​Il Lavoro Buono: vivere di Voucher, vantaggi e svantaggi

L'obiettivo è regolamentare le prestazioni lavorative, dette "accessorie" o svolte in modo saltuario


La Toscana registra un'alta adesione a questo sistema di trattamento: imprenditori agricoli, famiglie, imprese familiari, vari settori della ristorazione e del mercato turistico e committenti pubblici ne hanno fatto largo uso negli ultimi mesi.
Dopo l'entusiasmo iniziale legato alla regolamentazione dei rapporti di lavoro, oggi qualcuno chiede correttivi contro gli abusi. 

L'attività ispettiva ha confermato violazioni ricorrenti nell'utilizzo del lavoratore per più ore o più giornate rispetto a quelle dichiarate o nel pagamento della retribuzione in parte attraverso buoni e parte in nero.
Dall'ultimo monitoraggio svolto dal Ministero del Lavoro è emerso che nel 2015 i buoni sono stati utilizzati per retribuire le prestazioni di lavoratori che nei mesi precedenti avevano già avuto un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, con lo stesso datore nel 10% dei casi riscontrati nell'arco di sei mesi. 
Non solo. I Voucher sono accusati di aver regolarizzato il precariato, ma se non ci fossero più si tornerebbe a navigare nelle acque torbide del lavoro nero.
Ma si può vivere con un massimo di 9000 Euro lordi all'anno?

Sono nati nel 2008 con la Legge Biagi soprattutto per pagare i lavoratori stagionali nel settore agricolo durante la vendemmia e la raccolta delle olive, ma nel 2015 ne sono stati emessi 70 milioni di cui solo il 7% è finito nell'agricoltura, come ricordano le rappresentanze di categoria come Cia Toscana.

Coldiretti Toscana nel 2008 avvisava entusiasta "Con la vendemmia vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. Dopo questa sperimentazione, il sistema dei voucher potrà essere esteso anche ad altre tipologie di lavoro occasionale, relative a servizi destinati alle persone, alle famiglie e alla collettività, con il grande vantaggio di garantire, in maniera semplice, sia i datori di lavoro sia i lavoratori attraverso un rapporto regolare che assicuri le tutele previdenziali e quelle contro gli infortuni".

In Confesercenti Firenze il responsabile area commercio, Lapo Cantini, spiega a Nove da Firenze: "Portiamo come esempio il settore del catering, in un simile contesto il voucher è l'ideale perché offre flessibilità dove si registra l'offerta di lavoro durante singoli eventi come i matrimoni. Purtroppo si è fatto ricorso a questo strumento per coprire infortuni sul lavoro, ad esempio in edilizia.. Non vorremmo che adesso per colmare una anomalia venga meno il requisito della sensibilità sulle categoria da proteggere. L'intervento sulla comunicazione ad esempio potrebbe limitarne l'uso, speriamo sia un sistema semplice".
Ma il meccanismo funziona o crea ulteriore precariato? "Il rischio non è il voucher, è che se l'imprenditore non ha ritorno economico, con la riduzione dei contributi intervenuta tra il 2015 ed il 2016 nel Jobs Act, non assume più comunque e senza voucher si tornerebbe nel sommerso".
Sulla piazza fiorentina gli stagionali vivono di Voucher? "Prospettive occupazionali ci sono per tutti, lo vediamo attraverso i nostri corsi di formazione dove tante persone, non solo giovani ad esempio, un lavoro nella ristorazione lo trovano. In questo settore a Firenze non c'è mai stata crisi. Inoltre a prescindere dai Voucher ci sono contratti di apprendistato, stage formativi e stage in azienda, le opportunità ci sono. Certo ottenere un contratto a tempo indeterminato è più difficile, ci sono mesi in cui si lavora molto meno".

I Voucher o Buoni Lavoro sono nati dunque per regolarizzare il lavoro nero nei casi di prestazioni occasionali o discontinue non coperte da alcuna forma contrattuale. I Buoni, distribuiti ed incassabili presso l'INPS, gli Uffici postali, per via telematica, presso la rete dei tabaccai o gli sportelli bancari abilitati, danno diritto ai contributi pensionistici ed alla copertura infortunistica.

Un lavoratore può ottenere un reddito lordo fino a 9000 Euro anni dall'incasso dei buoni e può riscuoterli anche se percepisce nel medesimo periodo l'indennità di disoccupazione. A tal proposito però il trattamento con Voucher non dà diritto a disoccupazione, maternità, malattia o assegni familiari.
Il valore netto su 10 euro nominali è di 7,50 euro ovvero il compenso minimo per un’ora di prestazione.

L'Inps spiega quali sono i vantaggi dello strumento "Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto. Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato ed è cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari".  

Il sistema è escluso nei rapporti di lavoro sottoposti all’appalto ed alla somministrazione ad eccezione dell’attività di stewarding per le manifestazioni calcistiche.
Ricade sul committente l’obbligo di verificare il non superamento del limite economico da parte del prestatore "Deve richiedere una dichiarazione in ordine al non superamento degli importi massimi previsti, riferita sia ai voucher riscossi nell’anno solare che a quelli ricevuti dallo stesso o da altri committenti e non ancora riscossi" ricordano i funzionari della previdenza.

Recenti cambiamenti. Il committente inizialmente aveva l'obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente, prima dell'inizio della prestazione, attraverso modalità telematiche, ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento a un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi.

 Proprio questo sistema ha però registrato la segnalazione di alcuni abusi ed è intervenuto il Ministro del Lavoro Poletti a proporre la tracciabilità dei voucher ovvero "Almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione lavorativa, con un sms o con la posta elettronica, il committente deve comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, nonché il luogo e la durata dell'impiego accessorio". Le sanzioni amministrative vanno da 400 a 2.400 euro.

Antonio Patruno