Inceneritore, ricorso delle Mamme: Tar del Lazio rinvia alla Corte Europea

Il TAR accoglie il ricorso e rimanda il giudizio alla Corte Europea


L'Associazione rende nota l'ultima sentenza, a seguito di un ricorso presentato anche dalle Mamme NO Inceneritore, del TAR Regionale del Lazio in materia di rifiuti e inceneritori:

"La nuova sentenza è stata depositata dal Tar del Lazio il giorno 08 maggio 2018. Con questa ordinanza viene sospeso, per la seconda volta in pochi giorni, il giudizio contro il DPCM attuativo dell'art 35 (il cosidetto Sblocca Italia) e si rimanda alla Corte di Giustizia Europea la decisione in merito. Il Tribunale del Lazio infatti rileva parecchi dubbi di compatibilità con le direttive europee, anche sotto il profilo del mancato rispetto dei principi di tutela ambientale e per questo accetta il nostro ricorso e rimanda la decisione finale alla Corte di Giustizia Europea".

"Con questa nuova ordinanza, il TAR regionale del Lazio rende di fatto inapplicabile l'articolo 35 dello Sblocca Italia con cui il Governo pensava di imporre la costruzione di 8 nuovi inceneritori in Italia (tra cui quello di Firenze)" conclude l'Associazione cittadina. 

Il testo è on line mentre la precedente sentenza datata 24 aprile 2018 si può trovare qui

“Abbiamo appreso con soddisfazione della decisione del TAR del Lazio di chiedere la pronuncia della Corte di Giustizia Europea anche per il ricorso fiorentino contro Q.Thermo. È una decisione importante – spiegano i consiglieri di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi, Giacomo Trombi e Donella Verdi – che imporrebbe la sospensione di ogni tipo di procedura per la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini. Le leggi nazionali con le quali si è cercato di imporre l’incenerimento e gli inceneritori come soluzione al problema rifiuti, da parte del governo Renzi, finalmente vengono mostrate per quello che sono, parimenti alle criticità che portano con sé. La scelta medievale di bruciare i rifiuti è per l'ennesima volta messa in discussione fin dalle radici del suo stesso impianto, ed è sempre più chiaro che è una scelta ambientalmente disastrosa. A questo punto – concludono Grassi, Trombi e Verdi – chiediamo ad ALIA ed al Comune di Firenze di ripensare completamente la strategia con cui intendono affrontare il problema rifiuti nel nostro territorio, puntando sulla differenziata e sul porta a porta”

Redazione Nove da Firenze