriori disagi e disservizi a cittadini e pendolari” chiedono i sindaci di Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve alla Città metropolitana in merito alla Sp 34 via di Rosano, chiusa con senso unico alternato da inizio marzo in seguito al verificarsi di una frana al km 7+500, tra la località Vallina e le Gualchiere di Remole, sul territorio ripolese.

 Francesco Casini, Anna Ravoni e Monica Marini hanno attuato una iniziativa nata all'indomani della decisione della Città metropolitana, ecco l'invito a considerare l'intervento “non un problema locale ma dell'intera area metropolitana”.

“La Sp '34' – spiegano infatti i primi cittadini - è un crocevia strategico per la viabilità provinciale, una direttrice primaria da cui quotidianamente transitano migliaia di pendolari che dalla Valdisieve, dal Valdarno e persino dal Casentino, si dirigono verso Firenze e viceversa”.

I sindaci ricordano inoltre come la strada rappresenti la direttrice principale verso il presidio ospedaliero di Santa Maria Annunziata per tutto il bacino di popolazione del Valdarno e della Valdisieve.
“Infine – aggiungono - i disagi derivanti dalla chiusura della via di Rosano si riversano inevitabilmente sulla SS '67', che non è in grado di sostenere un tale aggravio di traffico quotidiano”.

A preoccupare Casini, Ravoni e Marini, c'è inoltre l'assenza, al momento, di un cantiere al lavoro per ripristinare l'area e metterla in sicurezza con gli interventi necessari. “In oltre due mesi dal verificarsi della frana – rilevano i sindaci – dalla Città metropolitana niente di più è stato fatto rispetto all'ordinario intervento per sgomberare il manto stradale dalla terra caduta”.

Da qui l'invito alla Città metropolitana a “considerare come urgenti gli impatti e le ricadute sulla viabilità provinciale e a provare per credere i quotidiani disagi che i pendolari sono costretti a vivere, con le lunghissime code che si formano durante il corso della settimana e anche nei giorni festivi, che non possono essere tollerate ulteriormente”.

Redazione Nove da Firenze