In partenza i saldi invernali 2019

Previsioni e numeri delle associazioni di categoria. Il 15% dei negozianti si aspetta un aumento delle vendite. La presidente regionale di Federmoda-Confcommercio Federica Grassini: “stagione faticosa, tra il grande caldo che è durato fino a novembre e la mania del Black Friday che a novembre ha fatto alzare gli affari ma diminuito i guadagni”. 167 euro, come lo scorso anno, il budget pro capite stimato. Al Barberino Designer Outlet 11 ore di shopping non stop, dalle 9 alle 20


FOTOGRAFIE — Si avvicina la data di partenza dei saldi e quest'anno più che mai si aprono dibattiti sulla tempistica e modalità di svolgimento. Posticipare la data, limitarne la durata, definire il modo di svolgimento, questi e altri i temi che ogni anno divengono oggetto del dibattito. Grandi attesa (e lavori in corso) per le imprese moda del territorio in previsione dell’avvio dei saldi invernali, previsto, in Toscana, come ormai avviene da alcuni anni, nel primo giorno feriale antecedente la festività della Befana. “Archiviate” festività natalizie e capodanno, già stamani si poteva assistere, nelle principali attività del settore, ad una frenetica attività degli operatori su cambio vetrine, logistica magazzino, cartellini prezzi, organizzazione del personale.

“Affrontiamo con fiducia, come sempre, la data di avvio dei saldi invernali”, commenta Enzo Nigi, Presidente Fismo Confesercenti Firenze e “storico” operatore del settore. “Si tratta di un evento commerciale che ancora riveste grande importanza per le nostre attività, nonostante le occasioni di vendita promozionale si siano ormai moltiplicate durante l’anno (basti pensare al ‘Black Friday’) e la concorrenza del commercio elettronico si faccia sempre più agguerrita”, continua Nigi. “Anche quest’anno comunque i nostri clienti potranno fare shopping con ampio assortimento e grande varietà della merce, anche perché le vendite di alcuni prodotti sono purtroppo decollate solo con gli ultimi giorni di novembre, in concomitanza con l’arrivo delle prime vere temperature invernali”. “Il consiglio che possiamo dare dopo tanti anni di attività professionale, conclude Nigi, è uno solo: per i saldi rivolgetevi al vostro commerciante di fiducia, potrete sicuramente trovare le migliori occasioni per il vostro budget di spesa, confrontando, in assoluta trasparenza, i prezzi ‘a saldo’ con quelli “in stagione”.

I saldi invernali saranno “sanza 'nfamia e sanza lode” secondo la Confcommercio Toscana. Le aspettative dei commercianti toscani sono molto caute, ma è comunque un segnale positivo che la maggior parte di loro (75%, uno su quattro) preveda per le vendite di fine stagione che apriranno il 2019 un risultato analogo a quello 2018. Una sostanziale tenuta che dovrebbe scongiurare grossi tracolli ma che, in ogni caso, non basterà a colmare i vuoti della stagione.

“Sono stati mesi faticosi”, chiosa la presidente di Federmoda Confcommercio Toscana Federica Grassini, “prima per il meteo, con il caldo che è durato fino a novembre inoltrato e non ha agevolato per niente la vendita dei capi invernali; poi per la corsa al ribasso che, dal Black Friday in poi, ha limato molto il margine finale delle vendite. Chi ha aderito all’iniziativa a novembre ha avuto un fatturato in aumento, ma con ricavi davvero risicati, senza contare che si è giocato una parte delle vendite del Natale. Speriamo che non sia vanificato anche il risultato dei saldi”.

Il budget stanziato dai toscani sarà lo stesso dello scorso anno: circa 167 euro a persona. Le percentuali di sconto saranno subito abbastanza alte, dal 30% in su. I prodotti più gettonati saranno capispalla, maglie griffate, sneakers e stivaletti. Tra i colori, quelli caldi lanciati dalle collezioni autunno inverno di quest’anno, come l’arancio, il bordeaux, il senape e tutte le sfumature del giallo. I clienti più affezionati, le donne nella fascia d’età compresa fra i 35 e i 50 anni. Ma gli uomini cominciano a farsi largo. “Prima la donna era il cliente più esigente in fatto di modelli e colori, anche nel periodo dei saldi, mentre l’uomo era più “basico”: si affezionava ad un capo ed era capace di comprare solo quello in uno stock di colori diversi”, racconta la presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, “adesso invece anche gli uomini sono molto attenti alle tendenze”. Tra le donne, il cambiamento più eclatante riguarda le ‘over 60’: “guai a proporre linee classiche dedicate, come accadeva fino a qualche anno fa. Oggi a qualsiasi età si cercano colori, vestibilità attuale e di tendenza. Insomma, anche la moda aiuta a superare il concetto dell’età”.

Se il 75% dei commercianti di moda toscani prevede saldi in linea con quelli dell’inverno 2018, il 15% conta su vendite più vivaci (tra il +5 e +10%), mentre il resto teme un lieve calo. Ad incidere sul risultato potrebbe essere, secondo Confcommercio, l’eccessivo proliferare delle promozioni più o meno corrette che ormai si avvicendano tutto l’anno. “Sembra che il mercato non si muova se non si scende a patti facendo leva sul prezzo”, sottolinea Federica Grassini, “ma il consumatore non è uno sciocco, ancora tiene d’occhio la qualità e infatti chi sta sul mercato attuando solo una politica aggressiva fatta di sconti e promozioni non mi pare faccia affari d’oro. Di certo, però, inquina il mercato e rischia di vanificare uno strumento prima molto importante come quello dei saldi”.

Agli operatori dei negozi di fascia medio-alta non resta che specializzarsi nella ricerca di capi sempre più originali, che aiutino i clienti a distinguersi dalla massa, poi nell’offerta di servizi personalizzati, dalla sartoria alla consegna a domicilio. “In occasione dei saldi, le nostre associazioni territoriali hanno inviato agli operatori il solito vademecum con le regole per effettuare correttamente i saldi di fine stagione”, ricorda la presidente Grassini. Tra queste, l’obbligo di accettare carte di credito/debito e quello di indicare per ogni prodotto il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Per quanto riguarda il cambio della merce acquistata, è rimesso alla discrezionalità del negoziante, ovviamente a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, della riduzione o restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Ultima cosa da ricordare: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

A partire dai giorni del Black Friday, è stato un crescendo di sconti e promozioni anche durante il periodo Natalizio, un meccanismo che ha favorito i consumi durante le feste e che prosegue in maniera inarrestabile. Per questo cresce, nel mondo della piccola impresa del settore moda, la voglia di modificare, anche, in modo radicale tutto il tema delle vendite straordinarie.

 “Come Confesercenti sosteniamo, ormai da anni, che una data di inizio, delle vendite di fine stagione, così ravvicinata al Natale sia penalizzante per imprese e consumatori; inoltre, è necessario un cambiamento della durata. – afferma Nico Gronchi Presidente Confesercenti ToscanaLa nostra proposta è far partire i saldi realmente a fine stagione e con una durata limitata. Poi possiamo, anche, aprire una discussione su natura e modalità delle vendite promozionali, su chi deve effettuare i controlli necessari sul corretto svolgimento nel rispetto del principio di trasparenza nei rapporti dell’utente finale; ma di fatto, senza l’introduzione di una norma che ne regoli data e durata sarà molto difficile far ripartire i consumi del settore moda.”

Intanto, in un contesto di poca chiarezza, negozi e griffe hanno contattato i loro clienti abituali tramite sms e mail, invitandoli a recarsi presso i punti vendita per i pre-saldi; una strategia per invogliare a spendere. I pre-saldi non andrebbero mai praticati, nonostante ciò per molti ormai è diventato normale. Ci sono norme a riguardo, semmai andrebbero svolte battaglie per cambiarle; perché il rischio vero è di perdere il rapporto di fiducia con il cliente, o quantomeno di alterare uno dei principi cardine del lavoro degli imprenditori, quello della trasparenza. Per i saldi invernali 2019 il budget previsto è di 280€ a famiglia, e 122 euro a persona.

Abbiamo ampiamente discusso, in questi anni, per arrivare ad una data unica su tutto il territorio nazionale e l’abbiamo ottenuta ma da un lato rimane il tema dell’e-commerce, - continua Gronchi - che rappresenta comunque il 6/7% del fatturato e dall'altro il fatto che la maggior parte delle persone preferisce aspettare l’inizio dei saldi per acquistare capi pesanti e di maggior impatto sul budget familiare”.

“Per ora abbiamo letto le patetiche osservazioni delle corporazioni dei commercianti che, a parte la loro presenza nei tavoli delle regie cittadine della politica politicante, anche per tanti commercianti sono sempre più un mistero -chiosa Vincenzo Donvito, presidente dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- a che servono? Sì, lo sappiamo cosa sono, ma il nostro boh è rispetto a quello che dicono di dover servire: curare gli interessi dei commercianti. Li curano, questi interessi? Per fortuna noi umani non siamo ancora fisicamente arrivati su Marte per cui si può continuare ad apostrofare le loro sortire come atti marziani”.

I saldi rappresentano, ancora oggi, un momento fondamentale per le imprese; ed è, anche, per questo fondamentale un cambio di passo. Ciò diventa adesso ancora più necessario, in un momento in cui la combinazione di diversi fattori (calo dei consumi, crescita del commercio elettronico, cambiamento degli stili di vita, ecc..) rende sempre più difficile mantenere in vita la rete dei cosiddetti negozi plurimarca; riportare i saldi a fine stagione, limitarne la durata, rendere tutto chiaro e trasparente è semplice, è nell’interesse di tutti.

Undici ore di shopping non stop, dalle 9 alle 20. Ampi parcheggi a pochi metri dal Centro McArthurGlen e, per chi preferisce evitare lo stress della guida, il servizio navetta giornaliero che collega Firenze a Barberino Designer Outlet in soli 30 minuti. E’, insomma, tutto pronto per il via ai saldi invernali che, come da calendario, partiranno sabato 5 gennaio. Gli oltre 120 negozi, i 200 marchi che caratterizzano Barberino Designer Outlet presenteranno il meglio della collezione autunno-inverno con sconti fino al -70% sul prezzo outlet. Fra le recenti novità l’apertura dello store Karl Lagerfeld che ha scelto il Centro McArthurGlen per il suo primo punto vendita dell’area toscana ed emiliana.

Nei weekend 5-6, 12-13 gennaio l’orario di apertura del Centro sarà dalle 9 alle 20: negli altri giorni il tradizionale 10-20. 

SALDI 2019, TUTTI I NUMERI

  • 2000 LE PMI MODA DELLA METROCITTA’
  • 160 EURO IL BUDGET DI SPESA A PERSONA
  • 50% CONSUMATORI PARTECIPERANNO A SALDI 2019
  • 75% SPENDERA’ STESSA CIFRA 2018
  • 15% SPENDERA’ DI PIU’ DEL 2018

TOP FIVE DELLO SHOPPING: calzature (soprattutto donna), capospalla (piumini e giacconi sportwear), maglieria (lana e felpe sportive), pantaloni, borse

PREVISIONI TOP SHOPPING PRIMO WEEK-END: Firenze centro storico (anche per i flussi turistici del periodo) e Empoli (conclusione eventi Natale con evento “La Befana dei Vigili del Fuoco”, che si calerà dal campanile della collegiata di Sant’Andrea, Piazza Farinata degli Uberti)

60 GIORNI, la durata dei saldi

30% la media sconto sui prodotti in vendita

Redazione Nove da Firenze