Rubrica — LifeStyle

Il Coronavirus ha portato all'aumento del consumo di alcol

Giannelli (FI): "Sono preoccupanti i dati che emergono dallo studio della Fondazione Veronesi"


"Tra i tanti effetti inaspettati della pandemia, c’è l’incremento del consumo di alcol, uno dei più maggiori fattori di rischio e malattia in Italia. Mentre lo smart working imposto ha fatto sì che si trascorressero le giornate a casa, la socialità è stata rimpiazzata dall’isolamento e dal distanziamento fisico. Nell’esorcizzare una realtà che non si vuole vedere (o accettare), caratterizzata dall’incertezza sul futuro, l’alcol sembra aver avuto un ruolo “terapeutico” per tantissime persone. Anche per i senior durante il lockdown; si tratta di un fenomeno preoccupante, in crescita, anche in provincia di Firenze, da combattere in ogni modo". Queste le preoccupate dichiarazioni di Giampaolo Giannelli, Vice Coordinatore provinciale Forza Italia Firenze..

"Sono preoccupanti i dati che emergono dallo studio della Fondazione Veronesi - precisa Giannelli - infatti il 42,34% degli intervistati ha dichiarato di bere di più dall’inizio del lockdown, senza distinzione di sesso o età.Quali le cause? Sicuramente la facilità d’acquisto, insieme alla mancanza di regolamentazione alla vendita, hanno avuto un ruolo importante. Inoltre, trascorrendo la vita reclusi, il consumo durante i pasti è cresciuto. L’alcol che compare a pranzo e a cena è quindi raddoppiato. Paura e disinformazione hanno creato - sottolinea l'esponente Azzurro - il mito insidioso secondo cui l’alcol può uccidere il virus, ma la realtà è che il consumo fuori controllo rende solo più vulnerabili. Esiste poi un problema di sottovalutazione dei danni arrecati dall’alcol, a differenza di fumo e droghe. Il personale consumo è spesso giudicato moderato. Un bevitore, affetto da patologie e con problematiche legate all’età, che di norma assume farmaci, sarà certamente più a rischio. La sensibilità agli effetti collaterali dell’alcol, infatti, aumenta a causa del mutamento fisiologico e metabolico. Dopo i 50 anni la quantità d’acqua nell’organismo diminuisce e i sistemi enzimatici funzionano in modo ridotto: a parità di alcol ingerito, il tasso alcolemico risulta quindi più elevato e gli effetti più marcati.
L’alcol, - denuncia Giannelli - può provocare danni al sistema immunitario e causa numerose complicazioni; certo non rappresenta la scelta giusta, in un momento in cui bisognerebbe essere nella migliore forma possibile. Il suo utilizzo smodato può sfociare in comportamenti a rischio, aggravare problemi di salute mentale preesistenti e talvolta degenerare in atteggiamenti violenti o autolesivi. Occorre quindi - conclude l'esponente di Forza Italia - una forte azione di prevenzione ed aiuto, a tutti i livelli, in collaborazione col servizio delle aziende sanitarie, affinché questa piaga, veramente preoccupante, venga combattuta con efficacia.Un impegno costante da portare avanti dal più piccolo comune fino al Governo nazionale".

Redazione Nove da Firenze