Elezioni regionali: il candidato di Fratelli d'Italia irrompe nel comitato elettorale del governatore

Enrico Rossi: “Con la sua bravata Donzelli ha compiuto un reato penale”. Giovanni Lamioni "Mugnai tra pochezza e paura". L’IdV di Pisa prende le distanze dalla Lista Popolo Toscano. Tutti contro tutti


Firenze, mercoledì 6 maggio 2015- "Nell’ultima seduta del Consiglio regionale il governatore Enrico Rossi ha fatto passare un atto che vanifica la lotta al randagismo e all’abbandono degli animali. Nella legge Finanziaria è stato inserito un cavillo che modifica – eliminandole, di fatto – le sanzioni per chi non identifica il proprio cane attraverso tatuaggio o microchip". A denunciare i fatti è stato stamani il candidato a vice-governatore e capolista a Firenze per "Fratelli d'Italia - Liste civiche con Giorgia Meloni" Giovanni Donzelli, che per protestare ha effettuato un blitz con alcuni cani nella sede del comitato elettorale di Enrico Rossi, in piazza Frescobaldi a Firenze, consegnando alcuni volantini di sensibilizzazione sul tema. "Fino allo scorso marzo un padrone che veniva sorpreso in Toscana senza aver fatto tatuare il proprio cane pagava subito una multa da 200 euro - spiega Donzelli - in aggiunta rispetto alle sanzioni previste dalle normative nazionali. Oggi chi viene 'pizzicato' ha invece dieci giorni di tempo per mettersi in regola, senza pagare nulla. In altre parole - aggiunge l'esponente di Fratelli d'Italia - nessuno ha più alcun incentivo a tatuare il proprio cane: se non ti beccano, non rischi nulla e puoi disfarti del tuo cane abbandonandolo in strada; se invece ti beccano, puoi metterti in regola senza alcuna conseguenza". "Hanno imboscato una piccola modifica all'interno di una legge che trattava tutt'altro: adesso che si avvicina l'estate la situazione degli abbandoni potrebbe aggravarsi ulteriormente - conclude Donzelli - un atto losco e allo stesso tempo criminale nei confronti di tutti gli animali e tutti coloro che li amano".

“Facciamo presente all'ex candidato alla presidenza Donzelli, nonché consigliere regionale uscente, che con la sua bravata odierna ha compiuto un reato penale, perchè, come stabilito dalla giurisprudenza, le sedi di partito e di comitato elettorale sono equiparate a privata dimora”. Sono le parole di Isa Garosi, responsabile della campagna elettorale e del comitato “Toscana Ci siamo – per Enrico Rossi Presidente”, a proposito del cosiddetto blitz animalista di Giovanni Donzelli andato in scena oggi nel comitato elettorale del presidente uscente della Toscana e candidato alla rielezione, in piazza de' Frescobaldi 4 a Firenze. “Abbiamo dato mandato ai nostri legali per assumere le iniziative del caso. Uno che si comporta così non merita altra risposta. Se ne deve essere accorta anche quella parte del centrodestra che voleva candidarlo presidente e che poi lo ha scaricato” - conclude Garosi. Domani il presidente della Regione inaugurerà a Pisa, presso il laboratorio Nest di Piazza San Silvestro, il Centro di competenze sulle nanotecnologie della Scuola Normale superiore. Si tratta di uno strumento in grado di offrire alle imprese del territorio servizi per fare innovazione d'impresa, utilizzando le conoscenze e le strumentazioni avanzate disponibili presso il laboratorio Nest. Alla cerimonia oltre al governatore della Toscana parteciperanno il direttore della Scuola Normale Superiore, il presidente di Confindustria Toscana e il sindaco di Capannori.

Giovanni Lamioni, candidato Presidente del polo dei Civici e Popolari, risponde alle parole del consigliere Mugnai apparse oggi sulla stampa: “Il consigliere uscente trascende dal confronto e si rifugia nelle battutacce, segno dei pochi argomenti in suo possesso (ma questo lo potevamo presupporre visto l’assoluto vuoto nei suoi anni in Regione) e, soprattutto, come diciamo in Toscana, perche ‘la paura fa novanta!’. Qua l’unico prefisso telefonico a cui badare è quello per chiamare la trasmissione Chi l’ha visto? e chiedere della politica d’opposizione di Mugnai in questi cinque anni!”. Continua Lamioni: “Nel perfetto stile del blabla che non disturba il manovratore ma raccoglie le briciole e gli strapuntini concessi dal potere, Mugnai è stato maestro, inventandosi un’opposizione studiata per non sortire effetti e lasciare tutto in mano a chi di dovere, con buona pace dei tanti toscani che c’hanno creduto e votato, me compreso. Un vero caso da studiare, non solo politico ma anche caratteriale, quello di Mugnai, sempre spento al cospetto della sinistra in politica, e spaccone in campagna elettorale”. E conclude: “La mia scelta di battermi in prima persona, ora alle Regionali e poi per la ricostruzione di una vera alternativa civica, moderata e popolare ha alla base due precise ragioni: non arrendermi al declino della nostra Toscana e rappresentare un'alternativa reale, diversa da quella inesistente e impercettibile di Mugnai”.

.«Ovunque abbiamo composto liste competitive e altamente rappresentative. Di me, di loro, di noi ci si può fidare. Noi non siamo quelli che dicono che in Toscana tutto va male, ma siamo quelli che sanno come fare meglio e come liberare la Toscana dalla cappa di potere rosso che nei decenni l’ha frenata fino a paralizzarne lo sviluppo. Con l’intento di controllare ogni aspetto della vita del cittadino nel nome del consenso elettorale clientelare – ha spiegato il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai– il Pd e la sinistra hanno compresso la nostra terra entro una rete di burocrazie e imbuti entro cui la creatività e il naturale istinto alla crescita innato nei toscani restano impantanati. Noi queste catene le vogliamo spezzare, e siccome non abbiamo cambiali politiche firmate con nessuno siamo in grado di governare a mani libere nel solo interesse della Toscana e dei toscani come noi. Vogliamo costruire una Toscana migliore, possiamo farlo, sappiamo come».

“L'Italia dei Valori della provincia di Pisa prende nettamente le distanze dall'azione politica ed elettorale svolta dalla “Lista Popolo Toscano” in occasione delle imminenti elezioni regionali 2015. Informa i propri simpatizzanti ed iscritti che l'IdV non partecipa a questa tornata elettorale se non dando un sostegno convinto alla ricandidatura del presidente uscente Rossi. Perché lo riteniamo una persona seria e capace, perché non vediamo niente di meglio che il panorama politico contemporaneo possa offrire, se non vecchie incapacità e nuovi populismi. Diffida inoltre coloro che a vario titolo spendono il nostro nome e simbolo per strumentalizzazioni elettorali”. E’ la presa di posizione espressa dal segretario provinciale IdV di Pisa, Paolo Fidanzi, che spiega come “vista la difficoltà di presentarsi da soli non ci siamo lasciati vincere da facili lusinghe e abbiamo deciso di proporre le nostre idee contro la corruzione, piaga sociale, e a favore delle persone più deboli malate ed emarginate. Siamo per una Toscana attenta alle diversità, per una società umana e un’umanità sociale, come descritta dal grande pensatore Karl Polany, tra l'altro indicato come autore di riferimento per la dottrina sull'economia di papa Bergoglio. La Lista Popolo Toscano, almeno nel collegio di Pisa, è infarcita di alcune personalità che pongono forti dubbi sulla loro sincera partecipazione al servizio del candidato presidente Rossi. Ci sono fuoriusciti dal nostro partito ma anche esponenti delle liste civiche che per anni hanno infamato e avversato l'azione di Enrico Rossi, dal punto di vista politico e anche Istituzionale. Che almeno oggi, al netto di ogni legittimo trasformismo, si vergognino di essere stati indicati come possibili nostri candidati. Noi ce ne vergogniamo e ci teniamo a rendere pubblica la nostra avversione.

Redazione Nove da Firenze